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I cinque volti di Joker: Romero,Nicholson,Ledger,Leto e Phoenix.

Nella Storia del Cinema il Joker è stato portato sullo schermo cinque volte, con caratteristiche e sembianze diverse: ripercorriamo insieme l'evoluzione negli anni del personaggio

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Cesar Romero – Batman: The Movie (1966)

Sull’onda del successo della serie TV la 20th Century Fox è il primo studio importante a produrre un’avventura cinematografica del supereroe creato da Bob Kane per la DC Comics negli anni ’40. In questo film la parte del Joker è affidata al sessantaduenne Cesar Romero, aitante ex ballerino di origine cubana – era alto 1 metro e 90 – con una lunga carriera alle spalle (ha recitato perfino accanto a Shirley Temple negli anni ’30). Al momento di girare Romero è più attempato del suo avversario in calzamaglia e usa come trucco semplicemente cerone e rossetto. Veste di viola e verde sfoggiando il proverbiale e inquietante sorriso sul volto. Nel film oltre a lui troviamo altri celebri cattivi come il Pinguino, l’Enigmista e Catwoman. Nonostante il tono scanzonato che ricalca quello del telefilm, questo primo lungometraggio ebbe un discreto successo. Non si trattava certo di un kolossal: il budget e gli effetti speciali erano quelli dell’epoca, eppure il personaggio più convincente del cast è proprio il Joker, col quale si finisce addirittura per simpatizzare, quando vede i suoi malvagi disegni irrimediabilmente rovinati dalla sua nemesi. Romero lo interpreta fino al 1968, anno in cui termina la serie tv. Perchè qualcun altro decida di confrontarsi col super-criminale che ride trascorre un ventennio.

Joker
Il Joker intepretato da Cesar Romero nel film

Jack Nicholson – Batman (1989)

L’occasione per rivedere sullo schermo il Joker arriva quando la Warner Bros acquisisce dalla DC Comics i diritti sulle avventure dell’Uomo pipistrello. Viene scelto come regista della pellicola un giovanotto di belle speranze, che ha all’attivo il successo di Beetlejuice – Spiritello Porcello: si tratta del trentenne Tim Burton, che del fumetto sa poco o nulla. Il regista si mette all’opera e appronta come sfondo delle avventure di Batman una Gotham City particolarmente cupa e sinistra, grazie all’aiuto di una coppia di scenografi giustamente premiata con l’Oscar (Anton Furst e Peter Young). Come protagonista invece la scelta cade su Michael Keaton, attore dal fisico longilineo, decisamente lontano dall’idea del giustiziere che vaga nell’oscurità alla ricerca dei criminali. Fan e critica non apprezzano, mentre a parere di chi scrive il ritratto dell’eroe tormentato dal ricordo della morte dei genitori e roso dai sensi di colpa è reso con abilità da Keaton, forse proprio per il suo temperamento pacato, in contrasto con quello muscolare del suo alter-ego. Il Batman del film prende spunto dai fumetti ed è un personaggio ossessionato dalla sua mostruosità e diviso tra le sue identità, un tema che nel cinema di Burton vedremo tornare (uno per tutti il dolente Johnny Depp di Edward mani di forbice). Quanto al Joker, la trattativa per avere Jack Nicholson è lunga e laboriosa: ha già vinto 2 Oscar, perchè rischiare la reputazione con un film così controverso? Il risultato tuttavia vale l’attesa. La caratterizzazione di Jack Napier/Joker è, a dire il vero, un po’ confusa: criminale paranoico che vuole il caos e desidera governare Gotham col terrore o artista dell’omicidio malato di narcisismo al punto da infuriarsiquando Batman gli sottrae l’attenzione della stampa? Il legame col protagonista poi è trattato in modo superficiale. Rimanda all’assassinio dei Wayne, seguito dalla celebre battuta: “Hai mai danzato col Diavolo nel pallido plenilunio?” ma emerge solo in un secondo momento, rivelando al Cavaliere Oscuro di avere davanti colui che lo ha creato e che a sua volta è stato da lui plasmato quando lo ha precipitato in una vasca colma di acido (all’inizio del film, durante un inseguimento). Gigione e ghignante, il Joker di Jack Nicholson ruba la scena al suo antagonista mascherato, restando nell’immaginario collettivo come il villain più convincente ed estroso di quello che, a buon diritto, può essere definito il primo Cinecomic dell’era moderna.

Heath Ledger – Il Cavaliere Oscuro (2008)

Con l’arrivo del terzo millennio, dopo l’insuccesso clamoroso del film Batman & Robin (1997), serve un cambio totale di rotta: Christopher Nolan, ingaggiato dalla Warner Bros (già regista di Memento e Insomnia) rinuncia a dirigereil kolossal Troy, proponendo allo studio di riportare in vita il franchise dell’Uomo Pipistrello in chiave moderna e più verosimile. L’ambizioso progetto prevede infatti una trilogia. Il primo film, Batman Begins, narra le origini del personaggio, il duro addestramento compiuto in oriente per diventare un degno protettore di Gotham City. Aiutato dallo sceneggiatore David S. Goyer, già collaboratore di lungo corso della DC Comics, Nolan resta fedele al personaggio basandosi sulla mitologia fumettistica più recente: dal punto di vista scenografico, sulla graphic novel di Frank Miller Batman: Anno Uno e sulla storia narrata in Legend of the Dark Knight. Il film ha come protagonista un attore giovane e ancora poco conosciuto: Christian Bale, cui vengono affiancati come comprimari mostri sacri del calibro di Michael Caine (Alfred), Gary Oldman (Gordon) e Morgan Freeman (Lucius Fox). Egli si sottopone a un allenamento e una dieta massacranti, mostrando una capacità di immedesimazione paragonabile a quella dei migliori cultori del metodo Stanislavsky, come Robert De Niro. Il film incassa 375 milioni di dollari in tutto il mondo e prepara la strada al seguito: Il Cavaliere Oscuro.

Nel film, come annunciato nel finale dell’episodio precedente, compare finalmente la nemesi per eccellenza di Batman, il Joker. Heath Ledger, già nominato all’Oscar per  I segreti di Brokeback Mountain è l’attore prescelto per interpretarlo. Parlando di lui Nolan dice di averlo selezionato grazie alla mancanza di timore reverenziale nel confrontarsi coi suoi predecessori in un ruolo così iconico. Il copione non affronta le origini del personaggio, come accaduto per Batman, ma narra l’ascesa di Joker nel mondo del crimine. Egli nasce come risposta al Pipistrello cui è, in un certo senso, complementare. Egli stesso scherza sul suo passato, raccontando di volta in volta una storia differente su come il suo volto sia rimasto sfigurato dalle cicatrici che gli hanno conferito il celebre ghigno. Ledger si isola per sei settimane in albergo,  per preparare la sua interpretazione, tenendo un diario in cui annota i suoi progressi.  Ha già avuto occasione di vedere Batman Begins e conosce il mondo in cui Joker avrebbe agito; sceglie quindi di concentrarsi sulla ricerca di una voce a metà tra quella si Sid Vicious e di Alex DeLarge (il capo dei Drughi di Arancia Meccanica), oltre che su  una postura leggermente ingobbita, appropriata alla natura aggressiva del personaggio. Per il look e l’atteggiamento Ledger non dimentica i fumetti che legge avidamente, ispirandosi soprattutto a The Killing Joke di Alan Moore, disegnato da Brian Bolland. Il Joker è descritto dall’attore stesso come “uno psicopatico senza coscienza delle sue azioni, un sociopatico assoluto, un assassino di massa a sangue freddo, completamente privo di  empatia”. L’aspetto istrionico e tipicamente clownesco esaltato da Nicholson si evolve. Il Joker del Cavaliere Oscuro non ha neanche un nome: è un’entità evanescente che incarna la cattiva coscienza dell’essere umano che riesce a manipolare facendo leva sui sentimenti e le pulsioni più nascoste. Ciò traspare da due sequenze: nella prima due navi ospitano l’una i bambini delle scuole di Gotham e l’altra i criminali più efferati e pericolosi del carcere di Arkham. Su Entrambe Joker ha nascosto una bomba, scambiando i telecomandi per farla detonare: sull’una si trova il comando che può far esplodere l’altra: qualora nessuno prema il pulsante entro un termine stabilito, Joker minaccia di far esplodere entrambe le imbarcazioni. Può l’istinto di sopravvivenza giustificare l’omicidio? L’altra è quella in cui si fa catturare di proposito  e rivela di aver sequestrato due ostaggi, posti in due diversi luoghi ai lati opposti della città: Harvey Dent e Rachel Dawes.  Il Joker pone Batman davanti a un’alternativa: scegliere la sua missione di proteggere la città e salvare Dent oppure l’amore e salvare RachelL’eroe sceglie Rachel, mandando il commissario Gordon a prelevare il procuratore, ma una volta arrivato sul posto scopre di essere stato ingannato: invece della donna trova Dent, che riesce a portar via, non prima però che le ustioni lo sfigurino a vita. Gordon giunge all’altro indirizzo troppo tardi: vede la costruzione saltare in aria e Rachel morire. In seguito assistiamo al confronto che puoi apprezzare nel video in alto, nel quale emerge il vincolo che secondo lui lo lega a Batman. Dopo l’interrogatorio, il Joker approfitta delle circostanze e fugge. In ospedale, vestito con un improbabile divisa da infermiera, persuade Dent che sia Batman il responsabile di tutto il dolore e la sofferenza da lui patita: l’ex procuratore impazzisce, diventando Due Facce. Questi rapisce moglie e figlia di Gordon per costringere Batman a cadere in trappola: nella drammatica scena seguente Batman salva le due donne, ma Dent muore. Per non rovinare l’immagine del procuratore, che ha dato speranza alla città, l’eroe si fa passare per assassino, con l’aiuto di Gordon, trasformando Harvey Dent in un martire: da quel momento Gotham non avrà più bisogno di Batman, che si trasformerà in un Cavaliere Oscuro, scomparendo. Ledger morirà di overdose mentre il film è ancora in fase di montaggio. Come omaggio alla sua memoria Nolan non taglia alcuna scena in cui egli è presente: la sua magistrale interpretazione viene così consegnata alla leggenda e gli vale un premio Oscar postumo come miglior attore non protagonista. La trilogia di Nolan si concluderà con Il ritorno del Cavaliere Oscuro, nel quale Bale, ormai attore tra i più pagati al mondo, veste per l’ultima volta i panni di Batman.

Jared Leto – Suicide Squad (2016)

Nello stesso anno de Il Cavaliere Oscuro arriva nelle sale Iron man che darà il via ad una fortunata serie di film con protagonisti i supereroi della Marvel. Come risposta, la DC Comics decide di riportare sul grande schermo i suoi eroi e soprattutto i suoi villains. Questi ultimi vengono riuniti tutti insieme nel pasticciato ma intrigante Suicide Squad. In questo film la vera protagonista, che ruba la scena a tutti gli altri, è Harley Quinn interpretata da Margot Robbie: un mix di sensualità  e follia irresistibile che si fa sedurre dal Joker, questa volta portato sullo schermo dal cantante/attore, premio Oscar 2013,  Jared Leto. Nei pochi minuti in cui è sullo schermo il risultato è imbarazzante, soprattutto se confrontato con gli illustri predecessori. Per girare lo stand alone su Joker viene scelto qualcun altro: meglio così.

I tre personaggi principali di Suicide Squad 2
A sinistra nella foto, Jared Leto interpreta il Joker in Suicide Squad.

Joaquin Phoenix – Joker (2019)

Per una trattazione approfondita, consiglio la lettura della recensione di Joker scritta dalla nostra inviata al Festival di Venezia Laura Mecozzi, dove il film è stato proiettato per la prima volta. Arthur Fleck/Joker, interpretato da Joaquin Phoenix è un aspirante cabarettista i cui problemi mentali vengono acuiti dall’alienazione dalla società. Il regista cinefilo Todd Phillips, anche sceneggiatore, ci offre una prospettiva sul personaggio e sulla sua origine totalmente nuova: la metamorfosi di Phoenix sullo schermo è impressionante: grazie a lui, vediamo svilupparsi nel presonaggio a poco a poco la follia. In un crescendo rossiniano che ricorda Taxi Driver Arthur scopre se stesso e il suo passato di abusi e dolore, che la madre aveva sempre cercato di fargli dimenticare. Allo stesso tempo, la società che lo circonda è sempre più crudele con lui, che vede le proprie ambizioni frustrate. Entra per caso in possesso di una pistola e quando viene aggredito in metropolitana da tre giovani privilegiati nel tentativo di difendere una ragazza dalle loro indesiderate attenzioni, ecco che la reazione violenta è inevitabile: Arthur li uccide senza pietà. Sui giornali e in tv il clown assassino diventa una celebrità: il popolo di diseredati e miserabili che popola una Gotham che sembra New York ne fa il suo simbolo. L’idolo di Arthur, il presentatore e comico Murray Franklin, interpretato da Robert De Niro (omaggio al suo personaggio di Re per una Notte di Scorsese) lo invita in tv per deriderlo: davanti alle sue spietate battute, assistiamo al crollo psicologico di Arthur che lo uccide in diretta TV. La visione del programma scatena la follia nelle strade: migliaia di invasati vestiti da clown mettono a ferro e fuoco la città. Nel caos, all’uscita dal cinema, i coniugi Wayne vengono assassinati davanti alloro figlio Bruce. In strada Arthur ha un incidente, resta ferito. La gente lo tira fuori dall’auto e, riconoscendolo lo porta in trionfo. Il film si conclude con Arthur che,rinchiuso in un ospedale psichiatrico uccide uno psichiatra e scorrazza nei corridoi, ridendo sguaiatamente. Phoenix conquista per il film la nomination al Golden Globe come miglior attore in un film drammatico e si presenta come credibile favorito nella corsa all’Oscar 2020.

Chi è per te il vero Joker? Quale degli attori ha saputo meglio interpretare il personaggio? Fai la tua scelta e motivala nei commenti!
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