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Lo spinoff di Fast & Furious con Dwayne Johnson e Jason Statham: una coppia che prende a pugni, distrugge tutto e diverte

Hobbs & Shaw
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Fast & Furious – Hobbs & Shaw: risate, esplosioni e tanta azione

“Sono lo shock necessario al sistema“. Così si presenta Brixton, cattivone di pelle nera vestito, geneticamente potenziato sulle tracce di un’arma biologica dal potenziale devastante; il virus in questione è chiamato Fiocco di Neve e può essere programmato per decimare milioni di innocenti. Nel tentativo di recuperarlo ed evitare che finisca nelle mani dell’organizzazione terroristica Eteon, un gruppo di agenti dell’ MI6 viene ucciso da Brixton ed i suoi, tranne il loro leader, Hattie Shaw, che si inietta il virus e fugge. Esatto, il cognome della bella e letale Hattie è Shaw, lo stesso di uno dei nostri due audaci eroi il cui compito è quello di fermare il superman nero Brixton Lore (interpretato da Idris Elba, visto ultimamente nel film La Torre Nera, tratto dall’omonima saga del maestro del terrore Stephen King) a suon di cazzotti ed acrobazie estreme che sfidano le leggi della fisica e della gravità.

I suddetti eroi sono Luke Hobbs, l’energumeno samoano Dwayne Johnson (The Rock per i nostalgici del wrestling) e l’elegante Deckard Shaw (interpretato da Jason Statham), impeccabile nell’outfit quanto pericoloso per chiunque gli si pari davanti.

Dwayne Johnson, attore e produttore americano di origini samoane, è l’attore da blockbuster del momento. Sempre protagonista di grosse e costose produzioni, nell’ultimo triennio trasforma in oro tutti i film in cui recita. Per i fans del gigante samoano, pellicole come A testa Alta (in cui recita al fianco di Johnny Knoxville) ed Il Tesoro dell’Amazzonia (con Christopher Walken e Sean William Scott, star di American Pie) meritano un’occhiata. E’ entrato nella saga di F&F nel quinto episodio della saga, Fast & Furious 5 ambientato in Brasile; in questo film lo vediamo dare la caccia a Dominic Toretto (Vin Diesel), a Brian O’Conner (il compianto Paul Walker) ed ai suoi colleghi latitanti con ogni mezzo e ad ogni costo. Memorabile l’inseguimento fra le favelas di Rio che culmina con un violento confronto tra i due. L’inglese Jason Statham invece entra nella famiglia F&F nel settimo episodio Fast & Furious 7 vestendo i panni di Deckard Shaw, dopo che Toretto e compagni hanno ridotto il fratello Owen in fin di vita. Ex tuffatore ed esperto di arti marziali, muove i suoi primi passi recitando nelle geniali pellicole del regista Guy Ritchie (Lock & Stock Pazzi Scatenati del 1998 e The Snatch del 2000) e nella saga di The Transporter. L’inserimento di questi personaggi nel cast originale della saga, regala altro testosterone e pretesti per far deflagrare auto, palazzi ed esseri umani che capitano lungo la strada. In Fast & Furious 8, la scena della fuga dei nostri eroi dal carcere è un mix sapiente di violenza, parkour e tanta ignoranza cinematografica (nel senso buono del termine!) e si intuisce già che la coppia sul set fa scintille. La sorellina di Shaw, Hattie (interpretata dalla bella Vanessa Kirby) bionda e letale non sfigura accanto ai due maschi alpha della pellicola e riesce a tener testa ad entrambi in più di un’occasione.

Dwayne Johnson e Jason StathamI due, seppur riluttanti all’inizio dell’avventura, si ritrovano alleati nel proteggere la portatrice del virus. L’improbabile coppia funziona: si punzecchiano per tutto il film come due fratelli dispettosi, si provocano, si sfidano fino a boicottarsi, ma quando capiscono che l’unione fa la forza, non c’è nemico e legge di gravità che tengano. La sceneggiatura prevede che gli spettatori facciano la conoscenza della famiglia Hobbs, la quale riveste un ruolo fondamentale nella storia, soprattutto nella sfida finale con Brixton. Il fattore Famiglia, tanto caro alla saga di F&F, lo ritroviamo anche in questa pellicola. Allo scontro finale con i villains, per l’occasione armati di armi e mezzi fino ai denti accompagnati da pessime intenzioni, partecipa anche la famiglia di Hobbs capeggiata dall’anziana ma risoluta madre capace di tener testa a tonnellate di testosterone samoano. Vecchi rancori hanno diviso il grosso agente federale dai suoi fratelli, ma il mondo ha bisogno di tutti loro e delle loro antiche tradizioni (poteva forse mancare Dwayne Johnson che guida l’ Haka?). Uno dei fratelli è Cliff Curtis, attore e produttore neozelandese visto in numerose produzioni, tra cui Once Were Warriors e Rapa Nui, giusto per citare giusto due film meravigliosi.

Dopo tante parole… vale la pena vederlo? Partiamo dalle note positive: i protagonisti funzionano, Johnson e Statham insieme sono a loro agio, divertono e si divertono (come si evince dai numerosi filmati in rete durante le riprese). Il testosterone è il vero protagonista a dire il vero, in maniera meno velata rispetto alla saga di F&F; muscoli, risse coreograficamente divertenti e battute da macho sono all’ordine del giorno. Curiosità a proposito di testosterone ed ego: Il Wall Street Journal ha svelato alcuni cavilli contrattuali secondo i quali tre degli attori della veloce e furiosa saga non possono fare brutte figure quando fanno a botte tra di loro. Quindi per gli amanti del franchise originale e dei film d’azione in generale non c’è dubbio alcuno sul fatto che il film piacerà sicuramente. E’ chiaro che è una produzione fatta ad hoc per dare spettacolo e per far risaltare la coppia protagonista, ma è piacevole (nonostante la sceneggiatura non spicchi per complessità e non sia particolarmente intricata) e cattura l’attenzione dall’inizio al rocambolesco finale. Dopotutto il regista David Leitch ci ha abituato a ritmi serrati con film come Ninja Assassin, Professione Assassino (con Jason Statham e se non l’avete ancora visto… rimediate!), Atomica Bionda, John Wick e l’ultimo Deadpool per intenderci. Tra le note negative non si può fare a meno di notare una certa leggerezza, o meglio, l’assenza di equilibrio tra la parte seria ed action e quella della spy-comedy. La percentuale, per capirci, si avvicina di più ad Una spia e mezzo (divertente film con l’ onnipresente Dwayne Johnson e Kevin Hart) che ad un film come Snitch – L’infiltrato (il samoano qui è impegnato a salvare il figlio infiltrandosi in una banda di spacciatori). Questo, sia ben chiaro, non è necessariamente un difetto ma dipende da come lo spettatore si approccia alla pellicola. Lo scopo del cinema è di intrattenere e questo film fa il suo dovere di intrattenere e divertire in maniera esageratamente hollywoodiana con due attori bravissimi in questo ruolo.

Se non andrete a vederlo…“Vi beccherete una punizione samoana!”

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