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Harry Potter e le pozioni alcoliche

In un'intervista alla BBC Daniel Radcliffe, che per otto film e dieci anni di vita è stato il mago più famoso del mondo, confessa come la sua esperienza di bambino prodigio lo abbia portato all'alcolismo

daniel radcliffe harry potter
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C’è da dire che Daniel Radcliffe è in buona compagnia. Prima di lui Macaulay Culkin, Drew Barrymore, per dire solo i più noti, hanno dovuto pagare lo scotto di una fama prematura. In un’intervista alla BBC Harry Potter si confessa: “Il mio alcolismo lo devo a Harry Potter. Mi chiedevo se avrei continuato a essere il mago di Hogwarts per sempre. In parte la causa di tutto quello che mi è successo è il panico. L’avventura stava finendo e non sapevo cosa avrei fatto dopo. Non mi sentivo a mio agio con me stesso, con la persona che ero in realtà. Così bevevo. Se uscivo e mi ubriacavo, la gente mi guardava con interesse e curiosità perché non ero solo una persona abbastanza brillante, ero ancora il bambino Harry Potter. Nessuno si immagina come ti può sopraffare la fama e essere sempre sotto i riflettori. Sembra che se hai un bel lavoro e sei ricco non hai diritto a essere triste o a disagio e siccome non mi piaceva che mi vedessero proprio a quel modo, allora bevevo ancora, mi ubriacavo di nuovo. Per qualche anno è andata così. Alla fine solo tu puoi dire basta. Ci ho provato più di una volta. Ho conosciuto gente meravigliosa che mi ha aiutato, primi fra tutti i miei genitori, altri attori che mi hanno dato consigli importanti. Ora ho smesso e l’alcol non mi manca per niente. Quando penso al caos che era la mia vita allora, sono felice di essere migliore. Mi hanno aiutato anche il teatro” – fu proprio durante uno spettacolo teatrale che David Heyman, produttore degli Harry Potter, lo scoprì, e questo a dispetto del fatto che sua madre gli aveva impedito di presentarsi ai provini per interpretare il giovane mago – e la città di Londra. Per qualche tempo ho abitato a Los Angeles e credevo di diventare matto. Non riesco a immaginare cosa significhi crescere lì, specialmente perché quando sei piccolo o molto giovane non sai esattamente chi sei e non credi nell’immagine che gli altri hanno di te“.

Non per questo, comunque, Daniel Radcliffe rimpiange gli anni passati a impersonare Harry Potter: “Mi è piaciuto molto il ruolo e gli anni che ho passato assieme ai miei amici e colleghi. Se non fosse stato per Harry Potter, avrei potuto fare l’attore? Perché alla fine di tutto quello che ho passato ho capito che la mia passione è fare l’attore e che lo avrei fatto anche senza soldi e fama. E voglio continuare così“.

Cosa ne pensi? Credi che ottenere un enorme successo da piccolo possa compromettere poi la vita da adulto?

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