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Glassboy

Glassboy vince come miglior film per ragazzi a Tallinn

Glassboy di Samuele Rossi è stato premiato come miglior film per ragazzi al prestigioso Black Nights Film Festival, tenutosi nella capitale estone

Glassboy è un racconto di formazione ad altezza di bambino che parla di voglia di libertà, di avventura, di crescita e di amicizia. Diretto dal regista e sceneggiatore Samuele Rossi (nella foto in basso), liberamente ispirato al romanzo vincitore del Premio Andersen Il Bambino di Vetro di Fabrizio Silei, è stato premiato alla 24ma edizione del prestigioso PÖFF | Tallinn Black Nights Film Festival, la più grande manifestazione culturale del nord-est Europa che ogni anno presenta oltre 600 titoli e ospita più di 1000 professionisti provenienti da tutto il mondo.
Inserito nella sezione Just Film, spazio interamente dedicato ai film per ragazzi, Glassboy, la storia di un bambino con una malattia limitante come l’emofilia che grazie all’amicizia con un’avventurosa banda di coetanei, gli Snerd, riesce a superare le proprie paure e fragilità, ha ottenuto il premio ECFA come miglior film. Inoltre il film entrerà a far parte della short list per aggiudicarsi il premio come miglior film per ragazzi alla Berlinale 2021.

Glassboy
Dasinistra il protagonista Andrea Arru col regista e sceneggiatore del film ,Samuele Rossi.

La Giuria ha assegnato il premio a Glassboy  con la seguente motivazione: “Abbiamo viaggiato in tutta Europa grazie ai film, siamo stati nel presente e nel passato. Da fantastici viaggi nel tempo a escursioni in mondi fiabeschi oscuri e misteriosi, dalla vita scolastica di tutti i giorni al primo amore, passando per diari e avventure dei pirati: una vasta varietà di storie ci hanno influenzato in modi diversi. Ci hanno spinto a simpatizzare coi personaggi e a riflettere, ci hanno emozionato e soprattutto ci hanno fatto vivere le storie di tanti giovani protagonisti.
Di tutti i viaggi meravigliosi che abbiamo intrapreso, uno si è distinto per la sua storia – eccezionalmente interpretata – sul superamento dell’isolamento e la capacità di trasformare il senso di “diversità” di un individuo per diventare parte di un gruppo di amici. Nonostante una famiglia benintenzionata ma iperprotettiva, il nostro protagonista riesce a prendere il controllo della propria vita e far in modo che gradualmente la sua famiglia impari a seguirlo e adattarsi a lui. Per le sue profonde caratterizzazioni in un mondo ben messo in scena e per la trama avvincente e ben scritta sull’amicizia, il coraggio e la libertà”.

Glassboy
Andrea Arru è il bambino di vetro: affetto da emofilia deve vivere dentro un’armatura che lo protegga.

Dopo i significativi riscontri ottenuti con il cinema documentario (La memoria degli ultimi, Indro. L’uomo che scriveva sull’acqua), Rossi realizza la sua seconda opera di finzione esplorando un genere poco frequentato in Italia, quello dello young movie, rielaborando in senso contemporaneo l’immaginario dei grandi cult cinematografici per ragazzi.
Nel cast un’inedita Loretta Goggi nei panni dell’apprensiva e dispotica Nonna, Giorgia Wurth, Massimo De Lorenzo, Giorgio Colangeli, David Paryla e Pascal Ulli, e il giovanissimo Andrea Arru nei panni del protagonista, Pino. Al suo fianco gli Snerd, ovvero gli esordienti Rosa Barbolini (Mavi), Stefano Trapuzzano (Ciccio), Gabriel Mannozzi De Cristofaro (Domenico), Mia Pomelari (Mei Ming) e Luca Cagnetta (Giann
Glassboy è una coproduzione internazionale Italia, Svizzera e Austria tra Solaria Film con Rai Cinema, Peacock Film e WildArt Film, in collaborazione con Minerva Pictures Group, con il contributo del MiBACT – Direzione Generale Cinema, Eurimages e Creative Europe, sostenuto dal programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema, Regione Lazio – Lazio Cinema International, Por/Fesr 2014-2020 Regione Liguria – Genova Liguria Film Commission, Regione Calabria – Calabria Film Commission, Dipartimento Federale dell’Interno DFI, RSI – Radiotelevisione Svizzera, Austrian Film Institute, con la partecipazione di Echivisivi, Dnart, Partner Media Investment.

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