L’attrice disapprova il trattamento riservato dagli sceneggiatori alla Lady di Grande Inverno.

Jessica Chastain, nominata 2 volte agli Oscar e vincitrice di un Golden Globe nel 2013 come miglior attrice protagonista in un film drammatico per Zero Dark Thirty è una femminista convinta, impegnata nella battaglia contro la discriminazione delle minoranze nel mondo del cinema. Si è unita anche alla lotta delle colleghe per la parità dei sessi a Hollywood, dichiarando che non accetterà in futuro compensi più bassi rispetto agli attori di sesso maschile. Non essendosi mai tirata indietro, non sorprende che abbia spontaneamente espresso un parere su di uno show in un tweet (qui sotto), che forse non farebbe notizia se non riguardasse Game of Thrones, la serie tv evento di cui Sky Atlantic sta trasmettendo l’ottava ed ultima stagione.

La pietra dello scandalo è (ALLERTA SPOILER) un dialogo, all’interno della quarta puntata, tra Sansa Stark e il Mastino, con Sandor Clegane che sentenzia: “Sei cambiata uccelletto” e Sansa che ammette: “Senza Ditocorto e Ramsay e tutto il resto, sarei rimasta per sempre un uccelletto”. Questo scambio di battute è stato ritenuto offensivo dall’ attrice californiana, alla luce del passato del personaggio: una giovane donna usata come moneta di scambio, costretta al matrimonio contro la sua volontà,vittima senza colpa di uomini che hanno abusato di lei fisicamente e psicologicamente. Il commento della Chastain in proposito è lapidario: “Lo stupro non è uno strumento che possa rendere più forte un personaggio. Una donna non necessita di essere vittima, per diventare farfalla. L’uccelletto è sempre stata una Fenice. La sua forza superiore è dovuta a lei. E a lei soltanto”.

Non si registrano finora risposte nè da parte dei produttori di Game of Thrones, nè da Sophie Turner (interprete di Sansa), che presto vedremo al fianco proprio di Jessica Chastain in X Men: Dark Phoenix. Certo non è la prima critica di questo genere rivolta alla serie che ha sempre mostrato violenza,sesso e persino tortura con molta disinvoltura e crudezza. Da ricordare che la serie deriva dalla saga letteraria di George R.R. Martin Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, nella quale la caratterizzazione non si discosta da quella televisiva: l’ambientazione fantasy rimanda ad un mondo medievale, in cui la condizione delle donne non era molto diversa da quella presentata da D.B Weiss e David Benioff, sceneggiatori e produttori esecutivi di Game of Thrones. Il dubbio che la visione dei personaggi femminili sia viziata da una misoginia di fondo è lecito secondo te? Commenta l’articolo, la tua opinione è importante per noi.

 

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