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Roberto Benigni premiato al Bifest 2020

Il premio Oscar dal palco in piazza chiede casa a sindaco Decaro e saluta in dialetto

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Al Bif&st è sicuramente il giorno di Roberto Benigni.

Durante la penultima giornata dell’undicesima edizione del  festival di Bari, promossa dalla Regione Puglia insieme al Comune, prodotta dalla fondazione Apulia film commission e diretta da Felice Laudadio, l’attore e regista ha infatti ricevuto, sabato 29 agosto, due importanti riconoscimenti.

Nell’arena allestita in piazza Prefettura infatti, Benigni ha ottenuto sia il premio Alberto Sordi per il miglior attore non protagonista che il Federico Fellini platinum award for cinematic excellence per l’eccellenza artistica.

Riconosciuto all’unanimità come una delle principali personalità del cinema italiano ed internazionale, attore, autore satirico, sceneggiatore e regista, Benigni è stato premiato dlla regista Margarethe von Trotta, presidente del Bif&st, che ha dichiarato:

“da tedesca: devo ringraziarti per ‘La vita è bella”,

il film che a Benigni è valso l’Oscar nel 1999.

Mentre nella motivazione per l’ssegnazione del premio si legge:

“Un artista a trecentosessanta gradi – si legge nella motivazione del premio Fellini a Benigni – che nel corso della sua straordinaria carriera ha saputo divertirci, emozionarci e commuoverci come pochi altri nella storia del cinema e della televisione riuscendo a dimostrare che, se usati con sapienza, intrattenimento e cultura, ironia e saggezza, impegno civile e sberleffo, irriverenza ed eleganza, poesia e satira possono costituire una miscela unica, formidabile ed irresistibile per conquistare il pubblico italiano ed internazionale”.

Per quanto riguarda invece il premio Alberto Sordi come miglior attore non protagonista per il suo ruolo di Geppetto nel Pinocchio di Matteo Garrone lo stesso attore ha dichiarato:

“Credo di essere l’unico al mondo ad aver avuto il dono di interpretare i due ruoli: Pinocchio (nel 2002, ndr) e, dopo quasi vent’anni, suo padre Geppetto”.

Benigni

Benigni sul quel palco è stato a dir poco esplosivo, irriverente come sempre, pazzesco come pochi.

È entrato in sena parlando in dialetto:

“Awe, come stat? Felice di essere a Bari di nuovo, è una città che amo tantissimo. C’è Decaro in sala? Che bel sindaco. Voglio credergli se mi trova una casetta qua intorno, dove mangiare patate riso e cozze e sgagliozze”.

Ha cantato in napoletano, raccontato gli aneddoti dei suoi incontri con Francis Ford Coppola e Robin Williams, della sua passione per Federico Fellini, del quale durante il lockdown ha rivisto tutti i film, e per Pinocchio, “l’unico vero protagonista della letteratura italiana”.

E proprio l’interpretazione nell’ultimo film di Matteo Garrone nel ruolo di Geppetto gli è valsa, appunto, il Premio Alberto Sordi per il miglior attore non protagonista.

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E ancora, in un dialogo serrato con l’amico regista David Grieco, il mattatore Benigni ha continuato a intrattenere il pubblico ripercorrendo la sua vita artistica, parlando della sua famiglia, “poverissima ma aristocratica”, di Dante e del valore dei sentimenti, tra ricordi e progetti.

“Mi piacerebbe fare qualsiasi cosa, ho tantissimo desiderio di fare cinema perché è tanto tempo che non lo faccio.

Mi piacerebbe fare una cosa io e Nicoletta Braschi, perché tutto quello che ho fatto di buono e di bello nella mia vita è stato sempre attraversato dalla sua luce. Mi piacerebbe fare una bella commedia adatta a due persone della nostra età. Ci sto pensando”.

Benigni è arrivato sul palco tenendosi a distanza, con la mascherina, che poi ha tolto, ed ha confessato:

“il Covid è stato veramente un dolore per me, mi ha rovinato, io ho questo desiderio irrefrenabile di toccare, di abbracciare tutti, di buttarmi addosso…Vi bacerei uno a uno, anche con il Covid”.

Il pubblico naturalmente, non poteva che sciogliersi in un lungo e fragoroso applauso, seguito da una standing ovation ed un regalo speciale da parte della comunità del capoluogo pugliese, l’ampolla con la manna di San Nicola e un irriverente siparietto a distanza con il sindaco Antonio Decaro, seduto in platea, invitato a salire sul palcoscenico dall’attore toscano:

“Vieni qui che ci diamo un bacio in bocca così ci mischiamo il covid”.

Ed è proprio l’ultimo lavoro con Benigni, sul celebre libro di Collodi, al centro della conversazione sul palco del Bifest:

“Peccato non mi abbiano portato in Puglia a girarlo. Questa regione è ormai il più grande set cinematografico d’Europa. Matteo Garrone mi ha convinto in un attimo a prendere parte a questo progetto. Lui è un regista visionario…colui che ha realizzato più capolavori cinematografici”

Poi, gli elogi a Checco Zalone:

“Mi ricorda quand’ero giovane e quella sensazione di doversi sempre superare film dopo film. È capitato anche a me quando giravamo Il Mostro, Johnny Stecchino e gli altri miei lavori”.

Con le parole, quindi, Benigni fa un salto nella Hollywood che lo accolse dai tempi de La Vita è bella: ed è una perla di aneddoti dopo l’altra, da Ford Coppola appunto, che gli propose di interpretare proprio Geppetto, all’aereo privato di Williams, fino alla cena da Liz Taylor e il suo ultimo marito Rod Steiger.

Durante la conferenza stampa di bilancio del festival, il direttore del Bif&st Felice Laudadio, ha voluto inoltre sottolineare il fatto che Benigni abbia partecipato alla manifestazione a cachet zero, a titolo assolutamente gratuito, smorzando ogni polemica.

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In ultimo il comico non poteva, ovviamente, citare l’amato Dante la cui Divina Commedia è stata portata da Benigni nei teatri di mezzo mondo, sono i suoi riferimenti.
Dante, che per l’artista toscano è

“un pioniere del cinema: sarebbe bello fatto al cinema, ma nessuno ci riuscirà mai, bisognerebbe fare una serie di cento puntate, una per ogni canto”.

E, sul sentimento che muove e motiva ogni cosa, Benigni dice:

“auguro a tutti i bambini che nascono che trovino nella vita un amore stupendo”.

Per lo stesso film, durante la stessa serata, a Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai cinema, è stato consegnato il premio Franco Cristaldi per il produttore del miglior film, e a Massimo Cantini Parrini il premio Piero Tosi per il miglior costumista.

Il mattatore Benigni non si smentisce mai, che sia su un palco, dietro o dinanzi la macchina da presa, è sempre unico. Che ne pensi?
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