Roberto Benigni il 7 luglio a  Forte dei Marmi

Da toscana DOC, non posso non cogliere l’occasione del Premio Satira 2018, che si svolgerà nella cittadina Versiliese dal 4 al 7 luglio, per parlarvi del vincitore del premio alla carriera di quest’anno, il mio conterraneo Roberto Benigni.

Nato in provincia di Arezzo il 27 ottobre del 1952, dopo diverse produzioni teatrali, viene notato da Giuseppe Bertolucci, che scriverà con lui “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia“, un monologo teatrale, che diventerà il film “Berlinguer ti voglio bene” del 1977. Con Renzo Arbore e il suo programma tv “L’altra domenica”, arriva la popolarità, e gira con Marco FerreriChiedo asilo“, film vincitore dell’ Orso d’argento e del gran premio della giuria al Festival di Berlino del 1980. In questa delicata commedia, Benigni interpreta un maestro d’asilo rivoluzionario, che unirà il valore della famiglia, all’amore per bambini che ne hanno bisogno. Nel 1980 condurrà il Festival di Sanremo, per poi recitare in “Il Pap’ occhio“, in cui il Papa affida al regista Renzo Arbore il compito di avviare la televisione Vaticana, e “Il Minestrone” di Sergio Citti, regista legato artisticamente a Pier Paolo Pasolini.

Roberto Benigni diventa regista.

Tu mi turbi” arriva nel 1983, una commedia in quattro episodi, dove incontrerà la sua futura moglie Nicoletta Braschi, subito dopo un film che è entrato nella storia del cinema italiano ma anche nel comune parlare delle persone, si ripetevano alcune famose frasi del film, “Non ci resta che piangere” con il compianto Massimo Troisi. Chi è meno giovane come me, ricorderà sicuramente questo dialogo:

“Ricordati che devi morire!”
“Come?”
“Ricordati che devi morire!”
“Va bene.”
“Ricordati che devi morire!”
“Sì, sì… Mo’ me lo segno.” 

Bertolucci nel 1986 girerà “TuttoBenigni“, un film documentario che segue Roberto nelle sue numerose esibizioni dal vivo in piazze e teatri, film diventato un must per tutti gli aspiranti comici. Il solito anno parte per l’America, dove girerà “Daunbailò” di Jim Jarmush con Tom Waits, pellicola diventata un cult.

Ma è nel 1988 che sbanca i botteghini italiani con “Il Piccolo Diavolo“, assieme a Walter Matthau, diventato anch’esso parte del linguaggio nostrano con le sue brillanti battute:

“- Padre Maurizio: Tu sei quella cosa schifosa che stava dentro la signora?
– Giuditta: Sì, no… No… La signora è quella cosa schifosa che stava fuori di me.”

“Io son scappato, c’avevo voglia di entrare dentro a qualcuno, che m’interessa quanti anni c’ha: ho trovato la signora – zac! – ci sono entrato dentro, no? E che, mi metto a chieder l’età?”

Nel 1989 recita ne “La voce della luna“, ultimo film del grande regista Federico Fellini, con Paolo Villaggio, e presta la sua voce come narratore nella fiaba musicale “Pierino e il lupo“, accompagnato dalla European Chamber Orchestra diretta dal maestro Claudio Abbado. Nel 1991 Benigni fa ancora una trasferta in America, girando “Taxisti di notte” con, tra gli altri interpreti, Wynona Ryder e Gena Rowlands, e riporta un altro enorme successo ai botteghini italiani con “Johnny Stecchino“.

Che non sapevo che rubare una banana fosse così pericoloso a Palermo. Io d’ora in poi le pago tutte.

Dante, il finto invalido di Firenze, ammaliato da una donna, moglie del famoso boss Johnny Stecchino, viene portato a Palermo come controfigura sacrificale del potente capo mafioso, avviando un susseguirsi di esilaranti equivoci. Delicato e comico il rapporto tra Dante e Lillo, il giovane portatore d’handicap a cui l’uomo racconta le sue avventure palermitane. Nel 1993 arriva “Il figlio della Pantera Rosa“, dove interpreta il figlio dell’ispettore Clouseau, pellicola che, però, non riscuote il successo sperato. Nel 1994 gira “Il Mostro” che, pur non convincendo molti, ottiene lo stesso successo al box office di “Johnny Stecchino“. Come è sua consuetudine, Roberto Benigni rivela ancora una volta il suo lato ribelle e controcorrente, girando, nel 1998, “La vita è bella“, stuzzicando gli spettatori con la sua interpretazione della deportazione degli Ebrei durante il periodo nazista, producendo una pellicola in cui drammaticità e comicità vanno a passo di danza. Sarà Sophia Loren a consegnare a Roberto il Premio Oscar come Miglior Attore nel 1999, ma si porterà a casa anche l’Oscar per il miglior film in lingua straniera e per la miglior colonna sonora (Nicola Piovani), e vincerà anche il Gran Premio della Giuria al 51esimo Festival di Cannes.

Dopo una piccola espatriata in Francia per “Asterix e Obelix contro Cesare” con Gerard Depardieu, gira nel 2001 “Pinocchio“, il film più costoso della storia del cinema italiano, che riscuote un discreto successo. In risposta all’assenza del nome di Carlo Collodi sulla locandina del film, Benigni risponde:

“Collodi è un’assenza che più presenza non si può, è come dire che la Bibbia è tratta dall’omonimo romanzo di Dio. Tutti al mondo sanno che Pinocchio è di Collodi“.

La tigre e la neve” del 2005, con Jean Reno e ancora Tom Waits, non riscuote molto successo, non convincendo la sua interpretazione di un poeta innamorato che intraprende un lungo viaggio per l’Iraq, in cerca della moglie ferita.

L’amore per “La Divina Commedia” di Dante

Roberto Benigni porterà in giro per l’Italia “TuttoDante” in cui rilegge versi del poeta fiorentino, spiegandoli al grande pubblico con la sua solita verve comica, e arriverà anche sulla tv nazionale, seguito da milioni di spettatori. Invitato al Festival di Sanremo 2011, parlerà dell’Inno di Mameli e, successivamente sempre per la tv, della Costituzione Italiana. Woody Allen lo vuole nella sua pellicola del 2012 “From Rome with love“.

Per dovere di cronaca, “Il Premio Satira Forte dei Marmi” si terrà presso Villa Bertelli, e la cerimonia di consegna dei premi, il 7 luglio, sarà presentata da Serena Dandini. Tra gli altri premiati, per la sezione monologhi Natalino Balasso, TvBoy per la Street art, e Vincino per la sezione libro. Vi lascio il link del “Museo della Satira e della caricatura“, se vi va di darci un occhiata. Un bell’appuntamento dopo un pomeriggio al mare.

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