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Come finisce Troy? La morte di Achille e la caduta di Troia

Il cavallo apre le porte della città, Paride uccide Achille e Briseide cambia il destino di Agamennone nel finale del film.

Massimo 47 secondi fa Commenta! 12
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Come finisce Troy? Il film di Wolfgang Petersen chiude la guerra con la caduta della città, la morte di Achille e la fuga di alcuni dei principali personaggi troiani. Attenzione: da questo punto sono presenti spoiler completi sul finale, compresi il destino di Paride, Elena, Briseide, Priamo e Agamennone.

Contenuti
Come finisce Troy? Achille muore e la città viene distruttaPerché Paride uccide Achille e cosa significa il talloneChe fine fanno Briseide, Paride, Elena e AndromacaPriamo e Agamennone muoiono: il film cambia il mitoL’ultima scena di Troy e il significato del funerale di AchilleTroy è fedele all’Iliade? Cosa cambia nel finale

Uscito nei cinema italiani il 21 maggio 2004, Troy dura 163 minuti nella versione cinematografica ed è diretto da Wolfgang Petersen, con Brad Pitt, Eric Bana, Orlando Bloom, Diane Kruger, Brian Cox, Sean Bean, Peter O’Toole e Rose Byrne. La scheda di IMDb dedicata a Troy conferma regia, cast principale e durata, mentre la disponibilità italiana comprende attualmente Prime Video, NOW, Sky Go e HBO Max, oltre a servizi di noleggio e acquisto digitale.

Come finisce Troy? Achille muore e la città viene distrutta

Troy - fotogramma del film

Il finale di Troy vede i Greci entrare nella città nascosti nel cavallo di legno, aprire le porte all’esercito e dare inizio al saccheggio. Priamo viene ucciso da Agamennone, Briseide uccide a sua volta il re greco, mentre Paride colpisce Achille con una freccia al tallone e poi con altri colpi. Achille muore dopo aver ritrovato Briseide.

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Il piano nasce da Ulisse. Dopo anni di assedio, i Greci fingono di abbandonare la costa e lasciano sulla spiaggia un enorme cavallo di legno come apparente offerta agli dei. Priamo interpreta il gesto come un segno della vittoria troiana e ordina di portare la struttura dentro le mura, nonostante i dubbi che circolano tra alcuni dei suoi uomini.

Durante la notte i guerrieri greci nascosti nel cavallo escono, eliminano le sentinelle e aprono le porte della città. L’esercito di Agamennone entra così a Troia senza dover superare militarmente le mura. Il cavallo diventa quindi il simbolo decisivo del finale: la forza che aveva fallito durante l’assedio viene sostituita dall’inganno.

L’espediente permette a Wolfgang Petersen di chiudere una guerra che il film ha compresso rispetto alla tradizione epica. Chi vuole tornare sul contesto e sulla nuova popolarità del colossal può recuperare anche la riscoperta di Troy nel 2026, legata anche al rinnovato interesse per i poemi omerici.

Perché Paride uccide Achille e cosa significa il tallone

Troy - fotogramma del film

Durante il sacco di Troia, Achille non entra in città per cercare gloria o bottino. Il suo obiettivo è trovare Briseide, che si trova ancora all’interno delle mura. Quando finalmente la raggiunge, Paride vede il guerriero greco e interpreta la scena come una minaccia per la cugina.

Paride tende quindi l’arco e colpisce Achille al tallone. È il primo punto ferito e rappresenta il richiamo più esplicito alla leggenda del tallone d’Achille. Nel film, però, Achille non è presentato come realmente invulnerabile: dopo la prima freccia Paride continua a colpirlo al corpo. Il guerriero riesce ancora a spezzare alcune delle frecce prima di crollare.

Questa scelta permette al film di conservare l’immagine mitologica senza introdurre apertamente il soprannaturale. La morte di Achille sembra così nascere da una ferita perfettamente umana, ma quando i Greci troveranno il corpo vedranno soprattutto la freccia rimasta nel tallone. È facile immaginare come, all’interno della logica del film, possa nascere da quell’immagine la leggenda dell’unico punto vulnerabile dell’eroe.

La decisione è coerente con l’impostazione dichiarata dallo sceneggiatore David Benioff e dal regista. In fase di produzione venne scelto di eliminare quasi completamente gli dei dal racconto e di trasformare Troy in una tragedia combattuta da esseri umani. Benioff spiegò che voleva concentrarsi su Ettore e Achille come due grandi eroi su fronti opposti, evitando una contrapposizione tra buoni e cattivi.

Che fine fanno Briseide, Paride, Elena e Andromaca

Troy - fotogramma del film

Il film salva una parte della famiglia troiana attraverso il passaggio segreto mostrato in precedenza da Paride. Elena, Andromaca e il figlio Astianatte riescono a lasciare la città insieme ad altri sopravvissuti, mentre Paride rimane inizialmente indietro per combattere e proteggere la fuga.

Prima di separarsi, Paride affida la spada di Troia a Enea, uno dei giovani che stanno lasciando la città. È un dettaglio breve ma carico di significato, perché collega idealmente la distruzione di Troia alla sopravvivenza della sua memoria. Il film non sviluppa il futuro di Enea, ma il riferimento richiama la tradizione successiva che lo trasforma nel protagonista dell’Eneide.

Briseide vive invece un percorso diverso. Viene catturata da Agamennone durante il sacco, ma riesce a impossessarsi di un’arma e lo uccide. La morte del re greco è quindi completamente riscritta rispetto alla tradizione mitologica e serve soprattutto a chiudere il conflitto personale tra Briseide e l’uomo che aveva cercato di possederla.

Quando Achille la raggiunge, Briseide è viva. Dopo che Paride ferisce mortalmente il guerriero, Achille le dice di andare via con il principe troiano. Lei fugge quindi insieme a Paride, mentre Achille rimane nella città ormai in fiamme. Il loro rapporto si chiude senza un futuro condiviso: Achille aveva iniziato la guerra cercando una gloria capace di renderlo immortale, ma nel finale rinuncia alla battaglia per cercare una singola persona.

Priamo e Agamennone muoiono: il film cambia il mito

Troy - fotogramma del film

La caduta di Troia porta anche alla morte di Priamo e Agamennone. Il re troiano assiste impotente alla distruzione della città e viene infine ucciso da Agamennone. Poco dopo è però lo stesso comandante greco a cadere, trafitto da Briseide.

È una delle modifiche più evidenti introdotte dalla sceneggiatura. Nella tradizione greca Agamennone sopravvive alla guerra di Troia, torna a Micene e viene assassinato dopo il ritorno, in una vicenda collegata a Clitennestra ed Egisto. Menelao, che nel film viene ucciso molto prima da Ettore durante il duello con Paride, sopravvive invece nella tradizione e torna a Sparta con Elena.

Troy sceglie quindi di chiudere quasi tutti i principali conflitti all’interno della stessa notte. È una necessità narrativa ma anche una precisa scelta tematica: la conquista della città non produce una vera vittoria personale. Agamennone ottiene Troia ma muore senza poterla governare, Achille conquista la fama ma perde la vita, Priamo perde la propria città ed Ettore era già caduto molto prima.

Questo modo di comprimere e modificare il materiale classico è interessante anche in rapporto agli adattamenti contemporanei dei poemi. Il dibattito sulla libertà degli adattamenti è tornato centrale con le critiche di Emily Wilson all’Odissea di Christopher Nolan, altro caso in cui il confronto tra testo antico e cinema moderno produce inevitabilmente differenze.

L’ultima scena di Troy e il significato del funerale di Achille

Troy - fotogramma del film

L’ultima parte di Troy si concentra sul corpo di Achille. Dopo la caduta della città, Ulisse organizza il funerale dell’eroe e ne brucia il corpo sulla pira. È Ulisse, non Agamennone o un altro sovrano, a dare un significato finale alla sua morte.

La voce di Ulisse chiude il film trasformando la vicenda appena vista in leggenda. Il senso della scena è legato alla domanda che perseguita Achille fin dall’inizio: vivere una vita lunga e anonima oppure morire giovane ottenendo una fama destinata a sopravvivere per secoli. Il finale dimostra che la profezia si è realizzata.

Achille non conquista Troia, non diventa re e non torna a casa. Eppure è il suo nome che Ulisse consegna alla memoria. È questa la forma di immortalità scelta dal personaggio: non quella fisica, ma quella ottenuta attraverso il racconto delle sue imprese.

C’è anche una lettura più amara. Durante il film Achille cambia. All’inizio considera la gloria superiore a quasi tutto, mentre il rapporto con Briseide e l’incontro con Priamo dopo la morte di Ettore gli restituiscono progressivamente un rapporto più umano con la guerra. Quando entra a Troia nell’ultima notte, la gloria non gli interessa più: cerca Briseide. La morte arriva proprio quando sembra aver trovato una ragione personale per vivere.

Troy è fedele all’Iliade? Cosa cambia nel finale

Troy - fotogramma del film

Il finale di Troy non corrisponde al finale dell’Iliade. Il poema di Omero termina infatti molto prima della distruzione della città, con i funerali di Ettore dopo che Priamo ha ottenuto da Achille la restituzione del corpo del figlio. Il cavallo di Troia, la caduta della città e la morte di Achille appartengono ad altre tradizioni e testi del ciclo troiano.

Lo stesso film si presenta come un adattamento libero. La sceneggiatura di David Benioff unisce eventi provenienti da momenti diversi e riduce drasticamente la presenza degli dei. Anche il cavallo viene integrato per dare alla storia una conclusione completa, mentre l’Iliade racconta soltanto una porzione della guerra.

La scelta di eliminare l’intervento diretto delle divinità fu esplicitamente motivata dagli autori. Benioff spiegò di temere che rappresentare gli dei attraverso effetti visivi potesse spostare il film verso un’altra forma di spettacolo, mentre Petersen sostenne che la storia funzionava meglio concentrandosi sugli uomini. La scheda TMDB di Troy permette di recuperare i dati principali del film, mentre il trailer ufficiale restituisce bene l’impostazione epica scelta da Petersen.

La versione cinematografica di Troy resta quindi una rilettura, non una trasposizione letterale. La morte di Achille, il destino di Agamennone e Menelao, la fuga di Elena e Paride e il ruolo di Briseide vengono modificati per chiudere tutti gli archi principali dentro lo stesso film.

È proprio questa libertà a spiegare perché il finale funzioni anche per chi conosce il mito. Troy non cerca di ricostruire ogni passaggio della tradizione greca: porta il racconto verso una domanda molto più semplice, quella che accompagna Achille dall’inizio alla fine. Quanto può durare il nome di un uomo dopo la sua morte? L’ultima scena risponde affidando la memoria dell’eroe a Ulisse e lasciando bruciare Troia alle sue spalle.

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