Claudio Bisio nasce il 19 marzo del 1957 a Novi Ligure, ma cresce a Milano, città che è il centro della sua intera storia artistica e personale. Dopo il liceo, frequenta per un paio d’anni la Facoltà di Scienze agrarie dell’Università di Milano, ma lascia gli studi per diplomarsi nel 1981 alla prestigiosa Civica Scuola d’Arte Drammatica del capoluogo lombardo, dopo aver studiato recitazione al teatro Piccolo, in cui già era emersa la sua predisposizione alla comicità.
Gli inizi sul palcoscenico e l’exploit discografico
Il debutto di Claudio Bisio avviene a teatro, lavorando con compagnie milanesi e portando in scena testi sia classici che contemporanei. In particolare, Bisio partecipa agli spettacoli al Teatro dell’Elfo con la compagnia di Gabriele Salvatores, capitanata da Paolo Rossi, in spettacoli come Comedians. Il cabaret gli offre poi spazio per sperimentare e improvvisare. Anche quando la tv e il cinema lo consacreranno, Bisio non accantonerà mai il teatro: tra monologhi, testi di autori contemporanei, progetti sociali e musicali, il luogo dove tutto è iniziato continua a rimanere per lui una casa artistica imprescindibile.

Fondamentale in questi anni è il sodalizio artistico con Rocco Tanica, tastierista di Elio e le Storie Tese, con cui Bisio dà vita ai suoi spettacoli. I due lavorano insieme specialmente ai momenti musicali, e l’apice di questa collaborazione è Rapput, che nell’estate del 1991 divenne il singolo più venduto in Italia. Quello stesso anno il duo firma anche il sottovaluto album Paté D’Animo, che in alcune tracce può contare anche sulla partecipazione di altri membri degli Elii (con cui Bisio continuerà a collaborare nel corso degli anni, partecipando alla registrazione dei loro dischi e a uno storico tour).
Il successo di Zelig
Nel 1986 apre lo Zelig, locale di cabaret della periferia nord milanese che raccoglie simbolicamente l’eredità dello storico Derby Club. Bisio, già frequentatore del Derby, è una presenza fissa anche nel locale di Giancarlo Bozzo. Dieci anni dopo, grazie a un accordo con Mediaset, viene inaugurata la trasmissione televisiva omonima che porta nelle case degli italiani le performance dei comici dello Zelig.

Bisio assume il ruolo di conduttore e capocomico diventando il simbolo di una nuova stagione della comicità italiana. Il programma, che alterna monologhi, sketch, satira e osservazione sociale, vive il suo culmine proprio negli anni della conduzione di Bisio, accanto a co-conduttrici come Michelle Hunziker, Vanessa Incontrada e Paola Cortellesi. Sotto la sua guida, Zelig diventa il trampolino di lancio per decine di comici che segneranno l’immaginario comico del Paese. Recentemente, la trasmissione ha festeggiato il suo trentennale con una speciale edizione condotta proprio da Bisio e Vanessa Incontrada.
Claudio Bisio e il cinema
Bisio arriva al cinema negli anni Ottanta, ma è nel decennio successivo che diventa una presenza sempre più riconoscibile sul grande schermo. Tra i suoi primi ruoli importanti ci sono le collaborazioni con Salvatores, che ormai si è dato alla regia. In questi film, Bisio mostra una vena comica evidente, unita alla capacità di passare con disinvoltura a toni più amari, ne è un esempio il personaggio che interpreta in un film diretto proprio da Salvatores, anzi, in quello che possiamo definire IL film di Salvatores: Mediterraneo, che nel 1992 vince il Premio Oscar come Miglior Film Straniero.

Verso la fine del decennio inizia a comparire anche in ruoli da protagonista, ma è solo dalla seconda metà degli anni Duemila (dopo qualche anno di assenza dal grande schermo dovuto al successo televisivo e al teatro) che la sua popolarità cinematografica esplode definitivamente. Claudio Bisio diventa infatti uno dei volti chiave della commedia italiana contemporanea partecipando a commedie corali, ma soprattutto con il successo clamoroso del 2010 di Benvenuti al Sud, remake italiano della commedia francese Giù al Nord. Il film diretto da Luca Miniero ha avuto un sequel, Benvenuti al Nord, e recentemente Bisio e Alessandro Siani hanno riunito le forze: un terzo film, Bentornati al Sud è attualmente in lavorazione.
Nonostante l’ampia presenza in commedie di successo, Bisio rimane un interprete capace di lavorare con registri più drammatici. Film come Si può fare, ambientato nel mondo delle cooperative sociali, mostrano la sua sensibilità nel raccontare fragilità e temi civili. Il suo debutto alla regia del 2023, L’ultima volta che siamo stati bambini, unisce queste due anime: il film è una garbata commedia ambientata nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale e la deportazione degli ebrei.

Pur non essendo un doppiatore professionista, Bisio si è cimentato più volte in questo campo, con ottimi risultati. Il suo ruolo più famoso è quello di Sid nella saga de L’Era Glaciale, che lo ha fatto entrate nel cuore delle generazioni più giovani, ma anche quello del Conte Dracula nei film di Hotel Transylvania.
Vita privata e impegno sociale
Pur essendo molto riservato sulla propria vita privata, è noto che Bisio è sposato da più di vent’anni con la giornalista Sandra Bonzi. La coppia ha due figli, Alice e Federico, nati rispettivamente nel 1996 e nel ’98.
L’attore non ha mai lesinato sul proprio impegno politico, spendendosi nel corso degli anni per cause di diversa natura. Negli anni settanta, studente del Liceo Scientifico “Luigi Cremona” di Milano, fa attivismo per Avanguardia operaia, e comincia a recitare al Centro sociale Leoncavallo – quando recentemente è stato sgomberato dalle Forze dell’Ordine, Bisio e gli altri “comedians” dei tempi del Teatro dell’Elfo hanno partecipato a una manifestazione in suo sostegno. Oltre ad aver condotto per diversi anni il Concerto del Primo Maggio a Piazza San Giovanni, di recente Bisio ha condotto in quello stesso luogo l’evento “No al riarmo” insieme a Michele Serra.