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Le Serie senza tempo: Casa Vianello

La più longeva delle TV italiana, la più amata

Di serie Tv, negli  anni, se ne sono succedute tante, ma forse non tutti sanno che, la più longeva mai trasmessa dalla televisione italiana è Casa Vianello, che dal 1988 al 2007, per ben 16 stagioni ha accompagnato la vita di ogni Italiano, con i suoi 338 episodi.

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La casa-set più famosa di tutti i tempi, che grazie alla verve comica di due trascinatori come Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, ha lasciato un segno indelebile nella vita di ognuno di noi.

Chi non ricorda la sigla di Augusto Martelli, gli approcci di Raimondo, le sfuriate di Sandra, i pettegolezzi della Tata, i mille equivoci con i vicini? Le storie, le gag, le risate e la complicità di una coppia, nella finzione come nella vita.

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Potremmo anzi affermare, sembra ombra di dubbio che la serie Casa Vianello, nei suoi 29 anni di storia è riuscita a farsi conoscere da ogni italiano, con un titolo che è addirittura divenuto sinonimo di “vita di coppia”.

 

Gli esordi della coppia

Sandra e Raimondo Vianello sono stati dei veri protagonisti, capaci di conquistare il pubblico sin da subito, con la genuinità del loro umorismo, ma prima di essere un sodalizio artistico, la loro è stata soprattutto una grande storia d’amore. 

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Si conoscono nel 1958, tra i camerini e dietro le quinte di Sayonara Butterfly, una parodia della Madama Butterfly di Puccini in cui entrambi recitavano.

Durante la tourné, si innamorano e restano insieme per sempre. Si alterneranno fino al 1981 fra televisione e teatro, fino a quando non approdano in Rai.

A inizio anni 80 la coppia fu contattata da un piccolo editore milanese di nome Silvio Berlusconi, che aveva l’ambizione di creare una televisione nuova, ben lontana da tutto ciò che rappresentava il monopolio Rai.

Il Cavaliere, che il 30 settembre 1980 aveva inaugurato Canale 5, incontrò l’iniziale scetticismo di Sandra e Raimondo che tuttavia alla fine accettarono di incontrarlo a Roma, in casa loro.

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Alla domanda se volesse qualcosa da bere, Berlusconi chiese un panino perché non aveva avuto il tempo di fare colazione; al che Vianello, come ha spesso ricordato nel corso della carriera, si voltò verso la moglie sussurrandole:

“ma siamo certi che questo sia veramente ricco?”

Fatto sta, che alla fine i Vianello si convinsero e nel 1982  si trasferirono alla Fininvest che affidò loro la conduzione di Attenti a noi due, un varietà con l’inclusione di nuovi sketch matrimoniali.

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In questo senso, Sandra e Raimondo furono dei veri e propri pionieri, perchè tra i primi personaggi televisivi a lasciare “Mamma RAI” per scommettere su un’emittente privata.

Dal 1983 al 1986 Vianello condusse il game show Zig Zag (con la partecipazione della moglie) fino ad arrivare a SandraRaimondo Show dell’87, che vedeva la cantante Tracy Spencer presentare ad ogni puntata un brano del suo 33 giri Tracy.

La consacrazione definitiva arriva tuttavia nel 1988 con la prima stagione di Casa Vianello, che elevò le scene di coppia da elemento di contorno a punto centrale della serie.

Gli sketch che tanto abbiamo amato di questa serie TV, non sono in realtà del tutto nati qui, ma sono sempre stati il cavallo di battaglia della coppia, fin dai tempi della RAI, da Tante Scuse (1972) a Stasera niente di nuovo (1981).

I due attori, sposati dal 1958, erano coinvolti in scene che svelavano in modo scherzoso come fosse davvero la loro quotidianità, nelle quali interpretavano sé stessi o meglio quei “personaggi” che avremmo visto in Casa Vianello: Raimondo burbero, schivo e attratto dalle donne; Sandra fautrice di iniziative che a volte sfociano nella mania: un’estremizzazione delle loro personalità che li ha fatti conoscere e amare a generazioni di spettatori.

La trama

Ambientata nel fittizio appartamento di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, la trama di Casa Vianello racconta della vita quotidiana dei due coniugi – che interpretano se stessi – e che vivono insieme alla Tata (Giorgia Trasselli).

Tutto ruota attorno alla vita coniugale della vera coppia, esagerando alcuni tratti della loro personalità: lei molto attiva e desiderosa di rilanciare il proprio matrimonio, lui pigro e interessato soltanto a seguire lo sport e alle belle donne.

Litigi, equivoci e comicità pura caratterizzano ogni episodio della sitcom, dove i due protagonisti interpretavano se stessi esagerando alcuni tratti della loro personalità: lei molto attiva e desiderosa di rilanciare il proprio matrimonio, lui pigro e interessato soltanto a seguire lo sport e alle belle donne.

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 Il tutto è condito dal finale di ciascun episodio, entrato nell’immaginario collettivo degli italiani: la sera, nel letto matrimoniale, Sandra si lamenta con Raimondo della propria vita noiosa – nonostante quanto accaduto durante la giornata – ripetendo la famosa frase

“Che noia, che barba, che barba, che noia!”.

Dopo la buonanotte al marito, Sandra si corica e inizia a scalciare sotto le coperte in modo nervoso, sotto lo sguardo rassegnato del marito Raimondo, costretto a sopportarla.

Sul set come nella vita

Il segreto della longevità di questa coppia, nella vita reale come della serie Tv, è stato proprio il non riuscire a distinguere il confine tra la realtà e la fiction: i battibecchi e le punzecchiature erano l’arma vincente del loro essere coppia vera sul set e nella vita.

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Per chi come me è cresciuto aspettando questo che era un appuntamento fisso nella settimana di Canale 5, Sandra e Raimondo, proprio grazie a quella naturalezza nel dialogare, litigare, ridere e scherzare, sono diventati come di casa, quella casa che abbiamo imparato a conoscere angolo per angolo.

L’ingresso/soggiorno sempre in ordine con tanto di divani e scrittoio dove il saggio Raimondo si sedeva a scrivere di sport; la cucina, regno della Tata con l’ingresso secondario; la camera degli ospiti sempre pronta ad accogliere amici, conoscenti e figure di disturbo all’equilibrio familiare; la camera matrimoniale, dove la paziente Sandra, con il suo sarcasmo acuto e pungente, tutte le sere puntualmente scaricava la sua “finta” rabbia.

Con gli anni, Vianello e la Mondaini abbandonarono qualsiasi distanza tra vita privata e televisiva, inserendo nella serie ogni elemento della loro quotidianità come gli allenamenti della Samo, squadra di calcio fondata da Raimondo, o la presenza di Gianmarcodella famiglia di filippini adottata dagli attori. Fu la stessa Sandra a dichiarare in un’intervista:

“abbiamo riportato la nostra vita reale, esasperata: noi a casa siamo anche un po’ così, dispettosi, senza mai arrivare alla litigata. Ripeto, esasperata, perché se avessi avuto un marito che fa il cretino come in ‘Casa Vianello’, credo che il giorno dopo l’avrei cacciato“.

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Il telespettatore era convinto di entrare in casa delle celebrità, in una sorta di voyeurismo abilmente cavalcato dal cast e dagli autori che prolungarono fino al 2007 una trasmissione che a ogni messa in onda totalizzava milioni di contatti.

Sull’onda di Casa Vianello vennero addirittura realizzate due serie spin off: Cascina Vianello del 1996 e I Misteri di Cascina Vianello del 1997, con il cast a cimentarsi in numerose riprese esterne.

Questo incontenibile successo, culminò nel franchising, rappresentato dal film TV Crociera Vianello, girato nel 2008 con i protagonisti ormai anziani e una Sandra quasi sempre seduta a causa dei crescenti problemi di salute.

Il cast di Casa Vianello

Ideata da Fatma Ruffini, Casa Vianello vede nel suo cast principale Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, nel ruolo di se stessi e Giorgia Trasselli, nei panni della Tata.

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Tutti e tre sono ben caratterizzati, con modi fare, agire e pensare delineati e riconoscibili:

Raimondo, solitario, egoista, irascibile e appassionato di calcio, prova spesso a tradire la moglie con donne più giovani, ma senza successo perché i suoi tentativi sono puntualmente mandati all’aria da Sandra; prende sempre in giro quest’ultima, ma è chiaro che in realtà non potrebbe vivere senza di lei.

Sandra, vivace, gelosa e piena di iniziative, pensa che il marito sia noioso e non romantico, ma lo coinvolge spesso nelle sue strane imprese, attirando a sé l’ironia e le sfuriate di lui. Entra a far parte della serie, a partire dal terzo episodio, fino all’ultima stagione.

La Tata, lavora per i Vianello da molti anni e rappresenta, per Sandra, un’incredibile amica e confidente, ma viene spesso presa in giro da Raimondo; motivo per cui minaccia di licenziarsi, senza mai farlo.

Del cast di Casa Vianello, negli anni, hanno poi fatto parte diversi attori, tra cui Nicola De Buono (Nicola Pernove), Roberto Marelli (Arturo), Cesare Goffi (signor Perini), Antonio Cornacchione (il portiere) e Anna Falchi (Anna Marini).

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Dalla seconda stagione, Casa Vianello si spostò a Milano negli studi di Cologno Monzese, poco distante dall’appartamento di Milano Due dove la coppia si era trasferita.

A seguito del cambio di location, una parte del cast abbandonò le riprese: dal portiere Gregorio Palma (sostituito fino al 1996 da Pino Pellegrino), ai vicini di casa Castaldi e Girardi, interpretati rispettivamente da Carlo Cartier e Claudia Cavalcanti.

Ogni episodio aveva una durata di venti/venticinque minuti, mantenendo inalterata negli anni la struttura che ha reso popolare la serie: un imprevisto che degenera, molto spesso a causa di equivoci; a casa della coppia si raduna una piccola folla inferocita (a volte anche le forze dell’ordine), in una girandola di situazioni dove ad avere la peggio è quasi sempre Raimondo.

Nel corso degli anni hanno preso parte alle riprese anche Debora CaprioglioAntonella Elia e Pietro Ubaldi, senza dimenticare l’olandese Barbara Snellenburg, che dalla settima alla sedicesima (e ultima) stagione interpretò la bella Kate, vicina di casa costantemente bersaglio delle attenzioni di Raimondo.

Che noia, che barba, che barba, che noia!

Conosciamo tutti questo tormentone, ma sapete come è nato e qual è il suo significato?

È la frase che risuona ancora nella nostra mente, ogni volta che pensiamo alla coppia di attori, marito e moglie nella vita e sullo schermo: ogni puntata – tranne poche eccezioni – vedeva Sandra recitare le famose parole, mentre scalciava nel letto infastidendo Raimondo intento a leggere il giornale.

Si tratta in realtà di un’improvvisazione di Sandra, che passò dalla realtà alla scena.

Trasselli ha ricordato com’era lavorare con due giganti della televisione italiana come Raimondo Vianello e Sandra Mondaini:

“Era il 1988 e giravamo a Roma, perché la primissima stagione fu girata lì. Sandra e Raimondo discutevano del finale e, pian piano, quello che succedeva nella realtà scivolava nella scena perché loro, nella vita, erano proprio così.”

Prima della frase inventata da Sandra Mondaini, nella prima stagione della serie, durante la scena del letto, c’era una sorta di dialogo tra la coppia; dalla seconda stagione in poi, invece, parlava solo Sandra, mentre il marito Raimondo leggeva il giornale sportivo.

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Lo sketch finale di ogni episodio è rimasto sempre lo stesso, tranne che in rare occasioni in cui ci sono state delle varianti.

Nel corso degli anni, anche la camera da letto dei coniugi Vianello è cambiata – nuovo letto e pareti diverse – ma la frase di Sandra è sempre rimasta la stessa quando, ogni sera a letto, disturbava l’impassibile Raimondo, lamentandosi con fare annoiato prima di togliersi gli occhiali, poggiarli sul comodino e, sotto le coperte, iniziare a scalciare innervosita.

La fortuna di questa serie TV

La verità è che Sandra e Raimondo sono stati e resteranno unici e nessuno, ad oggi, è riuscito nell’intento di eguagliarli.

In ventinove anni mai una volgarità, mai una parolaccia (se si esclude il “pirla” dato da Raimondo all’ex concorrente del Grande Fratello Patrick Ray Pugliese); ogni vicenda è stata sempre condotta con l’eleganza inglese di Vianello e con la verve d’altri tempi della Mondaini e tutto questo ci manca.

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Casa Vianello ha un umorismo senza tempo ed è ancora attualissima, ma soprattutto ci trasmette un messaggio importantissimo e valido per tutti, come  l’importanza del saper ironizzare sugli avvenimenti di giornate bizzarre, ricordando sempre che ciò che conta, alla fine di ogni giorno, è vivere e addormentarsi con la persona che si ama.

Raimondo è morto all’età di 87 anni, il 15 aprile 2010; Sandra, invece, il 21 settembre dello stesso anno, appena cinque mesi dopo la morte del marito, dispiace solo non siano stati sepolti assieme, ma in due luoghi differenti (a Roma lui, a Lambrate lei).

Ci piace comunque immaginarli sempre insieme lassù.

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