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Better Call Saul 6: il grande ritorno

Better Call Saul è tornato ed è più scaltro che mai, ma in agguato ci sono nuovi, spietati e potentissimi nemici e non tutti hanno una pistola

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Titolo: Better Call Saul; Ideatore: Vince Gilligan, Peter Gould; Cast: Bob Odenkirk, Jonathan Banks, Rhea Seehorn, Patrick Fabian, Michael Mando, Giancarlo Esposito, Tony Dalton, Michael McKean; Genere: Drammatico; Stagioni: 6; Anno: 2015; Paese: USA; Durata: 46 min; Streaming: Netflix; Stato: In produzione
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Dopo l’annuncio, accolto con vivo entusiasmo dai fan di Breaking Bad e da coloro che hanno amato la pellicola El Camino, della partecipazione alla serie di Bryan Cranston e Aaron Paul, sono stati ufficialmente rilasciati i primi due episodi della sesta stagione di Better Call Saul, e non si tratta di una stagione qualunque. L’ultima.
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La serie inizia con il piede giusto, ci sono tutti gli elementi per assicurare che anche i prossimi episodi saranno memorabili. Better Call Saul è una delle pochissime realtà nel panorama delle serie TV in grado di mantenere alta la qualità stagione dopo stagione, anzi probabilmente riesce addirittura a migliorarsi.
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La stagione si inaugura con una panoramica sulla opulenta e kitch vita condotta dal Saul che abbiamo conosciuto in Breaking Bad, finalmente possiamo farci un’idea dello sfarzo in cui è immerso nella sua villa barocca, con colonne un gabinetto d’oro massiccio e una discutibilmente variopinta collezione di cravatte!
Notiamo subito un’inedita Kim Wexler (Rhea Seehorn) che da voce della coscienza e della ragionevolezza di Jimmy, si trasforma in istigatrice di una subdola vendetta ai danni di Howard Hamlin (Patrick Fabian) e della HHM sfoggiando tutta le sue sagaci armi professionali, senza nascondere una consistente soddisfazione nel farlo.
Una domanda ci ossessiona fin dai primi minuti di visione, tra le certezze che crollano fotogramma dopo fotogramma: cosa succederà? La sesta stagione sarà ricca di emozioni e feroci scene intinse di pericolo e tensione, perché Jimmy sarà sempre più legato alle figure di Nacho (Michael Mando) (a cui i brutali fratelli Salamanca danno la caccia), Lalo Salamanca (Tony Dalton), Gustavo Fing (Giancarlo Esposito) e Mike (Jonathan Banks).
La cura dei dettagli è incomparabile e certosina e acuisce l’irrequietezza della curiosità che si annida in ognuno di noi, inermi spettatori che tra una manciata di popcorn e un morso alla cioccolata dell’uovo di Pasqua riconosciamo in questo o quell’altro personaggio le crescenti emozioni che ci riportano ad immagini di “Breaking Baddiana” memoria.
el camino
Questo è solo l’inizio, ma è pur sempre l’inizio della fine di Better Call Saul.

Solo lodi per Better Call Saul, una vera rarità, perché una delle poche serie a migliorare stagione dopo stagione e soprattutto a non risultare un mero prodotto dello show da cui deriva.

Better Call Saul brilla di luce propria e sarebbe fantastica anche se Breaking Bad non fosse mai stata realizzata!

Gli interpreti sono talentuosi e convincenti, la colonna sonora e la fotografia della sesta stagione sono incredibili e gli episodi fanno desiderare che non finisca mai.

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