Aileen Wuornos uccise sette uomini in Florida tra il 1989 e il 1990 e fu condannata per sei omicidi. Le vittime furono Richard Mallory, David Spears, Charles Carskaddon, Peter Siems, Troy Burress, Charles Humphreys e Walter Jeno Antonio. Wuornos sostenne a lungo di avere sparato per legittima difesa dopo aggressioni o tentativi di violenza sessuale, ma le sue versioni cambiarono nel tempo e i tribunali non accolsero quella ricostruzione come giustificazione generale dei delitti.
La domanda è tornata di attualità perché Sarah Paulson interpreta Aileen Wuornos in Monster: The Lizzie Borden Story. Nella serie Netflix il personaggio non appartiene al caso Borden del 1892: compare in una linea temporale successiva, usata dagli autori per collegare due figure diventate simboli molto diversi della violenza femminile nella cultura americana. Abbiamo spiegato separatamente perché Aileen Wuornos compare nella stagione dedicata a Lizzie Borden.
Chi ha ucciso Aileen Wuornos?
Le sette vittime attribuite ad Aileen Wuornos furono Richard Mallory, David Spears, Charles Carskaddon, Peter Siems, Troy Burress, Charles Humphreys e Walter Jeno Antonio. Gli omicidi avvennero nell’arco di circa un anno, tra novembre 1989 e novembre 1990, soprattutto lungo le strade della Florida.
| Vittima | Cosa sappiamo |
|---|---|
| Richard Mallory | Prima vittima nota; il suo corpo fu trovato nel dicembre 1989. |
| David Spears | Ucciso nel 1990; il corpo venne ritrovato in Florida. |
| Charles Carskaddon | Tra le vittime del 1990 per cui Wuornos fu perseguita. |
| Peter Siems | Scomparve nel 1990; il corpo non fu mai recuperato. |
| Troy Burress | Ucciso nell’estate del 1990. |
| Charles Humphreys | Una delle vittime ritrovate nell’autunno del 1990. |
| Walter Jeno Antonio | Ultima vittima attribuita alla serie di omicidi del 1990. |
Wuornos confessò gli omicidi dopo l’arresto. La condanna giudiziaria riguardò sei uomini: il caso di Peter Siems rimase diverso dagli altri perché il corpo non fu mai trovato, anche se la sua scomparsa venne collegata alla stessa serie criminale.
Perché Aileen Wuornos uccideva?
Non esiste una risposta semplice che possa essere ridotta a un unico movente. Wuornos dichiarò inizialmente di avere agito per difendersi da uomini che l’avevano aggredita o avevano tentato di violentarla mentre lavorava come sex worker. La sua difesa insistette soprattutto su questo elemento nel caso di Richard Mallory.
Le indagini e l’accusa sostennero invece che agli omicidi fosse collegato anche il furto: dopo diversi delitti vennero sottratti automobili e altri beni delle vittime. Nel corso degli anni Wuornos modificò più volte il proprio racconto, rendendo impossibile trattare tutte le sue dichiarazioni come una ricostruzione stabile e coerente degli eventi.
È quindi più corretto distinguere i fatti dalle interpretazioni: sette uomini furono attribuiti alla sua serie di omicidi, sei portarono a condanne, mentre la motivazione dichiarata da Wuornos fu la legittima difesa ma non venne accettata dai tribunali come spiegazione generale dei delitti.
Chi era Richard Mallory e perché il suo caso è importante?
Richard Mallory è la vittima più importante per capire il processo giudiziario. Fu il primo omicidio per cui Wuornos venne processata e condannata. La difesa sostenne che Mallory l’avesse violentata e che lei avesse sparato per salvarsi.
La giuria non accolse la tesi della legittima difesa e nel 1992 Wuornos venne dichiarata colpevole. Le successive ammissioni relative agli altri omicidi consolidarono il quadro giudiziario che portò a più condanne a morte.
Aileen Wuornos ha confessato tutti e sette gli omicidi?
Wuornos confessò di avere ucciso sette uomini. La situazione processuale, però, non fu identica per ogni caso. Le autorità riuscirono a costruire procedimenti giudiziari completi per sei vittime, mentre Peter Siems era scomparso e il suo corpo non venne recuperato.
Questo spiega perché nelle ricostruzioni si incontrano due numeri diversi: sette vittime attribuite alla serial killer, sei omicidi per cui arrivarono condanne. Non è una contraddizione, ma la conseguenza della diversa disponibilità di prove nei singoli casi.
Quando fu arrestata e come morì?
Wuornos venne arrestata nel gennaio 1991. Dopo il primo processo per l’omicidio Mallory e le successive condanne, rimase nel braccio della morte in Florida per circa un decennio.
Fu giustiziata tramite iniezione letale il 9 ottobre 2002. Aveva 46 anni. Una sintesi biografica del caso, delle vittime e del processo è disponibile anche nell’approfondimento della Encyclopaedia Britannica dedicato ad Aileen Wuornos.
Cosa c’entra Aileen Wuornos con Lizzie Borden?
Storicamente, nulla. Lizzie Borden nacque nel 1860 e morì nel 1927; Wuornos nacque nel 1956. Non si conobbero e i rispettivi casi non hanno un legame investigativo.
È Monster: The Lizzie Borden Story a costruire un collegamento narrativo. Netflix ha spiegato nel proprio focus ufficiale su Sarah Paulson e Aileen Wuornos che le scene ambientate decenni dopo servono a esplorare l’eredità culturale attribuita a Lizzie e il modo in cui la società racconta le donne associate alla violenza.
La differenza storica resta fondamentale: Lizzie Borden fu processata per gli omicidi del padre e della matrigna e venne assolta; Aileen Wuornos confessò una serie di sette omicidi e fu condannata per sei. Per separare la serie dai fatti del 1892 puoi leggere anche il nostro approfondimento sulla storia vera di Lizzie Borden.
Aileen Wuornos: vittime e caso in breve
- Le vittime attribuite a Wuornos sono sette.
- Gli omicidi avvennero tra il 1989 e il 1990 in Florida.
- Fu condannata per sei omicidi.
- Peter Siems scomparve e il suo corpo non venne ritrovato.
- Wuornos sostenne di avere agito per legittima difesa, ma le sue versioni cambiarono nel tempo.
- Fu arrestata nel gennaio 1991 e giustiziata il 9 ottobre 2002.
- Sarah Paulson la interpreta in Monster: The Lizzie Borden Story.