La serie TV antologica che porta sullo schermo le più profonde paure dell’essere umano, ideata dalle menti di Glee e American Crime Story, è arrivata a quota otto stagioni e sembra non perdere un colpo

Il bello di American Horror Story è che essendo una serie antologica, ogni stagione è di fatto una storia a sé, nonostante gli attori rimangano gli stessi. È una dura prova per il cast interpretare ogni volta personaggi completamente diversi con una storia totalmente differente e per chi si approccia alla serie per la prima volta, la cosa può creare confusione, ma ben presto si cominceranno a distinguere facilmente gli attori dai personaggi a cui prestano il volto.

Ryan Murphy e Brad Falchuck, autori della serie

L’avventura di American Horror Story ha avuto inizio nel 2011 da un’idea di Brad Falchuck e Ryan Murphy, già creatori di Glee, la serie musical di successo che racconta le vicende degli studenti del liceo McKinley, andata in onda dal 2006 al 2015. Quando su FX è andato in onda il primo episodio di Murder House, la prima stagione della serie, che in Italia è stata poi distribuita da Sky sul canale Fox, è stato subito un successo. L’episodio pilota è diventato ben presto la première più vista di sempre su FX e la critica ha rilasciato commenti entusiasti riguardanti la qualità della serie e l’interpretazione dei protagonisti.

Case assassine, manicomi, campagne elettorali e fenomeni da circo

La serie si muove in continuazione di luogo in luogo e di anno in anno. Ogni stagione è ambientata in un’epoca e in un contesto diverso dalle altre e per le prime quattro stagioni le epoche si alternano da presente a passato, legate tra loro solamente da alcuni piccoli riferimenti, non importanti ai fini della storia, ma che i più appassionati di divertiranno a cogliere.

Il cast scelto rimane in gran parte legato al franchise per tutto il tempo. Comprende attori di livello altissimo tra i quali Sarah Paulson, con la quale Ryan Murphy lavorerà anche in American Crime Story, un’altra serie antologica basata però su storie vere, Jessica Lange, stella del cinema classico, ritornata in voga grazie a questa serie in cui tende a spiccare sugli altri per la sua bravura, Evan Peters, al suo debutto da protagonista in una serie TV nella quale è cresciuto fisicamente e professionalmente e si è fatto notare riuscendo ad entrare nel cast della saga dei giovani X-Men nel ruolo di Quicksilver. Tra gli altri, uno straordinario Denis O’Hare, punta di diamante della quinta stagione assieme a Lady Gaga, Frances Conroy e Lily Rabe. Dalla terza alla sesta stagione, inoltre, entrano a far parte del cast anche due mostri sacri del calibro di Kathy Bates e Angela Bassett. Nella serie poi si inseriscono alcune guest star che compaiono solo in qualche episodio di alcune stagioni, tra cui Zachary Quinto, Jospeh Fiennes, Michael Chicklis, John Carroll Lynch, trasformato in Twisty, uno dei personaggi più terrificanti della serie, e moltissimi altri ancora.

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Alcuni membri del cast a una première

Le ambientazioni e le epoche sono le più svariate. Nella prima stagione la storia è ambientata in una villa conosciuta come “Murder House” nella quale rimangono intrappolate le anime di chi vi rimane ucciso, di solito per mano degli stessi proprietari. Nella seconda ci spostiamo in un manicomio negli anni ’60, gestito da suore e preti, struttura che nasconde oscuri segreti e che la protagonista, giornalista ingiustamente internata, cercherà di portare a galla. Si torna al presente nella terza stagione, ambientata in un’accademia per giovani ragazze dai poteri soprannaturali che cercheranno di migliorare e padroneggiare la magia per poter superare una serie di prove. Si torna poi al passato, alla fine degli anni ’50 dove un’elegante donna tedesca gestisce l'”Armadio delle curiosità” una sorta di circo degli orrori con protagonisti personaggi dalle particolari deformità che si mettono in scena ogni sera per il pubblico pagante, se non fosse che nel periodo raccontato, la gente è costretta a casa da un coprifuoco a causa di un misterioso assassino dalle sembianze di un enorme e spaventoso clown che uccide barbaramente chiunque si trovi davanti.

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Sarah Paulson interpreta le sorelle gemelle siamesi Bette e Dot nella quarta stagione

Hotel infestati, reality troppo realistici, elezioni presidenziali anomale e l’apocalisse

La quinta stagione vede entrare in scena Lady Gaga al posto di Jessica Lange che fino alla quarta stagione è stata un po’ la figura trainante della serie. Un debutto apprezzato dal pubblico che introduce la popstar nel mondo delle serie TV e successivamente, come sappiamo, al cinema nel film A Star Is Born diretto e interpretato da Bradley Cooper e la stessa Lady Gaga. L’ambientazione si sposta in un hotel, apparentemente ai giorni nostri, ma che al suo interno sembra essere rimasto fermo agli anni ’30 e nel quale si susseguono fatti oscuri e terrificanti per gli sprovveduti che decidono di soggiornarvi. Nella sesta stagione si raccontano le vicende di una coppia che ha deciso di comprare una villa a bassissimo costo a Roanoke, posto realmente conosciuto per la scomparsa, alla fine del 1500, di oltre 150 persone che si pensavano fossero state uccise, ma i cui corpi non sono mai stati ritrovati. Riappariranno all’improvviso, controllati da una misteriosa e pericolosa donna conosciuta come “La macellaia” e cercheranno con tutte le forze di scacciare i nuovi arrivati dalla villa. La regia della sesta stagione è molto particolare dato che viene girata dapprima come un docu-film in cui alcuni attori raccontano la vicenda dal vivo ed altri la reinterpretano in una sorta di ricostruzione. Successivamente vengono tutti invitati a partecipare ad un reality che vedrà gli attori della ricostruzione e le persone che realmente hanno assistito agli eventi rimanere chiusi tre giorni all’interno della casa, dove vivranno un vero e proprio incubo.

La settima stagione diventa attualissima dato che si svolge subito dopo le elezioni negli Stati Uniti che hanno visto Donald Trump diventare Presidente. Mentre una donna combatte contro la paura dei clown e cerca di salvare il suo matrimonio, un ragazzo si candida come Ministro e dopo aver accolto consensi e seguaci farà tutto quanto in suo potere per farsi eleggere dal popolo.

L’ottava, e per il momento ultima stagione, la cui messa in onda in Italia è appena terminata, è un cross-over fra la prima e la terza stagione in cui quindi molti dei personaggi originali si ritroveranno a recitare anche due o tre ruoli contemporaneamente e inoltre tornano a far parte del cast anche Cathy Bates, assente in realtà solo nella settima stagione, e Jessica Lange. E si tratta della prima stagione ambientata nel futuro, dopo l’Apocalisse. Racconta le vicende dei sopravvissuti che si trovano a vivere in una sorta di paradiso sotterraneo controllato dalle streghe di Coven, pronte a punire tutti coloro che violeranno le regole.

La trasformazione di John Carroll Lynch in Twisty

American Horror Story, nonostante alcune recensioni non esattamente positive, che la giudicano banale e troppo “pasticciata”, sta riscuotendo un enorme successo perché gioca sulle paure più conosciute e profonde. La coulrofobia (la paura dei clown), i luoghi bui e sconosciuti, le case infestate, i demoni… è vero, tutta roba tecnicamente già vista nei film di genere, che a loro volta hanno riscosso un successo enorme. Qui la formula è stata rivista con attori di livello altissimo, e sceneggiature non sempre originalissime, ma di sicuro effetto. Il fatto poi di rivedere gli stessi attori in ogni singola stagione interpretare ruoli diversi (e in alcuni casi anche più di uno) la rende incredibilmente affascinante. I due autori inoltre portano in scena una serie di tabù, tra cui l’omosessualità e il razzismo, temi trattati ampiamente anche in Glee, rendendoli un pretesto per mostrare che alle volte la gente che non è d’accordo sul fatto che alcuni possono sentirsi attratti dallo stesso sesso, o si sente superiore solo a causa del colore della pelle, può dare il peggio di sé. Forse alcune scene sono decisamente estremizzate, ma sicuramente si tratta di una scelta coraggiosa che in pochi avrebbero avuto il coraggio di fare.

La regia è semplice, immagini concise che non lasciano dubbi a quello che succede o sta per succedere anche se alcuni momenti ti faranno sussultare per la sorpresa. La serie è decisamente splatter, quindi se non hai lo stomaco forte, alcune scene potranno essere particolarmente fastidiose. Se sei abituato a film come Nightmare – Dal profondo della notte, Non aprite quella porta o Sweeney Todd, puoi andare tranquillo, è la serie che fa per te.

Altra particolarità della serie è la presenza sporadica di pezzi musicali cantati e coreografati dai vari attori in perfetto stile Glee, che si troveranno a cantare pezzi di David Bowie, Nirvana, Fleetwood Mac e molti altri. E a Stevie Nicks, cantante proprio dei Fleetwood Mac, e addirittura dedicata una puntata nella terza stagione, dove compare come guest star. La scelta, se non discutibile, risulta sicuramente curiosa e aggiunge un elemento tendenzialmente mai utilizzato in una serie o in un film horror, se non nei musical come il già citato Sweeney Todd, e che la rende in un certo senso unica nel suo genere.

Serie che continuerà ancora per un po’ dato che sono previste almeno altre due stagioni già confermate dagli stessi autori. Ryan Murphy inoltre sta radunando il cast per una nuova serie, Ratched, prequel di Qualcuno volò sul nido del cuculo, film di Miloš Forman del 1975, vincitore di 5 premi Oscar. La serie racconterà la vita di Mildred Ratched, la diabolica caporeparto dell’ospedale psichiatrico in cui è ambientato il film.

VOTO FINALE
Voto finale
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Una vita senza cinema è una vita vissuta in bianco e nero. Può essere affascinante ma alla lunga stanca. Questa è la mia filosofia. Il cinema come forma di evasione, per staccare dalla routine e immergermi in mondi che una volta si potevano solo immaginare e poi condividerne le esperienze con tutti sapendo che troverai sempre chi sarà disposto ad evadere con te.

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