Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Cinema

Olivia Colman, ritratto di un’attrice

Dalla commedia agli Oscar: parabola di un’attrice che ha ridefinito la drammaturgia britannica.

Olivia colman
olivia colman
Tempo di lettura13 minuti
Commenta

Dal palcoscenico del teatro scolastico nel Norfolk fino al red carpet degli Oscar, la traiettoria artistica di Olivia Colman è una delle più straordinarie, atipiche e autentiche del cinema contemporaneo. Conosciuta per anni come il volto rassicurante e brillante della commedia e delle sitcom britanniche, l’attrice è riuscita nell’impresa di reinventarsi completamente, trasformandosi in una delle interpreti drammatiche più potenti, sfaccettate e premiate della sua generazione.

Sam-mendes-olivia-colman

Olivia Colman, primi passi nel mondo della recitazione

Sarah Caroline Colman nasce il 30 gennaio 1974 a Norwich nel Norfolk, in Inghilterra, dalla madre infermiera Mary Leakey e il padre geometra Keith Colman. Durante la sua infanzia, la famiglia si è trasferita diverse volte all’interno della contea del Norfolk a causa della passione dei genitori per la ristrutturazione delle case.

Olivia colman young

La sua prima formazione avviene privatamente presso la Norwich High School for Girls, per poi terminare gli ultimi anni di scuola superiore presso la Gresham’s School ad Holt, tra il 1990 ed il 1992. È proprio durante questi anni che l’attrice si avvicina per la prima volta alla recitazione, quando a sedici anni interpreta il ruolo di protagonista nella recita scolastica The Prime of Miss Jess Brodie. In alcune interviste successive, Colman dichiara il suo desiderio di perseguire la carriera recitativa, quasi a voler riscattare la madre che invece aveva dovuto abbandonare la sua ascendente carriera di ballerina:

Pubblicità

“Mia mamma era una ballerina classica, ma le sue ginocchia cedettero. Penso che questo le abbia spezzato il cuore. Credo che abbia vissuto un po’ le sue aspirazioni attraverso di me, e quando le ho detto che volevo fare l’attrice mi ha sostenuto totalmente”.

Con l’appoggio della madre e dopo aver tentato di studiare educazione primaria presso l’Homerton College a Cambridge, Sarah decide di inseguire il suo sogno e di approfondire la propria formazione da attrice alla Bristol Old Vic Theatre School, dove si diploma nel 1999. Prima di terminare la scuola, Colman debutta nella serie televisiva di Channel 4, The Word, nel 1995, allora conosciuta con il soprannome Colly.

Olivia colman

In occasione di un’audizione presso il Cambridge University Footlights Dramatic Club fa inoltre l’incontro di David Mitchell e Robert Webb, on cui collaborerà frequentemente negli anni successivi. Affacciatasi per la prima volta sul mondo del cinema, Colman si vede costretta a cambiare nome professionalmente su suggerimento di Equity, il sindacato degli attori e degli artisti dello spettacolo nel Regno Unito. Tra le regole fondamentali del sindacato è vietato che due membri iscritti possano lavorare registrati con lo stesso identico nome professionale, per evitare sovrapposizioni e confusione nei crediti, nei pagamenti dei diritti e nei contratti. Presso Equity risultava già registrata un’altra Sarah Colman, così l’attrice sceglie un nuovo nome, ovvero Olivia:

“Una delle mie migliori amiche all’università si chiamava Olivia, e ho sempre amato quel nome. Non venivo quasi mai chiamata Sarah, mi chiamavano tutti con il soprannome ‘Colly’, quindi non è stato così traumatico rinunciare al nome Sarah”.

L’esordio televisivo e cinematografico

Il vero e proprio debutto, dapprima sul piccolo schermo, avviene nel 2000, quando Olivia ha ventisei anni, in Bruiser, uno show di sketch comici della BBC. Seguono poi numerose apparizioni in diverse serie televisive, tra cui People Like Us, Look Around You, Black Books, The Office e The Time of Your Life.

In questi anni l’attrice presta la sua voce anche a diverse trasmissioni radiofoniche e, in particolare, spicca la collaborazione col duo comico Mitchell e Webb, in That Mitchell and Webb Sound, nel 2003. Colman partecipa anche allo show televisivo dei due, That Mitchell and Webb Look, ma ben presto le viene consigliato di prendere le distanze in quanto l’assiduità delle loro collaborazioni avrebbe portato il pubblico ad associarla col duo mentre, essendo ancora agli esordi della sua carriera, avrebbe fatto meglio ad espandere maggiormente i propri orizzonti professionali. La stessa Olivia Colman ha dichiarato quanto questo allontanamento l’abbia fatta soffrire:

“Il mio agente mi ha suggerito che dovrei aprirmi a cose diverse. Ci sono state le lacrime quando è stata presa quella decisione”.

Olivia colman

La sua presenza in TV continua in Peep Show, anche se le sue apparizioni si fanno sempre più rare, per poi lasciare definitivamente anche questa trasmissione nel 2015 per dedicarsi a progetti di maggior impegno.

Nel 2006 arriva il primo lungometraggio, Confetti, commedia in stile mockumentary diretta da Debbie Isitt. Accanto al collega e amico Robert Webb, Olivia Colman interpreta una naturista, per il cui ruolo ha recitato scene di nudo integrale. L’attrice descrive questa come la peggior esperienza che abbia mai avuto, in quanto le era stato detto che le sue nudità sarebbero state censurate o riprese con inquadrature discrete, ma il risultato finale è stato tutto l’opposto. Da allora, Olivia ha dichiarato di prestare molta più attenzione alle condizioni contrattuali.

Nel 2007 è in Grow Your Own di Richard Laxton e Hot Fuzz di Edgar Wright. Quest’ultimo titolo è arrivato in un momento in cui Colman era conosciuta quasi esclusivamente dal pubblico televisivo britannico della stand-up comedy e delle sitcom. Partecipare a una produzione di Wright le permette così di ottenere visibilità sul grande schermo anche a livello internazionale, dimostrando il perfetto tempismo comico dell’attrice nonostante in questa commedia avesse un ruolo secondario.

Olivia colman hot fuzz

Una carriera in ascesa: da Broadchurch agli Oscar

Il primo ruolo importante arriva nel 2010, nella sitcom targata BBC Rev., ideata da Tom Hollander e James Wood. È considerata una delle commedie drammatiche più sottili, umane e apprezzate della televisione inglese degli ultimi anni, vincitrice del premio BAFTA per la miglior sitcom nel 2011. Nei panni di Alexandra “Alex” Smallbone, Olivia Colman ha finalmente la possibilità di mostrare maggiori sfaccettature, uscendo dai confini della commedia in cui sembrava essere incastrata nei primi anni della sua carriera. Nello stesso periodo è anche nel primo episodio della quinta stagione della celebre serie Doctor Who.

Il film che però segna una svolta drammatica e la consacrazione di Olivia Colman è Tirannosauro (Tyrannosaur, 2011), diretto da Paddy Considine, incontrato sul set di Hot Fuzz e con il quale l’attrice aveva già collaborato per la realizzazione del cortometraggio Dog Altogether (2007). In quest’occasione, Olivia Colman ci fa dono di un’interpretazione intensa, viscerale e di autentica vulnerabilità, tanto da non passare inosservata alla critica, riuscendo a conseguire diversi riconoscimenti presso i principali festival di cinema indipendente. Nello stesso anno Olivia recita anche in The Iron Lady, titolo di Phyllida Lloyd, dove l’attrice interpreta un ruolo secondario accanto alla protagonista Meryl Streep.

Olivia colman

Proseguendo con ruoli in costume, nel 2012 è in A Royal Weekend (Hyde Park on Hudson, di Roger Michell). Fondamentale per la sua ascesa è poi il suo ruolo di co-protagonista, accanto ad uno straordinario David Tennant, nella serie crime britannica Broadchurch nel 2013, il fenomeno che ha trasformato Olivia Colman da attrice stimata nel Regno Unito a vera e propria star internazionale.

Creata da Chris Chibnall, è considerata uno dei migliori crime drama della televisione britannica moderna. La storia si apre nella fittizia e apparentemente tranquilla cittadina costiera di Broadchurch, nel Dorset, sconvolta dal ritrovamento sulla spiaggia del corpo del piccolo Danny Latimer, un bambino di soli undici anni. L’indagine sull’omicidio fa emergere gradualmente i segreti, le ipocrisie e i sospetti che si nascondono dietro la facciata idilliaca della comunità locale.

Broadchurch

Olivia Colman interpreta la detective Ellie Miller, una poliziotta locale profondamente radicata nella comunità: conosce tutti gli abitanti, è amica della madre della vittima ed è una donna empatica, solare e madre di famiglia. A lei si affianca l’ispettore Alec Hardy (col volto di David Tennant), un detective cinico e taciturno, trasferitosi da poco in città. La chimica tra i due personaggi e attori è vero e proprio motore emotivo e narrativo della serie. L’interpretazione di Olivia Colman è di un’empatia straordinaria, raggiungendo vette drammatiche elevatissime. Grazie alla prima stagione, l’attrice si aggiudica il BAFTA TV Award come Miglior Attrice Protagonista, consacrando la sua popolarità nel grande pubblico, anche a livello internazionale.

Nel 2015 Olivia Colman è nel cast di The Lobster, accanto a Colin Farrell e Rachel Weisz, davanti la macchina da presa di Yorgos Lanthimos, con cui instaurerà un importante sodalizio artistico decisivo per la sua carriera. Commedia nera e distopica ambientata in una società surreale in cui essere single è illegale, The Lobster mostra un mondo in cui tutti gli individui privi di partner vengono trasferiti coattivamente in un misterioso resort, dove hanno quarantacinque giorni di tempo per trovare l’anima gemella. Se falliscono, vengono trasformati in un animale a loro scelta e liberati nei boschi. La recitazione di Colman ben si adatta alle atmosfere gelide e grottesche dell’universo di Lanthimos, offrendo un’interpretazione inquietante e di sottile ironia.

Olivia colman

L’anno seguente, nel 2016, Colman torna a dominare il piccolo schermo in diversi titoli, tra cui The Night Manager e la brillante Fleabag. Segue poi un ruolo in Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express, 2017), con la regia di Kenneth Branagh.

È nel 2018, però, che la carriera di Olivia Colman trova finalmente il meritato riconoscimento, grazie ad una nuova collaborazione con Yorgos Lanthimos ne La Favorita (The Favourite): il progetto che l’ha consacrata nell’olimpo del cinema mondiale con la vittoria dell’Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

Ambientato all’inizio del XVIII secolo, durante la guerra di successione spagnola, il film racconta le dinamiche di potere, manipolazione e seduzione alla corte della Regina Anna di Gran Bretagna (Olivia Colman). Un sovrano debole e fragile: La Regina Anna è malata di gotta, emotivamente instabile e devastata dalla morte dei suoi figli. La gestione effettiva del regno è così rimessa nelle mani della sua intima amica e amante, Lady Sarah Churchill (Rachel Weisz). L’equilibrio si spezza però con l’arrivo a corte di Abigail Masham (Emma Stone), una nobile decaduta che inizia a lavorare come serva e ordisce una complessa strategia per entrare nelle grazie della Regina, spodestando Sarah.

Olivia Colman regala una performance straordinaria, bilanciando momenti di grottesca comicità a picchi di dolorosa tragedia e solitudine, portando sul grande schermo un personaggio sfaccettato. Per prepararsi al ruolo, l’attrice ha dovuto prendere peso, ben sedici chili. Contro ogni previsione, che vedeva Glenn Close tra le favorite al premio, è Colman ad aggiudicarsi l’ambita statuetta d’oro, incoronando una carriera in progressiva ascesa in cui, sin dagli esordi, l’attrice ha dimostrato il proprio straordinario talento e la sua incredibile versatilità, capace di muoversi agilmente tra ruoli comici e drammatici.

Lo stesso anno Olivia è impegnata sul set della miniserie I miserabili (Les Misérables), ma molto più importante è la sua partecipazione all’acclamata serie targata Netflix The Crown, in cui l’attrice interpreta la Regina Elisabetta II, ricoprendo il ruolo di protagonista nella terza e quarta stagione. Colman ha lavorato intensamente per adottare il portamento rigido, il camminare caratteristico e la cadenza vocale dell’originale sovrana britannica. Ancora una volta la sua performance è ampliamente lodata dalla critica, vincendo un Emmy ed un Golden Globe.

The crown

Nel 2020 arriva poi la seconda candidatura agli Oscar, questa volta con The Father – Nulla è come sembra. Diretto dal drammaturgo francese Florian Zeller (al suo esordio alla regia e vincitore dell’Oscar per la Miglior Scenografia Non Originale), è uno dei drammi psicologici più toccanti e acclamati degli ultimi anni. Il film affronta il tema della demenza senile e dell’invecchiamento adottando una prospettiva visiva e narrativa unica: la storia è raccontata quasi interamente attraverso la mente confusa del protagonista.

The Father segue le vicende di Anthony (interpretato da uno straordinario Anthony Hopkins, premiato con l’Oscar al Miglior Attore Protagonista), ottantenne affetto da una forma regressiva di demenza che rifiuta ogni assistenza da parte delle badanti. Olivia Colman è chiamata ad interpretare il doloroso ruolo della figlia devota che cerca di gestire la situazione facendosi carico dell’assistenza del padre, pur dovendo riorganizzare la propria vita personale e sentimentale. Con una rarissima intensità emotiva, l’attrice riesce a reggere il confronto con il mostro sacro di Anthony Hopkins, dando corpo al dramma silenzioso di chi assiste un familiare malato.

La sua performance racchiude l’amore incondizionato, il dolore nell’osservare il lento declino del genitore, la frustrazione, il senso di colpa e la rassegnazione. Con una recitazione intima e trattenuta, dove sguardi e gesti fanno l’intera performance, è impossibile non emozionarsi durante la visione di questo titolo.

The father

Nel 2021 sono numerosi gli impegni lavorativi di Olivia Colman. Tra i titoli di questo periodo ricordiamo Secret Love (Mothering Sunday, di Eva Husson); il doppiaggio del film d’animazione Netflix I Mitchell contro le macchine (The Mitchells vs the Machines, di Mike Rianda e Jeff Rowe); e soprattutto la miniserie Landscapers – Un crimine quasi perfetto. Quest’ultimo titolo è scritto da Ed Sinclair, marito dell’attrice.

I due vantano una delle relazioni più solide e longeve del mondo dello spettacolo britannico, dopo essersi consciuti durante gli anni universitari e prima della fama di entrambi. Quando Olivia studiava per diventare insegnante all’Homerton College, Ed era uno studente di giurisprudenza. Tra i due nasce una relazione sentimentale nel 1997, quando si incontrano durante le prove di una produzione teatrale universitaria, L’inganno (The Table Manners) di Alan Ayckbourn, con la rinomata compagnia comica dei Footlights.

Come dichiarato dall’attrice, si trattò di un vero e proprio un colpo di fulmine. Entrambi, all’epoca, erano impegnati in un percorso che non sentivano proprio e così come Olivia decide di approfondire il mondo della recitazione, Ed inizia a dedicarsi alla scrittura. I due si sposano nell’agosto del 2001 e dalla loro unione nascono tre figli: Finn (2005), Hall (2007) ed una femmina, nata nel 2015. La famiglia ha sempre cercato di preservare la propria privacy, tanto da decidere, durante il Covid-19, di trasferirsi da Londra al Norfolk, dopo diverse intrusioni da parte della stampa nella loro vita privata.

Olivia colman ed sinclair

La loro intesa personale si è trasformata anche in un fortunato sodalizio artistico, con la fondazione della casa produttrice South of the River Pictures e la realizzazione di diversi progetti come, appunto, Landscapers, il cui ruolo di protagonista è stato scritto e cucito sulla stessa Olivia Colman.

Sempre nel 2021 l’attrice è ne La figlia oscura (The Lost Daughter, 2021), dramma psicologico intenso e profondo diretto da Maggie Gyllenhaal (al suo esordio alla regia) e tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice italiana Elena Ferrante. Il film affronta in modo crudo, non convenzionale e privo di tabù i temi della maternità ambivalente, del senso di colpa, del desiderio di emancipazione e dell’identità femminile.

Leda Caruso (Olivia Colman) è una professoressa universitaria di letteratura comparata che si concede una vacanza estiva da sola in una tranquilla cittadina costiera in Grecia. La sua quiete viene interrotta dall’arrivo di una numerosa, rumorosa e invadente famiglia agiata di New York. Tra di loro, Leda nota subito Nina (Dakota Johnson), una giovane madre alle prese con la figlia piccola. L’osservare le dinamiche tra Nina e la sua bambina risveglia in Leda il ricordo doloroso, rimosso e traumatico della propria giovinezza (dove Leda da giovane è interpretata da Jessie Buckley): anni prima, soffocata dalle responsabilità genitoriali e dalle proprie ambizioni accademiche, la donna aveva preso la radicale decisione di abbandonare le sue due figlie piccole per tre anni.

Olivia Colman regala in quest’occasione una delle sue interpretazioni più complesse e sfaccettate, nei panni di un personaggio lontano da stereotipi rassicuranti, imperfetto ed umano, che l’attrice riesce a rendere in modo estremamente credibile ed umano nelle sue scelte moralmente discutibili. Presentato in concorso alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (dove Maggie Gyllenhaal ha vinto il premio per la Miglior Sceneggiatura), il film ha ottenuto un enorme successo di critica, portando Olivia Colman alla sua terza candidatura agli Oscar.

Tra i suoi progetti più recenti ricordiamo Joyride (di Emer Reynolds, 2022); Empire of Light (di Sam Mendes, 2022); Wonka (di Paul King, 2023); Cattiverie a domicilio (Wicked Little Letters, di Thea Sharrock, 2024), con la scrittura del marito Ed Sinclair; Paddington in Perù (di Dougal Wilson, 2024); I Roses (di Jay Roach, 2025) anche questo sceneggiato da Sinclair; Jimpa – La casa degli affetti (di Sophie Hyde, 2025). Non mancano inoltre ruoli televisivi, nelle serie Heartstopper (2022), Grandi speranze (Great Expectations, 2023), Secret Invasion (2023) e The Bear (2024).

Prossimamente vedremo nuovamente Olivia Colman al cinema, accanto ad Andrew Scott, in Elsinore. Diretto da Simon Stone, il dramma biografico è ambientato nel 1989 quando Daniel Day-Lewis abbandona bruscamente l’allestimento di Amleto diretto da Richard Eyre al National Theatre e viene sostituito da Ian Charleson. L’attore, gravemente malato di AIDS, si appresta quindi a interpretare il suo ultimo grande ruolo.

Olivia colman andrew scott

Ciò che rende Olivia Colman un’icona così amata dal pubblico e rispettata dalla critica è la sua straordinaria capacità di rimanere ancorata a una profonda ed empatica umanità. Colman dona a ogni suo personaggio una verità nuda, spogliata da qualsiasi artificio o vanità. Tra ruoli comici cult, interpretazioni drammatiche intense e una vita privata vissuta lontano dal clamore hollywoodiano, Olivia Colman ha dimostrato come la recitazione più efficace nasca dalla vulnerabilità: una capacità rara di abbattere ogni filtro e creare un legame immediato con chi guarda.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.