Una delle scene più discusse di Verity non esiste nel romanzo di Colleen Hoover. Il momento tra Anne Hathaway e Dakota Johnson è nato direttamente sul set, quando attrici e regista hanno trasformato una situazione già carica di tensione in qualcosa di molto più ambiguo e disturbante.
Il retroscena arriva a ridosso dell’uscita italiana del film, prevista per il 1° ottobre, e rende ancora più interessante il confronto tra il bestseller e il suo adattamento cinematografico. Se vuoi recuperare cast, trama e primo trailer, trovi qui il nostro approfondimento su Verity.
La scena che nel libro di Verity non c’è
Nel romanzo, Lowen e Jeremy condividono un momento intimo ma molto più contenuto. Per il film, il regista Michael Showalter ha deciso di spingere quella tensione verso un terreno più sensuale e psicologico. È qui che la scena ha cominciato a cambiare rispetto alla pagina scritta.
Showalter ha raccontato a People che l’idea iniziale era semplicemente amplificare l’attrazione che attraversa il rapporto tra Lowen e Jeremy. Durante le prove, però, Dakota Johnson e Anne Hathaway hanno trasformato il momento: la fantasia di Lowen finisce per spostarsi da Jeremy a Verity e il bacio tra le due attrici nasce come evoluzione spontanea della scena.
Non si tratta quindi di una sequenza prevista nel libro e riprodotta fedelmente sul set. È il contrario: è un’aggiunta nata durante la lavorazione, costruita partendo dalla psicologia dei personaggi e poi mantenuta nel montaggio finale.
Anne Hathaway ha spinto il momento ancora più in là
Alla première di New York, Hathaway ha aggiunto un altro dettaglio. Parlando ancora con People, l’attrice ha spiegato che il gruppo continuò a cercare modi per rendere la scena più strana e memorabile, fino al grido di Dakota Johnson che, secondo Hathaway, cambiò completamente il ritmo del momento.
Il punto interessante è che la scena non nasce da una richiesta di essere semplicemente più provocante. Showalter e le due attrici stavano cercando un modo per mostrare sullo schermo quanto Lowen stia diventando ossessionata da Verity, fino al punto in cui desiderio, paura e identificazione iniziano a confondersi.
Perché Colleen Hoover era preoccupata
Quando un adattamento cambia una scena molto riconoscibile, la reazione dell’autore è tutt’altro che scontata. Colleen Hoover ha ammesso di essere stata inizialmente incerta proprio perché quel momento non appartiene al romanzo. Il rischio era che l’aggiunta sembrasse gratuita o rompesse gli equilibri della storia.
Dopo aver visto il risultato, però, Hoover ha promosso la scelta e l’ha indicata come una delle aggiunte che funzionano meglio nel film. È un dettaglio importante perché mostra quanto Verity non stia cercando di essere una trasposizione parola per parola, ma un adattamento disposto a modificare il materiale originale quando il linguaggio cinematografico lo richiede.
Il film vuole rendere visibile ciò che nel libro resta nella testa di Lowen
Questa è probabilmente la chiave del retroscena. Nel romanzo molte tensioni funzionano perché il lettore resta intrappolato nella prospettiva di Lowen. Sullo schermo, invece, una parte di quel processo deve diventare immagine, gesto e montaggio.
La scena improvvisata permette proprio questo: materializza l’ossessione. Il desiderio verso Jeremy non rimane separato dall’inquietudine esercitata da Verity, ma le due cose cominciano a sovrapporsi. È un modo visivo per suggerire che Lowen sta entrando sempre più profondamente nello spazio mentale della donna che dovrebbe soltanto sostituire come scrittrice.
Anche Associated Press, raccontando il film alla vigilia dell’uscita, ha sottolineato quanto l’adattamento punti su un tono volutamente sensuale, esagerato e quasi da thriller classico, con un set in cui cast e regista hanno spesso giocato proprio con quella tensione.
Dakota Johnson e Anne Hathaway hanno cambiato Verity sul set
Per chi ha letto il libro, questa sarà quindi una delle differenze da osservare con più attenzione. Non perché stravolga la trama, ma perché mostra come il film traduce l’ambiguità del romanzo in immagini.
È anche un retroscena che si inserisce bene nel percorso recente di Hathaway, sempre più coinvolta in ruoli costruiti sulla trasformazione e sul controllo dell’immagine. Sul sito abbiamo raccontato anche come ottenne il ruolo di Andy Sachs ne Il diavolo veste Prada, un’altra storia in cui una scelta di casting apparentemente non scontata finì per diventare decisiva.
In Verity, però, la curiosità è ancora più concreta: una delle scene destinate a far discutere il pubblico non era prevista dal romanzo ed è nata direttamente dalla collaborazione tra regista e attrici. È esattamente il tipo di differenza che può cambiare la percezione di un adattamento senza cambiare necessariamente la sua storia di fondo.

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