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The Mauritanian finale spiegato: Mohamedou viene liberato?

La vittoria in tribunale, l'appello del governo e ciò che accadde davvero a Mohamedou dopo il finale.

4 min di lettura
Golden globe - jodie foster

Nel finale di The Mauritanian, Mohamedou Ould Slahi vince il ricorso contro la propria detenzione: nel 2010 un giudice federale ordina la sua liberazione. Non esce però subito da Guantanamo. Il governo statunitense impugna la decisione e Slahi resta detenuto ancora per anni, fino al rimpatrio in Mauritania nell’ottobre 2016.

Attenzione: da qui seguono spoiler completi sul finale di The Mauritanian. L’epilogo del film distingue volutamente due vittorie diverse: quella giudiziaria ottenuta da Nancy Hollander e quella umana, arrivata molto più tardi con la vera liberazione di Slahi.

Come finisce The Mauritanian

Nancy Hollander riesce a portare il caso davanti a un giudice federale e contesta la detenzione di Mohamedou senza un processo ordinario. Dopo anni di interrogatori, documenti secretati e confessioni ottenute in condizioni estreme, il tribunale accoglie il ricorso.

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Mohamedou riceve quindi la notizia che il giudice ha ordinato la sua liberazione. Per il protagonista è un momento enorme: dopo anni trascorsi a Guantanamo, la giustizia riconosce che la detenzione non può continuare in quel modo.

The mauritanian con jodie foster e tahar rahim
The mauritanian ricostruisce la battaglia legale per la liberazione di mohamedou ould slahi.

Mohamedou viene liberato alla fine del film?

Non immediatamente. È questo il passaggio più amaro del finale. La decisione del giudice del 2010 non coincide con l’uscita dal carcere: il governo presenta appello e la vicenda giudiziaria continua.

Il film chiarisce poi attraverso le informazioni finali che Slahi rimase a Guantanamo fino al 2016. Fu quindi detenuto per circa quattordici anni prima di poter tornare in Mauritania.

Se vuoi ricostruire ciò che nel film deriva direttamente dai fatti reali, abbiamo separato la cronologia completa nel nostro approfondimento su chi è il vero Mohamedou Ould Slahi e cosa gli è successo.

Perché Stuart Couch rinuncia al caso?

Stuart Couch, il procuratore militare interpretato da Benedict Cumberbatch, arriva a una conclusione decisiva dopo aver esaminato il materiale relativo agli interrogatori: non vuole costruire un’accusa utilizzando dichiarazioni ottenute attraverso trattamenti coercitivi e torture.

La sua scelta non significa che diventi improvvisamente l’avvocato di Mohamedou. Il personaggio resta convinto della necessità di indagare, ma ritiene che un procedimento debba poggiare su prove utilizzabili e ottenute nel rispetto delle regole.

Il film usa Couch per mostrare che il conflitto non è soltanto tra accusa e difesa: riguarda anche il limite oltre il quale la ricerca della sicurezza finisce per compromettere la stessa credibilità della giustizia.

Cosa scopre Nancy Hollander sui documenti di Guantanamo?

La difesa riesce progressivamente a ricostruire le condizioni a cui Mohamedou è stato sottoposto. I documenti mostrano un programma di interrogatorio fatto di isolamento, privazione del sonno, minacce e pressioni fisiche e psicologiche.

Jodie foster interpreta nancy hollander in the mauritanian
Jodie foster interpreta l’avvocata nancy hollander.

Questo cambia il peso delle confessioni attribuite al detenuto. Se una dichiarazione è ottenuta dopo abusi e coercizione, la sua affidabilità diventa il nodo centrale del caso. È anche il punto che avvicina, pur da posizioni opposte, il lavoro di Hollander e quello di Couch.

Mohamedou era stato condannato per l’11 settembre?

No. Slahi non venne condannato per aver partecipato agli attentati dell’11 settembre. Era sospettato dalle autorità statunitensi per i propri contatti e per il passato legato ad ambienti jihadisti, ma il film insiste proprio sulla distanza tra sospetto, prova e condanna.

Questo è il motivo per cui il finale non può essere letto come un’assoluzione cinematografica da un normale processo penale. La battaglia di Hollander riguarda soprattutto la legalità della detenzione e il diritto a contestarla davanti a un tribunale.

Cosa succede dopo la decisione del giudice

La sentenza favorevole del 2010 non chiude la vicenda. Il governo impugna la decisione e Mohamedou continua a vivere a Guantanamo. Solo anni dopo un organismo di revisione stabilisce che la sua detenzione non è più necessaria.

Slahi viene infine rimpatriato in Mauritania nell’ottobre 2016. Il film accompagna i titoli di coda con immagini e informazioni sul vero protagonista, riportando la storia fuori dalla finzione cinematografica.

Il libro scritto da Mohamedou ha un ruolo nel finale?

Sì. Durante la detenzione Mohamedou scrive il manoscritto che diventerà Guantánamo Diary. Le sue memorie vengono pubblicate mentre lui è ancora detenuto, con numerosi passaggi oscurati.

È da quel testo che deriva la base del film. La scheda italiana di Apple TV presenta The Mauritanian come una storia vera tratta dalle memorie di Mohamedou Ould Slahi.

Cosa significa il finale di The Mauritanian

Il significato del finale sta nella differenza tra ottenere una decisione favorevole e ottenere davvero la libertà. La vittoria legale del 2010 è fondamentale, ma non cancella automaticamente gli anni di detenzione successivi.

Il film evita inoltre di trasformare la vicenda in una semplice contrapposizione tra buoni e cattivi. Nancy Hollander difende le garanzie legali; Stuart Couch rifiuta di procedere con prove compromesse; Mohamedou prova a conservare la propria identità dopo anni di isolamento.

Per approfondire gli interpreti puoi leggere anche il nostro articolo su Jodie Foster e quello dedicato a Benedict Cumberbatch.

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