Nel finale di Vermiglio, Pietro muore in Sicilia, ucciso dalla prima moglie che Lucia non sapeva esistesse. La scoperta distrugge l’idea del matrimonio costruita dalla giovane nel paese trentino e la lascia sola con la figlia Antonia. Dopo una fase di rifiuto e disperazione, Lucia parte per la Sicilia, affronta il passato di Pietro e torna verso una vita in cui deve scegliere cosa fare di sé e della bambina.
Il film di Maura Delpero non chiude però soltanto la storia d’amore. Il vero finale riguarda le donne della famiglia Graziadei e il passaggio dalla guerra a un dopoguerra che non coincide automaticamente con la pace privata. Lucia, Ada e le altre figure femminili devono trovare una forma di futuro mentre il mondo attorno a loro cambia.

Come finisce Vermiglio
La relazione tra Lucia e Pietro nasce quando il soldato siciliano arriva a Vermiglio insieme ad Attilio. In un paese chiuso e regolato da ritmi antichi, quell’incontro rompe un equilibrio già fragile. Lucia si innamora, resta incinta e sposa Pietro, immaginando che la fine della guerra possa coincidere con l’inizio della loro vita insieme.
Quando il conflitto termina, Pietro torna in Sicilia. Promette di rientrare, ma il tempo passa e Lucia non riceve il futuro che aspettava. La notizia che arriva dal Sud cambia tutto: Pietro è stato ucciso e aveva già una moglie. Lucia scopre così di essere stata la seconda sposa di un uomo che le aveva nascosto una parte decisiva della propria vita.
La guerra è finita per il Paese, ma per Lucia comincia un’altra frattura. Deve affrontare contemporaneamente il lutto, il tradimento e la maternità. La figlia Antonia diventa, nei momenti più duri, il legame concreto con l’uomo che l’ha ingannata.
Pietro muore nel finale?
Sì, Pietro muore. Dopo essere tornato in Sicilia viene ucciso dalla prima moglie, che scopre il suo matrimonio con Lucia. La morte non viene costruita come una grande scena d’azione mostrata direttamente allo spettatore. Arriva soprattutto come una notizia che attraversa la distanza tra la Sicilia e il Trentino e precipita nella vita della famiglia.
È una scelta coerente con il linguaggio del film. Vermiglio racconta spesso gli eventi storici attraverso le conseguenze che producono nelle stanze, nei letti, nei silenzi e nelle relazioni. Anche Pietro scompare così dal racconto: non come eroe tragico, ma come uomo le cui scelte lasciano due donne vedove e una bambina senza padre.
Perché la moglie di Pietro lo uccide
Lucia non sapeva che Pietro fosse già sposato in Sicilia. Quando lui torna a casa, la verità sui due matrimoni emerge e la prima moglie reagisce sparandogli. Il colpo di pistola unisce in modo brutale due vite che Pietro aveva tenuto separate.
Maura Delpero non trasforma questa donna in un semplice ostacolo alla storia d’amore di Lucia. Le due sono state ingannate dallo stesso uomo e diventano, in modi diversi, vittime della medesima menzogna. La morte di Pietro spezza quindi l’illusione romantica e sposta definitivamente il centro del film sulle conseguenze vissute dalle donne.

Cosa succede a Lucia dopo la morte di Pietro
La notizia della morte di Pietro porta Lucia in una crisi profonda. Ha appena avuto Antonia e fatica a separare la bambina dal dolore provocato dal padre. In alcuni momenti il lutto diventa rifiuto e la giovane perde la capacità di immaginare un futuro possibile.
Il fratello Dino interviene quando Lucia arriva vicino a un gesto irreparabile. Da quel momento comincia una lenta ricostruzione. Lucia affida temporaneamente Antonia alle cure dell’istituto religioso in cui si trova Ada e parte verso la Sicilia, quasi avesse bisogno di vedere con i propri occhi il luogo da cui proviene la parte della storia che le era stata nascosta.
Perché Lucia va in Sicilia
Il viaggio di Lucia non serve a recuperare Pietro. Serve a chiudere il rapporto con l’immagine che aveva costruito di lui. La giovane arriva nella terra del marito, incontra il mondo che non conosceva e si confronta con la sua prima moglie e con la tomba dell’uomo.
Il film lascia alla sequenza una qualità quasi sospesa. Come ha spiegato la stessa presentazione del film a Venezia, il viaggio può essere letto anche come uno spazio mentale necessario a Lucia per attraversare il lutto. Ciò che conta è il cambiamento che produce: Pietro smette di essere un’assenza che domina ogni cosa e Lucia può tornare a guardare Antonia come propria figlia.
Lucia abbandona Antonia?
No, il finale non presenta la separazione da Antonia come un abbandono definitivo. Nel momento di maggiore fragilità Lucia la affida a un luogo in cui può essere accudita mentre lei prova a rimettere insieme la propria vita. Ada, entrata nella vita religiosa, rappresenta anche un collegamento diretto con la famiglia.
La scelta finale di Lucia è orientata al futuro. Deve trovare lavoro e costruire una condizione economica che le permetta di vivere fuori dalla dipendenza totale dalla casa paterna. La maternità resta quindi parte della sua identità, ma non viene raccontata come una condanna che annulla ogni altra possibilità.
Cosa succede ad Ada nel finale
Ada prende una strada diversa dalla sorella. La sua tensione tra desiderio, religione e ruolo imposto attraversa tutto il film e la conduce verso il convento. Anche questa scelta, però, non è rappresentata come un’immagine semplice di obbedienza.
Nel finale le vite delle sorelle si separano e acquistano direzioni autonome. Delpero mostra donne che entrano in ruoli tradizionali e allo stesso tempo li abitano in modi personali, mentre il dopoguerra apre una trasformazione lenta che il piccolo paese può soltanto iniziare a percepire.
Cosa significa il finale di Vermiglio
Il significato del finale è legato prima di tutto al contrasto tra storia collettiva e storia privata. Nel 1945 la guerra termina e l’Europa entra nella pace. Per i Graziadei, invece, proprio quel momento porta la morte di Pietro, la crisi di Lucia e nuovi problemi economici.
La pace non cancella ciò che la guerra ha prodotto. Cambiano le stagioni, nascono bambini, alcuni personaggi partono e altri assumono responsabilità nuove. Il paese continua a vivere, ma non torna esattamente a ciò che era prima.
È qui che la maternità assume un peso centrale. Le donne garantiscono la continuità della famiglia mentre gli uomini sono morti, assenti o incapaci di controllare il futuro. Non è una celebrazione idealizzata del sacrificio femminile: il film mostra il costo di quella responsabilità e il poco spazio di scelta concesso alle protagoniste.
Perché il film si chiama Vermiglio
Vermiglio è innanzitutto il nome del paese trentino in Val di Sole in cui è ambientata la storia. Il luogo non funziona però come semplice sfondo. Le montagne, la neve, le stanze condivise e il ritmo delle stagioni determinano il modo in cui i personaggi crescono, amano e prendono decisioni.
La regista ha raccontato che l’origine del progetto è legata alla storia familiare e al paese del padre. Per questo il titolo identifica un luogo concreto ma anche un mondo che sta per cambiare sotto la pressione della fine della guerra, dell’emigrazione e di una nuova idea di futuro.
Vermiglio in TV su Rai 3 il 12 settembre
Vermiglio è previsto in prima serata su Rai 3 sabato 12 settembre 2026 alle 21:20. Il ritorno televisivo riporta al centro uno dei film italiani più premiati della stagione 2024-2025, vincitore del Leone d’Argento Gran Premio della Giuria a Venezia e poi di diversi David di Donatello.
Se vuoi recuperare il percorso del film puoi leggere il nostro approfondimento su Vermiglio e la candidatura italiana agli Oscar 2025. Trovi anche il riepilogo dei David di Donatello 2025, dove il film di Delpero ha conquistato alcuni dei riconoscimenti principali.
La scheda ufficiale Lucky Red raccoglie trama, cast e materiali del film.
Il finale di Vermiglio lascia quindi Lucia viva, ma profondamente trasformata. Pietro muore dopo che viene scoperta la sua doppia vita, Antonia resta il legame con ciò che è accaduto e Lucia prova a costruire un’esistenza che non sia definita soltanto dall’inganno subito. La guerra finisce, ma il film mostra quanto sia più lenta la ricostruzione delle persone.