Steven Spielberg e gli alieni è un binomio che attraversa quasi cinquant’anni di cinema, ma non tutti i suoi film usano l’extraterrestre nello stesso modo. In Incontri ravvicinati del terzo tipo il contatto è meraviglia e ossessione; in E.T. diventa amicizia e famiglia; ne La guerra dei mondi è trauma e sopravvivenza.
C’è poi un caso che continua a generare una domanda precisa: le creature del finale di A.I. – Intelligenza Artificiale sono alieni? No. Il film le presenta come esseri artificiali estremamente evoluti, discendenti dei Mecha, in un futuro in cui gli esseri umani sono ormai scomparsi.
Il tema torna attuale anche in TV: A.I. – Intelligenza Artificiale va in onda sabato 12 settembre 2026 alle 21:00 su Sky Cinema Drama. È quindi il momento giusto per rimettere ordine nella filmografia fantascientifica di Spielberg e chiarire il suo finale.
Steven Spielberg e gli alieni: i film da vedere
I titoli centrali sono Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T. l’extra-terrestre, La guerra dei mondi e Disclosure Day. A questi si aggiungono due casi di confine: A.I. – Intelligenza Artificiale, dove gli esseri del finale non sono alieni, e Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, che parla di entità interdimensionali.
- Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977): il contatto alieno è una chiamata irresistibile. Roy Neary non combatte gli extraterrestri, li segue, trasformando il film in una storia sul desiderio di conoscere qualcosa che supera la vita quotidiana.
- E.T. l’extra-terrestre (1982): l’alieno diventa una figura fragile che permette a Elliott di affrontare solitudine e separazione. È il lato più tenero della fantascienza spielberghiana.
- A.I. – Intelligenza Artificiale (2001): non è un film sugli alieni, ma usa esseri post-umani per osservare ciò che resta dell’umanità attraverso la memoria di David.
- La guerra dei mondi (2005): l’invasione extraterrestre diventa panico domestico, fuga e collasso sociale. Lo stupore dei film precedenti lascia spazio alla paura.
- Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008): gli esseri che chiudono il film sono definiti interdimensionali, non semplicemente extraterrestri.
- Disclosure Day (2026): Spielberg torna al tema del contatto e della rivelazione pubblica, spostando la domanda da “esistono?” a “che cosa accade quando tutti devono conoscere la verità?”.
A.I. Intelligenza Artificiale: quelli del finale sono alieni?
No, non sono alieni. La confusione nasce dal loro aspetto sottile, luminoso e quasi extraterrestre. Il film, però, compie un salto temporale di duemila anni: l’umanità è ormai estinta e la Terra è ricoperta dai ghiacci. Gli esseri che trovano David sono Mecha estremamente evoluti, cioè forme artificiali discendenti dalle macchine create dagli esseri umani.
Il loro ruolo è fondamentale proprio perché non appartengono a una civiltà aliena. Sono ciò che resta, indirettamente, dell’umanità. Studiano David perché è uno degli ultimi legami viventi con gli uomini che li hanno creati e conserva ricordi, emozioni e desideri modellati su quelli umani.
Finale di A.I. spiegato: cosa succede a David
David ha trascorso circa duemila anni bloccato sotto il ghiaccio, davanti alla statua della Fata Turchina, continuando a desiderare una sola cosa: diventare un bambino vero e riavere l’amore di Monica.
I Mecha del futuro lo recuperano e riescono a ricostruire la casa della sua infanzia a partire dai suoi ricordi. Grazie al materiale genetico conservato su una ciocca di capelli, possono riportare Monica in vita, ma soltanto per un giorno. La donna non può essere ricreata una seconda volta.
David passa così una giornata perfetta con lei. Monica gli dedica tutta la propria attenzione e, prima di addormentarsi per sempre, gli dice che lo ama. È il desiderio che ha guidato David per tutto il film: non diventare biologicamente umano, ma essere amato come un figlio.
David muore alla fine di A.I.?
Il film non mostra una morte nel senso umano del termine. Dopo che Monica si addormenta definitivamente, David si sdraia accanto a lei e chiude gli occhi. La voce narrante suggerisce che, per la prima volta, riesce a raggiungere il luogo dei sogni che inseguiva da sempre.
La scena è volutamente poetica. David è una macchina, ma il suo bisogno di amore è diventato più persistente della stessa civiltà umana. Spielberg chiude quindi il film senza trasformarlo in un bambino “vero”: a renderlo umano, simbolicamente, è il desiderio.
Perché A.I. nasce da un progetto di Stanley Kubrick
Un altro motivo per cui A.I. ha un tono diverso dagli altri film fantascientifici di Spielberg è la sua origine. Il progetto fu sviluppato per anni da Stanley Kubrick, che lavorò sull’idea tratta dal racconto Supertoys Last All Summer Long di Brian Aldiss. Dopo la morte di Kubrick, Spielberg portò avanti il film e ne firmò anche la sceneggiatura.
Questa doppia eredità spiega il contrasto fra ambienti freddi, riflessioni sull’intelligenza artificiale e un nucleo emotivo fortissimo. Per approfondire il percorso del regista puoi leggere anche il nostro ritratto di Steven Spielberg.
Da E.T. a La guerra dei mondi: come cambia l’alieno di Spielberg
Negli anni Settanta e Ottanta l’extraterrestre è soprattutto una possibilità di contatto: può destabilizzare la famiglia, come in Incontri ravvicinati, oppure ricomporla, come in E.T.. Dopo il 2001 il tono si fa più cupo. La guerra dei mondi trasforma l’alieno in minaccia totale e mette al centro un padre che prova semplicemente a tenere unita la propria famiglia.
La pagina ufficiale di Steven Spielberg su Amblin ricostruisce una filmografia in cui fantascienza, avventura e dramma familiare continuano a incrociarsi. È questo il filo comune: l’alieno non serve mai soltanto a mostrare qualcosa di spettacolare, ma a mettere alla prova gli esseri umani.
A.I. in TV e streaming: dove vederlo
A.I. – Intelligenza Artificiale è in programma sabato 12 settembre 2026 alle 21:00 su Sky Cinema Drama. Il film risulta inoltre disponibile in streaming su NOW; la disponibilità sulle piattaforme può cambiare, quindi conviene controllare il catalogo al momento della visione.
Domande frequenti
Gli esseri alla fine di A.I. sono alieni?
No. Sono Mecha molto evoluti, forme artificiali del futuro nate dall’eredità tecnologica dell’umanità.
Perché Monica può tornare in vita solo per un giorno?
I Mecha del futuro spiegano che la ricostruzione di una persona può avvenire una sola volta. David ottiene quindi un unico giorno con sua madre.
David diventa davvero un bambino?
No. Resta un Mecha, ma nel finale ottiene ciò che desiderava davvero: essere amato da Monica come un figlio.
A.I. è un film di Kubrick o Spielberg?
Il progetto fu sviluppato a lungo da Stanley Kubrick; dopo la sua morte Steven Spielberg lo diresse e ne scrisse la sceneggiatura.
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