I Tudors è tornata in streaming in Italia e tutte le quattro stagioni sono disponibili su Netflix. La serie con Jonathan Rhys Meyers, Natalie Dormer e un giovane Henry Cavill può quindi essere recuperata dall’inizio alla fine, per un totale di 38 episodi. La disponibilità italiana su Netflix risulta attiva al 12 agosto 2026.
Quasi vent’anni dopo il debutto, I Tudors sta vivendo una nuova occasione grazie al ritorno nel catalogo italiano della piattaforma. Non è però soltanto una serie storica su Enrico VIII: intrighi politici, tradimenti, relazioni sentimentali e lotte per il potere la rendono ancora oggi molto più vicina a un moderno drama televisivo di quanto la sua ambientazione possa far pensare.
Dove vedere I Tudors in streaming in Italia

I Tudors è disponibile su Netflix in Italia con tutte e quattro le stagioni.
Il ritorno è avvenuto il 4 agosto 2026 e riguarda l’intera serie, dalla prima alla quarta stagione. Anche JustWatch conferma attualmente Netflix come piattaforma italiana sulla quale vedere la serie in streaming.
Per chi vuole controllare direttamente il catalogo, è possibile consultare la pagina di I Tudors su Netflix.
Disponibilità controllata il 12 agosto 2026. I cataloghi streaming possono cambiare, quindi aggiorneremo questa guida nel caso in cui I Tudors venga aggiunta ad altre piattaforme o lasci Netflix.
Quante stagioni ha I Tudors?

La serie è composta da 4 stagioni e 38 episodi complessivi ed è conclusa, quindi non esiste una quinta stagione da attendere.
L’ordine corretto per guardarla è semplicemente:
- I Tudors, stagione 1
- I Tudors, stagione 2
- I Tudors, stagione 3
- I Tudors, stagione 4
Tutte seguono l’ascesa, il regno e la vita privata di Enrico VIII, anche se la narrazione comprime e modifica diversi avvenimenti realmente accaduti.
Di cosa parla I Tudors?

Al centro della storia troviamo Enrico VIII d’Inghilterra, interpretato da Jonathan Rhys Meyers.
La serie parte da un sovrano ancora giovane, circondato da consiglieri, rivali politici e figure della corte che cercano continuamente di influenzarne le decisioni.
Ma la questione destinata a cambiare non soltanto la sua vita, ma anche la storia inglese, è la necessità di avere un erede maschio.
Il matrimonio con Caterina d’Aragona entra progressivamente in crisi e l’arrivo di Anna Bolena, interpretata da Natalie Dormer, porta Enrico verso una serie di decisioni politiche e religiose dalle conseguenze enormi.
I Tudors racconta così matrimoni, tradimenti, esecuzioni, alleanze e conflitti religiosi trasformando la corte inglese in un ambiente in cui praticamente nessuno può sentirsi davvero al sicuro.
Henry Cavill era in I Tudors prima di Superman

Uno degli elementi che rende oggi particolarmente curioso recuperare la serie è il suo cast.
Henry Cavill interpreta Charles Brandon, duca di Suffolk, amico molto vicino a Enrico VIII e uno dei personaggi più importanti delle quattro stagioni.
Quando I Tudors iniziò nel 2007, Cavill non era ancora diventato Superman e non aveva ancora interpretato Geralt di Rivia in The Witcher. Proprio la serie storica rappresentò uno dei passaggi decisivi della sua carriera.
Sul nostro sito abbiamo raccontato proprio questo periodo nel nostro ritratto dedicato alla carriera di Henry Cavill, dalla popolarità ottenuta con I Tudors fino a Superman e The Witcher.
Rivederlo oggi nei panni di Charles Brandon è quindi molto diverso rispetto al 2007: molti spettatori potrebbero conoscere Cavill principalmente come Geralt o Clark Kent e scoprire qui uno dei ruoli che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico.
Chi interpreta Anna Bolena?

Un’altra interpretazione diventata particolarmente celebre è quella di Natalie Dormer nei panni di Anna Bolena.
Il personaggio entra nella vita di Enrico VIII e diventa progressivamente centrale nella serie, contribuendo alla crisi del matrimonio del sovrano con Caterina d’Aragona.
Dormer avrebbe successivamente raggiunto una popolarità ancora maggiore interpretando Margaery Tyrell ne Il Trono di Spade, ma la sua Anna Bolena rimane uno dei personaggi maggiormente associati a I Tudors.
Ed è proprio il cast uno dei motivi per cui la serie è invecchiata meglio di quanto si potrebbe pensare.
I Tudors racconta una storia vera?

Sì, ma non bisogna considerarla una ricostruzione storica perfettamente fedele.
Personaggi come Enrico VIII, Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Thomas More, Thomas Cromwell e Charles Brandon sono figure realmente esistite, e molti degli avvenimenti principali raccontati nella serie derivano dalla storia inglese.
La produzione prende però numerose libertà.
Cronologie vengono compresse, alcuni personaggi vengono modificati e diversi eventi sono adattati per rendere la narrazione televisiva più immediata. Anche la rappresentazione fisica di Enrico VIII attraverso Jonathan Rhys Meyers è volutamente lontana dall’immagine più conosciuta del sovrano negli ultimi anni della sua vita.
Questa libertà fu uno degli aspetti più contestati quando la serie arrivò in televisione. Oggi però è probabilmente più corretto considerare I Tudors un drama ispirato alla storia piuttosto che una lezione di storia trasformata in serie TV.
Perché I Tudors fu tanto criticata?

Quando debuttò nel 2007, la serie divise pubblico e critica soprattutto per due motivi: la scarsa fedeltà ad alcuni eventi storici e il modo estremamente sensuale con cui veniva rappresentata la corte inglese.
La serie privilegiava deliberatamente intrattenimento, passioni, tradimenti e conflitti personali.
A distanza di quasi vent’anni, però, proprio questa impostazione la rende sorprendentemente accessibile per chi è abituato ai moderni period drama.
ComingSoon, parlando del ritorno su Netflix nell’agosto 2026, ha evidenziato proprio come una produzione inizialmente molto criticata sia stata progressivamente rivalutata fino a diventare un piccolo cult televisivo.
Vale ancora la pena vedere I Tudors nel 2026?

Dipende soprattutto da ciò che si cerca.
Chi vuole una ricostruzione rigorosa dell’Inghilterra del XVI secolo dovrà verificare molti degli avvenimenti raccontati separatamente.
Chi invece cerca intrighi di corte, lotte per il potere, romance, tradimenti e personaggi continuamente in pericolo, potrebbe trovare la serie ancora sorprendentemente moderna.
Ha inoltre un vantaggio importante rispetto a molte produzioni contemporanee: la storia televisiva è già terminata.
Non bisogna aspettare nuove stagioni e non esiste il rischio di iniziare una serie cancellata prima di avere un finale.
Quanto tempo serve per vedere tutte le stagioni?

Con 38 episodi, I Tudors richiede una maratona decisamente più abbordabile rispetto a molte serie moderne con numerose stagioni.
La durata degli episodi è generalmente vicina ai 50 minuti, quindi per completare l’intera serie bisogna mettere in conto all’incirca 32 ore.
Guardando due episodi al giorno, per esempio, è possibile completarla in circa tre settimane.
Da I Tudors a The Witcher: come è cambiato Henry Cavill

Per gli spettatori arrivati a Henry Cavill attraverso Netflix, il salto temporale è particolarmente curioso.
In I Tudors interpreta Charles Brandon, uomo di corte, soldato e confidente del re. Molti anni dopo sarebbe diventato Geralt di Rivia in The Witcher, uno dei ruoli più riconoscibili della sua carriera televisiva.
Abbiamo seguito anche la conclusione di quella fase della sua carriera nel nostro approfondimento su Henry Cavill e l’addio a The Witcher.
Il ritorno di I Tudors su Netflix permette quindi anche di recuperare le origini televisive di un attore che negli anni successivi sarebbe diventato protagonista di alcuni dei franchise più importanti del cinema e dello streaming.
I Tudors è quindi su Netflix?

Sì. Al 12 agosto 2026 I Tudors è disponibile legalmente in Italia su Netflix con tutte le quattro stagioni e i 38 episodi della serie.
Il ritorno nel catalogo rende questo un buon momento per recuperarla dall’inizio, soprattutto per chi conosce Henry Cavill da Superman o The Witcher, Natalie Dormer da Il Trono di Spade oppure vuole semplicemente una serie storica già conclusa da guardare senza aspettare nuove stagioni.
E dopo quasi vent’anni, il vero motivo per cui I Tudors continua a funzionare potrebbe essere proprio quello che inizialmente le veniva contestato: non ha mai voluto essere soltanto una ricostruzione della storia, ma una serie costruita per trasformare la storia in spettacolo.