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Lettura: Jessie Buckley, ritratto di un’attrice
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AnticipazioniCinema

Jessie Buckley, ritratto di un’attrice

Il trionfo dell'anticonvenzionale: la parabola di un’attrice che ha preferito l’indagine dell'introspezione alla superficie di Hollywood

Diana Morello 2 minuti fa Commenta! 23
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Jessie Buckley non è soltanto un’attrice e, se c’è una costante nella sua carriera, è proprio quella di non lasciarsi recintare in una singola etichetta. È da sempre in grado di passare con una naturalezza disarmante dai palcoscenici dei teatri londinesi, ai set cinematografici d’autore e alla carriera musicale. Fin dagli esordi, ha rifiutato di vestire ruoli convenzionali, preferendo un approccio viscerale e trasformando ogni performance in un’indagine introspettiva. Jessie Buckley buca lo schermo in modo selvaggio, rivelando gli aspetti più reconditi dell’animo umano.

Contenuti
Jessie Buckley, infanzia e adolescenza dedite all’arteL’esordio televisivoBeast, il debutto cinematograficoSto pensando di finirla qui, protagonista nell’opera surreale di KaufmanLa figlia oscura e la prima nomination agli OscarHamnet, la corsa verso gli Oscar
Jessie buckley

Jessie Buckley, infanzia e adolescenza dedite all’arte

Jessie Buckley nasce il 28 dicembre 1989 a Killarney, nella contea di Kerry, in Irlanda. Primogenita di cinque figli, con un fratello e tre sorelle minori, Jessie trascorre un’infanzia serena nelle campagne irlandesi. La famiglia è completata dal padre Tim Buckley, barista e poeta con la passione per la fotografia, e dalla madre Marina Cassidy, insegnante di canto. Raccontando di quando era bambina, l’attrice ha dichiarato di aver vissuto senza TV fino all’età di dodici anni, ascoltando storie inventate o derivanti dalla religione:

“A casa non abbiamo avuto la tv fino ai miei dodici anni, quindi le prime storie che ho assorbito arrivavano dalla religione, dalle Scritture, dal cattolicesimo. Erano storie abbastanza repressive anche se, all’epoca, neanche me ne rendevo conto… Sì, era una scelta, inventavamo le nostre storie e non credo mi sia mancata la tv fino a quando non l’ho avuta.

È stato mio padre a mostrarmi i primi film e tre attrici sono rimaste con me per sempre. Una è Judy Garland che probabilmente è stata una vittima del sistema ma io la vedevo splendere intensamente: sentivo che si immergeva totalmente nella “benzina” emotiva che aveva dentro, senza curarsi delle conseguenze. Poi ricordo bene Judi Dench e, ancora, la sensazione che non avesse alcuna paura di tirar fuori le emozioni. La terza è Katharine Hepburn. Le ho osservate bene e credo che quel loro non trattenere nulla mi abbia fatto venir voglia di fare l’attrice” .

Jessie buckley

La prima formazione di Jessie avviene presso la Ursuline Secondary School, una scuola in un convento femminile nella quale sua madre insegnava canto, a Thurles, nella contea di Tipperary. Jessie Buckley, sin da piccolissima, ha sempre mostrato grande interesse per la recitazione e la musica e, durante quegli anni, prendeva spesso parte alle recite scolastiche, interpretando anche ruoli maschili. Forse anche grazie al modello materno, Buckley coltiva la sua passione per la musica frequentando corsi di pianoforte, clarinetto e arpa presso la Royal Irish Academy of Music, diventando inoltre membro della Tipperary Millenium Orchestra.

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Avrà poi modo di affinare il proprio talento artistico, canoro e attoriale, durante dei workshop estivi promossi dall’Association of Irish Musical Society (AIMS). È proprio in tale occasione che viene notato lo straordinario talento di Jessie Buckley per la recitazione. Dopo quest’esperienza, infatti, viene spronata a perseguire la sua formazione artistica presso le più prestigiose scuole di recitazione nella capitale londinese.

Grazie alla sua determinazione, nonostante sia stata rifiutata da diverse scuole, Buckley riesce ad entrare nella Royal Academy of Dramatic Art (RADA) all’età di diciassette anni. Durante questo periodo iniziano anche le prime audizioni, tra cui quella per I’d Do Anything, talent show britannico volto alla ricerca del nuovo volto di Nancy per il revival del musical Oliver! Nel West End. Nel 2008 Jessie Buckley arriva in finale, aggiudicandosi però il secondo posto e vedendo come vincitrice del programma Jodie Prenger.

Jessie buckley

Nonostante ciò, il periodo londinese di Jessie Buckley si rivelerà estremamente prolifico. In quegli anni, di fatto, Jessie inizia a calcare numerosi palcoscenici del West End, per musical e spettacoli teatrali che la vedranno recitare accanto a nomi importanti. Dopo aver conseguito il diploma di recitazione nel 2013, Buckley lavora presso lo Shakespeare’s Globe, teatro presso il quale recita in diversi spettacoli, tra cui The Tempest e Henry V, qui al fianco di Jude Law. Ricordiamo inoltre la sua partecipazione ne Il racconto d’inverno, per la compagnia teatrale di Kenneth Branagh, uno spettacolo che riscuote un successo tale da essere successivamente proiettato al cinema nel 2015.

Jessie buckley jude law

L’esordio televisivo

Nel 2016 Jessie Buckley debutta sul piccolo schermo. Dopo una breve comparsa nella serie TV Il giovane ispettore Morse (Endeavour), l’attrice recita nell’adattamento televisivo di Guerra e Pace (War and Peace). La miniserie targata BBC è stata accolta con grande entusiasmo, complice il cast stellare che tra i suoi interpreti vede Paul Dano, James Norton e la giovane Buckley.

Quest’ultima è stata sin da subito considerata come una vera e propria rivelazione: capace di restituire vulnerabilità e profondità al personaggio della Principessa Marya Bolkonskaya, la sua interpretazione è stata definita dal Guardian “una meraviglia”. La sua partecipazione al programma ha segnato profondamente non soltanto la sua carriera, ma anche la sua vita sentimentale. È infatti sul set di Guerra e Pace che nasce una relazione tra Jessie e James Norton. I due sono stati insieme dal 2015 al 2017, lasciandosi poi con una certa asprezza, come raccontato dalla stessa attrice:

“È stata una rottura burrascosa, ma è un lavoro duro avere una relazione e lui è un uomo fantastico e siamo buoni amici. Questo è quanto. […] Se sei via per un anno a girare un film, in certi momenti non ci sei proprio fisicamente”.

Jessie buckley james norton

Nel 2017 è poi tra i protagonisti della serie Taboo, accanto a Tom Hardy. Nello stesso anno recita anche in The Last Post, mentre nell’anno successivo è in The Woman in White.

Beast, il debutto cinematografico

Dopo diversi drammi televisivi in costume, Jessie Buckley approda per la prima volta sul grande schermo nel 2018 nel thriller psicologico Beast, diretto da Michael Pearce. Il titolo segna una svolta decisiva nella carriera dell’attrice che, per la prima volta, ha la possibilità di confrontarsi con un personaggio più complesso, oscuro e moderno.

La storia segue Moll, una giovane donna che vive in una comunità isolata e opprimente, schiacciata dal controllo di una madre gelida e dominante. La sua vita cambia quando incontra Pascal (Johnny Flynn), uno sconosciuto selvaggio e misterioso sospettato di essere un serial killer coinvolto in una serie di omicidi locali. Invece di scappare, Moll ne rimane affascinata, iniziando una ribellione violenta contro la propria famiglia e la società.

Jessie buckley

È in quest’occasione che Jessie Buckley dà prova del suo straordinario talento, restituendoci un personaggio complesso e magnetico. Molti critici hanno descritto la sua prova come uno dei migliori debutti cinematografici degli ultimi anni, l’attrice riesce infatti ad aggiudicarsi il premio come Miglior Esordiente ai British Independent Film Awards (BIFA). Peter Bradshaw del Guardian ha dichiarato:

“Buckley possiede una sorta di carica elettrica naturale”.

La presenza scenica di Jessie Buckley è innegabile, sembra bruciare lo schermo con il suo talento esplosivo ed è stato immediato paragonare la giovane attrice esordiente a mostri sacri come Kate Winslet e Olivia Colman, con cui, peraltro, collaborerà successivamente.

Il titolo che però la consacra definitivamente come una delle attrici migliori della sua generazione sarà A proposito di Rose (Wild Rose, 2018), diretto da Tom Harper. Il film racconta la storia di Rose-Lynn Harlan, una ragazza di Glasgow appena uscita di prigione con due figli piccoli a carico e un sogno folle: lasciare la Scozia per diventare una stella della musica country a Nashville. È un film sul conflitto tra ambizione e responsabilità, tra il desiderio di scappare e le radici che mantengono ancorati al luogo di origine. Ancora una volta, l’attrice buca lo schermo con un personaggio femminile estremamente sfaccettato.

Jessie buckley

Nella pellicola, Jessie ha modo di mettere in mostra non solo le sue capacità recitative, ma anche canore. L’attrice ha dichiarato di sentirsi molto vicina a Rose-Lynn, anche lei cresciuta in una cittadina irlandese con il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo. Ed è proprio questo titolo a lanciarla effettivamente nel panorama cinematografico internazionale. Grazie a questo ruolo, infatti, l’attrice riceve la sua prima nomination ai BAFTA. Inoltre, la colonna sonora del film diventa la numero uno nella classifica inglese degli album di musica country: l’attrice si è esibita in una vera e propria tournée musicale, portando i brani di A proposito di Rose anche sul palco del Glastonbury Festival.

Dopo un ritorno sul piccolo schermo, nel 2019, nell’acclamata serie HBO Chernobyl, Jessie Buckley è nel biopic Judy, diretto da Rupert Goold. In quest’occasione Buckley interpreta un ruolo secondario, mostrando però la sua versatilità e capacità di reggere il confronto accanto a grandi nomi come, in questo caso, quello del premio Oscar Renée Zellweger.

Sto pensando di finirla qui, protagonista nell’opera surreale di Kaufman

Nel 2020 Jessie Buckley affronta un periodo di lavoro intenso, prendendo parte a numerose pellicole nello stesso anno. Tra queste ricordiamo Dolittle (di Stephen Gaghan), L’ombra delle spie (The Courier, di Dominic Cooke), Il concorso (Misbehaviour, di Philippa Lowthorpe) e Sto pensando di finirla qui (I’m Thinking of Ending Things).

Quest’ultimo titolo, dramma psicologico e surreale del maestro Charlie Kaufman, ha rappresentato una sfida complessa per la carriera dell’attrice. Jessie interpreta una giovane donna che parte per un viaggio in auto con il suo nuovo fidanzato, Jake (Jesse Plemons), per conoscere i genitori di lui in una fattoria isolata durante una tormenta di neve. Ma nulla è come sembra: il tempo si piega, l’identità della protagonista sfuma e la realtà stessa inizia a sgretolarsi.

Con una naturalezza disarmante, l’attrice cambia costantemente registro, caratterizzando diversamente il proprio personaggio e riuscendo a trasmettere un senso di profondo disagio e tensione. Distribuito da Netflix, Jessie Buckley viene portata all’attenzione dei grandi registi di Hollywood, dimostrando la sua grande versatilità nel passaggio dai drammi in costume ai film musicali ed infine ai film psicologici ed esistenziali. Per questo titolo, l’attrice viene candidata all’Annual Gotham Indipendent Film Award.

Ancora una volta, Buckley ci fa dono di una performance magnetica, affermandosi come una vera e propria artista che non ha paura di osare e di cimentarsi in ruoli sempre più stimolanti e sfidanti. La stessa attrice ha dichiarato che l’incontro con Kaufman è stato un vero e proprio spartiacque nella sua carriera:

“I suoi mondi sono così ricchi e lui ti offre l’opportunità di crearli insieme, non ti chiede semplicemente di adattarti a un’idea. Ti fa vivere un’esperienza che unisce immaginazione e concretezza. E sono visioni che gli appartengono totalmente. Da giovane vuoi solo lavorare, ma quando ti capita di collaborare con Charlie Kaufman, cominci a riconoscerti come artista. Il suo cinema è unico. In tanti hanno cercato di imitarlo, di fare film come Se mi lasci ti cancello, nessuno ci è riuscito”.

Jessie buckley

Sempre nel 2020, Jessie Buckley è protagonista della quarta stagione dell’acclamata serie antologica Fargo. Per la prima volta nel ruolo di un personaggio cattivo, la donna dimostra la sua trasversalità interpretativa, questa volta con straordinari tempi comici e grande carisma. Buckley in Fargo è stata definita come un cartone animato che prende vita in un film horror: imprevedibile, terrificante e assolutamente esilarante.

Jessie buckley

La figlia oscura e la prima nomination agli Oscar

L’anno seguente viene scelta per interpretare una giovane Olivia Colman ne La figlia oscura (The Lost Daughter), thriller psicologico ispirato all’opera letteraria della nostrana Elena Ferrante e che ha rappresentato il debutto dietro la macchina da presa di Maggie Gyllenhaal. La storia segue una professoressa universitaria che affronta il suo passato inquietante dopo aver incontrato una donna e la sua giovane figlia durante una vacanza in Italia. La sua ossessione per la donna e sua figlia le fa ricordare la sua prima maternità.

Acclamato dalla critica, il film slancia fortemente la carriera di Jessie che, con la sua incredibile performance, si aggiudica la sua prima candidatura agli Oscar. La stessa Olivia Colman ha dichiarato di ammirare profondamente la sua collega, definendola:

“Una delle persone più talentuose con cui abbia mai condiviso un ruolo”.

Buckley non ha mai abbandonato la musica e, nel 2021, è accanto a Eddie Redmayne per il revival del musical Cabaret, per il quale l’attrice ha trascorso intere giornate di religioso silenzio pur di non affaticare la voce in vista di quest’importante ruolo. Non solo il musical si è aggiudicato il premio come miglior revival, ma la performance di Jessie Buckley viene premiata ai prestigiosi Olivier Award, uno dei più importanti riconoscimenti nel settore.

Jessie buckley eddie redmayne

Nel 2022 è poi la volta di Men, horror diretto da Alex Garland abbastanza divisivo che sembra reggersi quasi esclusivamente sull’angosciante interpretazione di Jessie Buckley.

Harper Marlowe, una donna che, dopo aver assistito al tragico suicidio del marito, decide di ritirarsi in una splendida villa nella campagna inglese per elaborare il lutto. Tuttavia, la sua vacanza si trasforma in un incubo quando tutti gli uomini del villaggio (tutti interpretati da Rory Kinnear) iniziano a perseguitarla in modi diversi, incarnando varie forme di misoginia e violenza psicologica.

Una pellicola complessa che tocca temi quali il patriarcato ed il trauma maschile, dove Jessie non è semplice vittima ma una donna ferita che lotta per riconquistare il proprio spazio. Alcuni hanno definito il film come un puro esercizio di stile, per certi versi quasi banale nella rappresentazione di un messaggio esplicitato in modo ridondante durante l’intera storia; per altri invece si tratta di un vero e proprio capolavoro simbolista. Nonostante questa spaccatura, la critica è stata unanime nel lodare il lavoro svolto da Buckley, senza la quale Men non sarebbe mai riuscito. Durante la promozione del film, Jessie ha dichiarato di essere stata attratta dalla sceneggiatura perché non riusciva a smettere di pensarci, definendola un’esperienza viscerale.

Ancora nel 2022 è protagonista di Women Talking – Il diritto di scegliere, film drammatico diretto da Sarah Polley che vede nel cast anche Claire Foy, Rooney Mara e Frances McDormand. La storia segue le donne di una colonia religiosa, le quali rivelano un segreto scioccante che riguarda gli uomini della comunità. Per anni, infatti, hanno drogato le donne e poi le hanno violentate. La verità viene a galla e le donne parlano della loro attuale situazione.

Durante le interviste per il film, la regista Sarah Polley ha lodato Jessie per la sua capacità di portare un’energia “pericolosa” ma necessaria sul set. La stessa Buckley ha descritto le riprese come un’esperienza profondamente trasformativa, sottolineando l’importanza di raccontare una storia di solidarietà femminile dove il conflitto tra donne è visto come un processo democratico e vitale.

Women talking

Nello stesso anno torna a recitare accanto alla collega Olivia Colman in Cattiverie a domicilio (Wicked Little Letters), commedia diretta da Thea Sharrock. Ricordiamo anche Fingernails – Una diagnosi d’amore, di Chrīstos Nikou.

Hamnet, la corsa verso gli Oscar

Dal 2023 l’attrice è al lavoro sul set di Hamnet – Nel nome del figlio, ultima fatica della regista premio Oscar Chloé Zhao. Basato sul pluripremiato romanzo di Maggie O’Farrell, il film si concentra sulla relazione tra Shakespeare (interpretato da Paul Mescal) e la moglie Agnes Hathaway. La trama ruota attorno alla morte del loro unico figlio maschio, Hamnet, all’età di undicini anni, a causa della peste. È una storia devastante sul lutto, sulla creazione artistica (il titolo rimanda infatti alla celebre opera shakespeariana Amleto) e sulla forza soprannaturale di una madre.

Jessie è qui chiamata ad interpretare l’immenso dolore di una madre in lutto, senza essere oscurata dall’ombra del più celebre marito. I due attori protagonisti hanno mostrato un’incredibile chimica sullo schermo, complice la loro amicizia al di là delle macchine da presa. Per la sua prova attoriale, Buckley ha ricevuto la sua seconda candidatura per la statuetta d’oro, ricevendo così tanta attenzione da renderla una delle candidate più quotate della sua categoria, soprattutto dopo la sua vittoria ai Golden Globe. L’attrice ha affermato di sentirsi come un coniglio sotto i riflettori che, nonostante le costanti scelte autoriali a fronte dei blockbuster più grandi, è riuscita ad imporsi silenziosamente sulla scena cinematografica internazionale.

Jessie buckley

Nel descrivere la sua esperienza sul set di Hamnet, Jessie ha dichiarato quanto questo titolo abbia profondamente inciso sulla sua vita personale, tanto da portarla a desiderare una gravidanza. Non è stato un caso, dunque, che esattamente una settimana dopo rispetto al termine delle riprese, la donna sia rimasta incinta del suo attuale marito, Freddie Sorensen. Della loro relazione sappiamo ben poco, in quanto Jessie Buckley è estremamente riservata sulla sua vita privata e tiene particolarmente a preservare la privacy dei suoi cari. Jessie e Freddie sono sposati dal 2023 e, dalla loro unione, è nata una figlia.

“Non mi sorprende essere rimasta incinta una settimana dopo aver finito le riprese, perché avevo come invocato… è stato anche molto intenso avvertire quel bisogno mentre mi trovavo in questo stato di ‘madre assoluta’, senza che fosse ancora una cosa reale.

Ci sono stati momenti che mi hanno spezzato il cuore perché stavo vivendo in questo mondo alterato, dove io ero assolutamente ‘quello’. Mi dicevo: ‘Beh, devi solo avere pazienza’.

Penso che mentre giravo Hamnet, desiderassi profondamente diventare madre io stessa. Ed è stato un dono immenso attraversare questa donna, la sua maternità, il suo amore e il suo lutto, prima di diventare madre io stessa”.

Tra i prossimi progetti in programma, Jessie Buckley interpreterà la sposa di Frankenstein ne La Sposa! (The Bride!), tornando a collaborare con Maggie Gyllenhaal, qui di nuovo in veste di regista.

“È un film così alternativo, una sfida a qualsiasi aspettativa, è fuori di testa, punk, spericolato, coraggioso, sia visivamente che nel linguaggio. Quando ho letto lo script non avevo idea di come l’avrei interpretata e questa cosa mi gasava. Mi sono divertita da morire”.

Jessie buckley

In un’industria che spesso premia la perfezione levigata, Jessie Buckley ha costruito la sua carriera sulle crepe. La sua traiettoria artistica è un viaggio di ritorno verso l’essenza umana, dove il confine tra chi recita e chi vive si fa sempre più sottile. Jessie Buckley rimane, oggi più che mai, un’eccezione necessaria: un’attrice che rifugge dalle etichette e che, in un’ascesa lenta ma costante, ha sempre privilegiato la sua visione artistica personale e coraggiosa, dando vita a figure femminili segnate da fratture, senza scadere in semplificazioni e stereotipi.

“Non stare nelle gabbie nelle quali le persone culturalmente vorrebbero che tu fossi. Quando ero ragazzina mi dicevano che dovevo essere carina, stare al mio posto, essere aggraziata, stare in ordine. Ma io sentivo un fuoco dentro e ho scelto di ascoltare quello”.

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