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Zustìssia è una storia vera? Beniamino Zuncheddu e i 33 anni in carcere

Il film di Francesco Piras ricostruisce il caso giudiziario di Beniamino Zuncheddu, concluso con l'assoluzione del 2024.

Zustissia
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Sì, Zustìssia racconta una storia vera: quella di Beniamino Zuncheddu, pastore sardo rimasto in carcere per circa 33 anni dopo una condanna all’ergastolo legata a un triplice omicidio del 1991. La sua assoluzione è arrivata il 26 gennaio 2024, dopo la revisione del processo. Il film di Francesco Piras, nelle sale italiane dal 15 ottobre 2026, ricostruisce soprattutto la battaglia per far riconoscere l’errore giudiziario.

Chi è Beniamino Zuncheddu e perché fu condannato?

Zuncheddu era un pastore della Sardegna. La vicenda giudiziaria ha origine da un triplice omicidio avvenuto nel 1991 nell’area di Sinnai, nel sud dell’isola. L’uomo fu riconosciuto colpevole e condannato all’ergastolo, trascorrendo gran parte della propria vita adulta in detenzione. La successiva assoluzione non è il finale inventato per il cinema: è il risultato di una vicenda processuale reale. Definire semplicemente il film un giallo sulla ricerca dell’assassino sarebbe riduttivo, perché il suo centro narrativo è la ricostruzione di una condanna ingiusta e della strada difficile verso la revisione.

Come finisce la storia vera? L’assoluzione del 26 gennaio 2024

La data fondamentale è 26 gennaio 2024, quando arriva l’assoluzione dopo la revisione del processo. Il dato è riportato nella scheda di Filmitalia, che presenta anche l’origine dell’opera cinematografica. La sentenza riconosce l’innocenza di Zuncheddu dopo circa 33 anni di detenzione. Non bisogna confondere il suo ritorno alla libertà con la possibilità di restituirgli gli anni perduti: è proprio questa frattura a dare al racconto il suo significato umano.

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Chi è Mauro Trogu, l’avvocato interpretato da Michele Riondino?

Mauro Trogu è l’avvocato che ha condotto una lunga battaglia per ottenere la revisione. Nel film è interpretato da Michele Riondino, mentre Fabrizio Ferracane presta il volto a Beniamino Zuncheddu. Il percorso legale non è un dettaglio secondario: mostra come siano stati necessari anni di lavoro e una contestazione della ricostruzione precedente per arrivare alla decisione del 2024. La sinossi ufficiale descrive l’impegno del legale come gratuito, pro bono.

Zustìssia è tratto da un libro?

Sì. Il punto di partenza è Io sono innocente, il libro firmato da Beniamino Zuncheddu e Mauro Trogu e pubblicato da De Agostini. La trasposizione seleziona naturalmente situazioni e dialoghi per il linguaggio cinematografico: per questo è corretto dire che il film si basa su fatti reali, non che ogni battuta o ogni sequenza equivalga a una trascrizione degli atti giudiziari. La distinzione tra documentazione del caso e ricostruzione drammatica è importante per chi cerca quanto sia fedele la pellicola.

Cast, regista e durata del film

Zustìssia è diretto da Francesco Piras. Accanto a Ferracane e Riondino figurano nel cast Geppi Cucciari, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella e Philippine Leroy-Beaulieu. La durata è di 111 minuti e la distribuzione italiana è curata da PiperFilm. Sono informazioni confermate dalla scheda professionale Filmitalia.

Quando vedere Zustìssia al cinema e dove controllare le proiezioni

Il film esce nelle sale italiane giovedì 15 ottobre 2026. La programmazione effettiva varia da città a città e da sala a sala: per conoscere giorni, orari e biglietti conviene consultare il cinema della propria zona. Al debutto non va confusa la distribuzione in sala con un’eventuale disponibilità su piattaforme streaming, per la quale occorre una conferma separata. Per orientarti tra altre uscite e approfondimenti cinematografici, puoi leggere anche la storia dietro Je so’ pazzo e la vicenda reale raccontata in Papillon.

Perché il titolo Zustìssia è importante

Il titolo richiama la parola sarda per giustizia e concentra in un termine il cuore del film: non solo l’assoluzione giudiziaria, ma il desiderio di riottenere dignità, libertà e rapporto con la propria terra. È questo il motivo per cui la storia interessa anche chi normalmente non segue i film giudiziari: dietro gli atti e le udienze c’è una persona cui è stata sottratta una parte enorme della vita.

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