Attesissimo il ritorno di Daniel Craig nel nuovo film di Rian Johnson, Wake Up Dead Man: Knives Out. Una trilogia composta da tre storie a se stanti, ciascuna con una impronta diversa. Ma, prima di qualsiasi considerazione, ti racconto brevemente la trama dell’ultimo film.
Sinossi
Benoit Blanc si trova tra le mani un caso a sfondo religioso. Un chiesetta neo-gotica del XIX secolo guidata da un insolito Monsignor Jefferson Wicks (Josh Brolin). Quest’ultimo aizza le povere anime, le scuote affinché reagiscano in un mondo che potrebbe annientarle, al contempo alimentando la loro rabbia. Un giorno, durante un’omelia, il Monsignore viene trovato morto.
Accusato del suo omicidio il giovane prete Jud Duplenticy (Josh O’Connor) poiché non condivideva la sua idea di professare la Chiesa. Fortunatamente, l’investigatore Blanc compare sulla scena per portare un po’ di chiarezza, tuttavia parrebbe un caso impossibile da risolvere. Come avrebbe fatto l’assassino a compiere l’efferato omicidio senza farsi scoprire da tutta la comunità presente?
Wake Up Dead Man: Knives Out. Inquietudine e perplessità
Un inizio inaspettato e irriverente, che strappa qualche risata. Dopodiché il buio. L’atmosfera si incupisce, fino allo svelamento della verità. È diverso dai precedenti, mostrandosi molto più angosciante. Un Monsignore giustiziere – si definisce ‘guerriero di Cristo’ – dal quale nessuno vorrebbe mai farsi confessare. Per non parlare di poche determinanti scene, degne di un horror.
Una trama oscura e articolata, intrigante nella sua essenza perché, essendo un caso impossibile, ti porti fino alla fine la seguente domanda: com’è possibile? Paradossalmente, la storia si rivela poco coinvolgente nella sua struttura narrativa e a causa dei personaggi, troppo deboli – alcuni sono presenze di contorno, senza utilità. Solo pochi si salvano in quanto il focus è centrato su di loro.
Si parla del Monsignor Wicks, Jud Duplenticy e Martha, quest’ultima perpetua di Jefferson stesso e custode di un segreto, eredità del precedente Monsignore – Martha è interpretata da un’intensa Glenn Close e la sua recitazione eleva il film Wake Up Dead Man: Knives Out. Anche Daniel Craig si conferma una certezza – la sua presenza è rassicurante – tuttavia risulta più spento.
Spento rispetto agli altri due film che precedono Wake Up Dead Man: Knives Out, quindi Cena con Delitto-Knives Out e Glass Onion: Knives Out – si avrebbe un aggettivo per ogni film: classico il primo, surreale il secondo, dissacrante il terzo. Nonostante abbia manifestato meno reattività – perché l’ambiente religioso non è la sua comfort-zone, dichiarandosi ateo – il suo intuito resta infallibile.
Wake Up Dead Man: Knives Out desta perplessità e, questa volta, il regista può non aver convinto a fondo lo spettatore. Dubbi sulla trama, ci si interroga sui personaggi e, alla fine, una sola domanda: piace oppure no? Se confrontato con le altre due opere cinematografiche, si perde interesse, ad ogni modo si possono individuare tre aspetti positivi: l’indagine, il cast e la riflessione che ne emerge.
Il crimine in esame può suscitare curiosità – chi è l’assassino? Tutti avrebbero un movente – ma sviluppato in modo poco accattivante. Tra gli attori, spicca Glenn Close poiché la sua misteriosa intensità colpisce particolarmente – nelle prime scene, ricorda Cloris Leachman in Frankenstein Junior per il suo modo di manifestarsi austera e la fisicità. Infine, l’osservazione che ne ho ricavato.
Wake Up Dead Man: Knives Out mette in luce il fallimento della Chiesa grazie al personaggio del Monsignor Wicks. Sebbene sia un personaggio fortemente minaccioso, le sue omelie accusatorie puntano a sminuire il valore del perdono, come se volesse punire i peccatori senza aspettare una giustizia divina che, magari, nemmeno esiste. Una disillusione dinanzi alla colpevolezza dei credenti.
