Nel finale di V per Vendetta V muore dopo lo scontro con Creedy, ma il suo piano continua grazie a Evey. Dopo aver eliminato Sutler e Creedy, il protagonista lascia a lei la scelta decisiva: fermarsi oppure inviare il treno carico di esplosivo verso il Parlamento.
Come finisce V per Vendetta?
V arriva al confronto finale dopo aver stretto un accordo con Creedy: gli offre la possibilità di consegnargli il cancelliere Sutler in cambio della propria resa. Creedy accetta e uccide Sutler, sperando poi di eliminare anche V e prendere il controllo della situazione.
Il piano però gli si ritorce contro. Gli uomini di Creedy sparano ripetutamente a V, che riesce comunque a reagire grazie alla protezione indossata sotto il costume. V uccide gli uomini armati e infine Creedy, ma i colpi ricevuti sono fatali.
V muore davvero?
Sì, V muore. Ferito mortalmente, torna da Evey e crolla davanti a lei. La sua morte chiude l’arco personale della vendetta contro gli uomini responsabili di Larkhill, ma non chiude il progetto politico e simbolico che aveva costruito.
Evey mette il corpo di V sul treno insieme alle rose e agli esplosivi. È un funerale e allo stesso tempo il passaggio di consegne: da quel momento non è più V a decidere il futuro, ma Evey.
Perché Evey fa esplodere il Parlamento?
Evey sceglie di azionare il treno perché comprende che il gesto non riguarda più soltanto la vendetta di un uomo. Il Parlamento rappresenta il potere del regime di Norsefire e la distruzione dell’edificio diventa il segnale pubblico che l’ordine costruito sulla paura può essere spezzato.
Inspector Finch raggiunge Evey nel tunnel, ma non la ferma. Anche lui ha ormai ricostruito la responsabilità del regime e comprende che l’intero sistema è fondato su manipolazione e violenza. La sua scelta di abbassare l’arma rende possibile l’ultimo atto del piano.

Chi sono le persone con la maschera alla fine?
La folla che raggiunge il Parlamento indossa la stessa maschera di Guy Fawkes usata da V. Quando i cittadini se la tolgono, il film mostra anche volti di personaggi che avevamo visto morire. Non significa che siano tornati in vita: è una scelta simbolica per dire che il movimento non appartiene a un solo individuo.
La risposta di Evey a Finch riassume questa idea: V non è più identificabile con un volto preciso. Il personaggio ha costruito un simbolo che può sopravvivere alla sua morte perché altre persone possono riconoscersi nello stesso rifiuto della paura.
Perché i soldati non sparano sulla folla?
Con Sutler e Creedy morti, la catena di comando è spezzata. I militari attendono ordini che non arrivano e alla fine lasciano passare i cittadini. È un dettaglio importante: il regime non crolla soltanto perché un edificio esplode, ma perché le sue strutture smettono di funzionare nel momento in cui nessuno riesce più a imporre la paura.
Cosa significa davvero il finale?
Il film separa volutamente l’uomo dall’idea. V può morire perché il suo obiettivo finale non è sopravvivere: vuole dimostrare che il regime non è invulnerabile e che la popolazione può scegliere di non obbedire. Evey completa il percorso perché prende una decisione autonoma, non perché esegue semplicemente un ordine.
La distruzione del Parlamento è quindi il culmine visivo di un cambiamento già iniziato. La parte più importante è la folla che avanza senza sapere chi si nasconde dietro ogni maschera: il simbolo funziona proprio perché non ha più bisogno di un unico leader.
Il finale del film è uguale al fumetto?
No, ci sono differenze importanti. Nel film Creedy uccide Sutler e V elimina Creedy prima di morire per le ferite ricevute. Nel fumetto il percorso finale cambia e il ruolo di Evey dopo la morte di V è più esplicito: l’eredità del personaggio continua in una forma diversa e più direttamente legata alla sua identità.
Se vuoi approfondire il confronto, sul sito trovi già V per Vendetta: meglio il film o il fumetto? e il nostro approfondimento Vi voglio raccontare… V per Vendetta. La scheda ufficiale Warner Bros. Italia conferma regia, cast e origine dal fumetto.
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