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Unbelievable racconta la vera storia di un'inchiesta su uno stupratore seriale

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Unbelievable è una drammatica storia vera, il dramma di uno stupro che diede il via ad una sorprendente indagine e ad una sensazionale condanna

Unbelievable, una serie Netflix disponibile dal 13 settembre, è assolutamente da non perdere! Racconta la vicenda che ha dato impulso ad un’importante indagine per stupro, frutto della cooperazione tra diversi distretti di polizia. Nello specifico, si tratta dell’inchiesta denominata An unbelievable story of rape, curata dai giornalisti T. Christian Miller e Ken Armstrong e premiata, nel 2016, con il Premio Pulitzer per il giornalismo investigativo.

La mini-serie, composta da 8 episodi della durata di 50 minuti ciascuno, ha un titolo incisivo e rivelatore, poiché inizia con la denuncia di uno stupro da parte di una giovanissima ragazza, Marie Adler (Kaitlyn Dever, già vista in La rivincita delle sfigate, Bad Teacher) aggredita in casa propria, nel cuore della notte. L’assenza di evidenti tracce dello stupratore, un pessimo sistema investigativo, una serie di pregiudizi sul background della giovane e sul suo carattere e l’incapacità professionale ed empatica dei detective che acquisiscono la denuncia, la spingono a ritirare la denuncia e a dichiarare di essersi inventata tutto.

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Tre anni dopo, a kilometri di distanza dalla casa di Marie, un’altra ragazza viene aggredita e stuprata e la detective incaricata di indagare sulla vicenda (interpretata da Merrit Wever, già vista in The Walking Dead) inizia a sospettare che, date le peculiari caratteristiche dell’aggressione, lo stupratore possa essere un criminale abituale ed aver colpito più di una volta. Riesce, fortuitamente, a conoscenza di una serie di aggressioni simili sulle quali sta indagando un’altra detective (Toni Collette) e le due donne decidono di unire l’indagine e scovare lo stupratore.

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A parte l’indubbio talento del cast scelto per la serie, la narrazione beneficia di una sceneggiatura scritta a regola d’arte e di dialoghi semplicemente perfetti. Non è truce senza ragione, è dura, onesta e reale quanto basta. E’ ricreato un bel parallelismo, tra l’altro, tra la sensibilità dei detective donna ed il senso di inadeguatezza e l’imbarazzo misto a diffidenza dei detective uomini. L’argomento trattato è molto delicato ed alcuni contesti, alcuni racconti sono estremamente forti da ascoltare (soprattutto se si pensa che si tratta di vicende assolutamente vere), ma non vengono inserite immagini troppo cruente o scene violente a iosa. Non ce n’è bisogno, lo spessore degli episodi è tale da interessare lo spettatore ed inchiodarlo allo schermo. Io ne sono stata rapita, ho guardato un episodio dopo l’altro in rapida successione, non riuscivo a smettere e dopo averla terminata, mi sono informata sulla vicenda reale occorsa a Marie Adler.

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LA VERA STORIA CHE HA ISPIRATO UNBELIEVABLE:

Il 13 agosto 2008, Marie, nella centrale di polizia di Lynnwood raccontò di essere stata stuprata, ma dal momento che nella sua deposizione dinnanzi al detective sostenne (diversamente da quanto dichiarato sul luogo dell’aggressione) di aver telefonato alla madre adottiva non appena era riuscita liberare i piedi che l’aggressore le aveva immobilizzato, ma non le mani, fu ritenuta una possibile bugiarda, una ragazza in cerca di attenzioni. La convinzione del detective che Marie stesse mentendo fu foraggiata dai suoi trascorsi, essendo stata abbandonata dai genitori biologici, costretta da bambina a mangiare cibo per cani e passata di famiglia in famiglia. Tanto bastò per sottoporla ad un’inquisizione stressante e crudele durante la quale Marie fu spinta a dichiarare di aver inventato tutto.  Fu poi messa alla gogna mediatica, cacciata dalla sua abitazione, ricoperta di insulti, allontanata da tutti i suoi affetti ed addirittura citata in giudizio  e condannata per falsa testimonianza.

In Colorado, due detective (veri nomi: Detective Stacy Galbraith ed il Sergente Edna Hendershot) incrociarono i dati di ripetute aggressioni ai danni di vittime di sesso femminile, che sembravano somigliarsi nel modus operandi dell’aggressore. Dopo una lunga ed intensa indagine, furono in grado di ricostruire l’identità del responsabile di una sorprendente quantità di stupri (fu utilizzato il sistema di identificazione del DNA maschile di una determinata famiglia). Il 33enne Marc O’Leary fu prontamente arrestato e condannato alla pena dell’ergastolo. Aveva studiato e perfezionato le tecniche di pulizia delle scene del crimine e si spostava di contea in contea per fare in modo che, data la scarsa comunicazione tra i distretti, non fosse mai attenzionato per più di uno stupro nella stessa giurisdizione. Aveva, inoltre, conservato oggetti e fotografie delle sue vittime e fu così che le detective scoprirono che anche Marie Adler era stata aggredita dall’uomo.

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Le vere detective della vicenda Det. Stacy Galbraith e Sgt. Edna Hendershot

Steven Rider, il comandante dell’unità di investigazione, ammise l’errore: ‘Abbiamo sbagliato di grosso. Facciamo questo lavoro per aiutare le persone, non per fare loro del male’. Ma Marie, forte e combattiva, ha intentato causa contro la città di Lynnwood ed ha ottenuto nel 2014 un risarcimento di 150.000 dollari, è riuscita a riprendersi la sua vita e a far conoscere la verità al mondo.

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