Chi non ha mai amato il caro orsetto mangione, dolcino e coccoloso “Pooh”?

Winnie the Pooh” è stato scritto inizialmente da Alex Ross Perry, il film riscritto da Tom McCarthy  e da Allison Schroeder.

E’ il 1949 e Christopher Robin è ormai adulto, soffocato dalle responsabilità e in balia dei traumi della seconda guerra mondiale, manager in carriera alla ricerca di una risorsa per evitare il licenziamento di vari dipendenti. Christopher ormai ha perso il suo senso della meraviglia, il classico di ogni bambino che una volta cresciuto si disperde, arrivando a sacrificare gli affetti più cari. Winnie the Pooh lo riporterà indietro nel tempo ritrovando la sua infanzia perduta.

Quanto tempo è passato da quando Christopher Robin non rivedeva il suo amico Pooh? E quanto tempo è passato da quando tutti noi non vedevamo l’orsetto goloso di miele sui nostri schermi?

Dopo “Vi presento Christopher Robin” (2017), il live action del regista Marc Forster ci fa tornare indietro nella nostra infanzia con la letteratura per ragazzi e i vecchi cartoni Walt Disney.

Forster immagina in quel modo, l’incontro tra Chris e Pooh a Londra. Il bambino che ispirò il padre scrittore A.A. Milne è diventato adulto ed ha perso il suo stupore per il mondo. Dunque serve l’aiuto del caro e vecchio amico Winnie the Pooh!

A dire il vero, serve anche a noi.

L’incontro con il vecchio amico Pooh, ricorda che c’è ancora tanto da imparare e che la vita ha bisogno sempre di un pizzico di magia.

In effetti, dentro ad ogni adulto, esiste un bambino interiore che abbiamo seppellito, che aspetta di uscire e ritornare a meravigliarsi del mondo che lo circonda.

Ma andiamo ad approfondire qualche curiosità su questo tenero orsetto che piace a grandi e piccini. Chi è Winnie the Pooh?

È un orso di pezza vestito con una mini T-shirt rossa. L’orsacchiotto vive in una quercia al centro di un “bosco”, che in realtà è il giardino frutto della fantasia di Christopher Robin. Come ben ricordiamo, non esiste solo Winnie, ma anche tanti altri amici: l’asinello Ih-Oh, la tigre Tigro, il maialino Pimpi.

Perché proprio “Winnie the Pooh”?

Winnie the Pooh deve il suo nome all’orsacchiotto del figlio di Milne, Christopher Robin. Il bambino aveva ribattezzato “Winnie” il suo peluche dopo aver visto un cucciolo d’orso allo zoo. “Pooh” invece è il nome di un cigno.

Il “Bosco dei Cento Acri”, finzione o realtà?

Come anticipato, il “Bosco dei cento acri” nell’immaginario di Christopher era il luogo in cui viveva Pooh con i suoi amici, inizialmente frutto della fantasia che in realtà non era che il giardino dei genitori. Però precisiamo che il luogo a cui si è ispirato esiste sul serio! Un bosco pieno di betulle e querce.

Il Bosco dei Cento Acri è ispirato ad una casa di campagna acquistata da Milne e la sua famiglia nel Sussex, immersa nella foresta di Ashdown.

Aggiungiamo pure che il nostro orsetto, nei libri di Milne, è un’artista! Lo ricordavate?

Pooh è un orso pasticcione con un’anima artistica, il suo passatempo preferito è comporre canzoni.

Nonostante tutte queste fantastiche curiosità, sappiate che ai tempi il “vero” Christopher Robin, quando scoprì che il padre l’aveva usato come ispirazione per la creazione delle storie di Winnie the Pooh, si arrabbiò moltissimo, ma ormai era al centro dell’attenzione mediatica grazie all’enorme successo.

Ovviamente, noi speriamo che il figlio abbia risolto il rancore verso il padre, visto che ha creato un personaggio entrato nel cuore di tutti.

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