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Tony – Diario di un giovane cuoco: cosa è vero e cosa è inventato nella storia di Bourdain

Provincetown e Nancy sono reali, ma Chef e Sal nascondono una storia molto più complessa: ecco cosa il film prende davvero dalla vita di Anthony Bourdain.

10 min di lettura
Tony

Tony – Diario di un giovane cuoco racconta una parte realmente vissuta da Anthony Bourdain, ma non è una ricostruzione letterale della sua giovinezza. Sono veri il periodo trascorso a Provincetown, il lavoro nelle cucine, il ristorante The Flagship e soprattutto Nancy Putkoski, che sarebbe diventata la sua prima moglie. Altri elementi sono invece modificati, compressi o costruiti unendo più persone reali: è il caso soprattutto dello Chef interpretato da Antonio Banderas e di Sal.

La distinzione è importante perché il film di Matt Johnson non vuole raccontare tutta la vita di Bourdain. Prende una breve fase della sua giovinezza e la trasforma nella storia dell’estate in cui Tony comincia a intuire che la cucina potrebbe diventare il suo futuro.

La stessa presentazione ufficiale italiana di I Wonder Pictures parla infatti dell’estate che trasforma un giovane irrequieto nell’uomo destinato a diventare Anthony Bourdain.

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Ma tra ciò che accadde davvero e quello che vediamo sullo schermo ci sono differenze sostanziali.

Tony – Diario di un giovane cuoco è una storia vera?

Sì, ma soltanto nel senso più ampio del termine.

Anthony Bourdain trascorse realmente parte della propria giovinezza a Provincetown, nel Massachusetts. Lavorò nelle cucine della località, cominciando anche come lavapiatti, e quell’ambiente contribuì in maniera decisiva alla scelta di intraprendere una carriera nella ristorazione.

Bourdain raccontò successivamente quelle esperienze nelle prime pagine di Kitchen Confidential, il libro che molti anni dopo lo avrebbe trasformato da chef conosciuto soprattutto nell’ambiente newyorkese in una figura pubblica internazionale.

Il film parte proprio da quel materiale.

Gli sceneggiatori hanno però spiegato che i ricordi disponibili su quel periodo erano pochi e già fortemente narrativi. Anche Bourdain, quando scriveva di se stesso, tendeva a rendere gli episodi più affilati, divertenti e memorabili.

Per questo Tony non cerca di stabilire esattamente cosa accadde giorno per giorno.

Cerca invece di ricostruire il tipo di ragazzo che Bourdain poteva essere prima della fama.

ElementoNel filmNella realtà
Anthony BourdainProtagonista interpretato da Dominic SessaPersona reale
NancyRagazza che Tony segue a ProvincetownBasata su Nancy Putkoski
ProvincetownLuogo della sua trasformazioneRealmente fondamentale nella giovinezza di Bourdain
The FlagshipPrimo grande contatto con la cucinaRistorante reale dove Bourdain lavorò
Chef di Antonio BanderasUn unico mentore decisivoPersonaggio costruito combinando più influenze
Ciro CozziNon compare letteralmente con la propria identitàFigura reale legata alle esperienze di Bourdain
SalCollega e influenza autodistruttivaPersonaggio composito
Arrivo di Tony per inseguire NancyMotore narrativo del filmFortemente modificato
Formazione culinariaConseguenza quasi diretta di una sola estatePercorso reale più graduale

Nancy è realmente esistita?

Tony - diario di un giovane cuoco

Sì.

Nancy è uno dei personaggi più chiaramente collegati a una persona reale.

La ragazza interpretata da Emilia Jones è basata su Nancy Putkoski, che conobbe Bourdain quando entrambi erano molto giovani e che molti anni dopo sarebbe diventata la sua prima moglie.

Tony e Nancy frequentarono la Dwight-Englewood School nel New Jersey. Putkoski era più grande di lui e il loro rapporto precedeva di molto il periodo raccontato dal film.

I due si sposarono nel 1985 e rimasero sposati fino al 2005.

Quindi il film non inventa l’importanza di Nancy nella vita del giovane Bourdain.

Modifica però profondamente il modo in cui Tony arriva a Provincetown.

Tony seguì davvero Nancy fino a Provincetown?

Non nel modo mostrato nel film.

Questa è una delle differenze più nette.

Nel film Tony apprende che Nancy trascorrerà l’estate a Provincetown e decide impulsivamente di raggiungerla, anche dopo una delusione legata alle proprie ambizioni letterarie.

Nella realtà la loro relazione era già molto più consolidata.

Il fact-check di Vanity Fair sul film e la vera vita di Bourdain ricostruisce infatti che Bourdain arrivò perfino a terminare anticipatamente la scuola superiore per poter frequentare Vassar insieme a Nancy.

Il viaggio a Provincetown non nacque quindi semplicemente dall’inseguimento improvviso di una ragazza.

I due pianificarono insieme di trascorrere del tempo lì.

Il film trasforma quella relazione già esistente in una storia sentimentale più immediata perché ha bisogno di una ragione semplice per mettere Tony sulla strada che lo porterà nelle cucine.

Nancy è vera.

Il modo in cui Tony la segue è drammatizzato.

Anthony Bourdain lavorò davvero come lavapiatti a Provincetown?

Sì, ed è uno dei pilastri autentici del film.

Da giovane Bourdain lavorò realmente al The Flagship, un ristorante di Provincetown oggi non più in attività.

Cominciò svolgendo mansioni molto lontane dall’immagine dello chef famoso che conosceremo anni dopo.

Bourdain raccontò quell’esperienza in Kitchen Confidential, anche se nel libro cambiò il nome del locale chiamandolo Dreadnaught.

Il contatto con la cucina professionale fu decisivo.

Quel mondo era fisico, rumoroso, anarchico e regolato contemporaneamente da gerarchie rigidissime. Bourdain ne rimase affascinato.

È quindi corretta l’idea centrale di Tony: Provincetown e le cucine cambiarono realmente la traiettoria della sua vita.

Il film comprime però quella trasformazione, facendo sembrare che quasi tutto avvenga durante un’unica estate e grazie a poche persone.

La realtà fu più graduale.

The Flagship esisteva davvero?

Tony - diario di un giovane cuoco - fotogramma del film

Sì.

The Flagship era realmente un ristorante di Provincetown e Bourdain vi lavorò durante la propria giovinezza.

Oggi il ristorante non esiste più, ma rimane strettamente associato alla sua storia.

Un’altra importante realtà gastronomica di Provincetown esiste invece ancora: Ciro & Sal’s, fondato da Ciriaco “Ciro” Cozzi e Salvatore Del Deo.

Bourdain lavorò anche nell’ambiente legato a Ciro e raccontò successivamente esperienze ispirate a quel locale.

Curiosamente, Kitchen Confidential modifica ancora una volta i nomi: Bourdain chiamò “Mario’s” il ristorante riconducibile a quell’esperienza.

Questo è un buon esempio di quanto sia difficile parlare di Tony separando nettamente realtà e finzione.

Il film rielabora ricordi che Bourdain stesso aveva già trasformato in racconto.

Lo Chef di Antonio Banderas è realmente esistito?

Non esattamente.

Antonio Banderas interpreta semplicemente Chef, un uomo severo ma capace di riconoscere il potenziale di Tony.

Nel film diventa quasi una figura paterna.

È colui che mostra al giovane Bourdain che la cucina non deve essere necessariamente soltanto caos, droghe e notti senza regole. Può diventare disciplina, mestiere e identità.

Dietro Chef esistono influenze reali, ma non è corretto cercare un’unica persona perfettamente identica al personaggio.

Banderas ha indicato pubblicamente Ciriaco “Ciro” Cozzi come una delle figure che hanno ispirato la sua interpretazione.

Cozzi è realmente esistito e fondò Ciro & Sal’s insieme a Salvatore Del Deo.

La storia ufficiale di Ciro & Sal’s conferma che i due fondarono il locale negli anni Cinquanta e che il ristorante diventò una vera istituzione di Provincetown.

Allo stesso tempo, gli sceneggiatori hanno collegato Chef anche al mentore soprannominato Bigfoot raccontato da Bourdain in Kitchen Confidential.

Il personaggio interpretato da Banderas è quindi meglio descritto come una sintesi narrativa di più uomini e di più periodi della carriera di Bourdain.

Bigfoot era Andy Menschel?

Qui conviene essere prudenti.

Bourdain parla a lungo di un importante mentore soprannominato Bigfoot in Kitchen Confidential, ma nel libro non ne rivela esplicitamente l’identità.

Negli anni diversi lettori e ricostruzioni lo hanno identificato con il ristoratore Andy Menschel.

Non bisogna però trasformare automaticamente questa identificazione in un dato dichiarato dallo stesso Bourdain.

Quello che conta per comprendere il film è un altro punto: parte delle caratteristiche attribuite a Bigfoot confluiscono nello Chef di Antonio Banderas, anche se il film sposta cronologicamente quell’influenza verso gli anni di Provincetown.

Ciro Cozzi è quindi il vero Chef?

Tony - diario di un giovane cuoco - fotogramma del film

Solo in parte.

Ciriaco Cozzi è una persona reale e il suo nome è effettivamente collegato alla formazione culinaria di Bourdain.

Ma dire semplicemente Chef = Ciro Cozzi sarebbe riduttivo.

Nel film un solo personaggio deve svolgere contemporaneamente diverse funzioni:

  • proprietario del ristorante;
  • mentore;
  • figura paterna;
  • modello di disciplina;
  • persona che intravede il talento di Tony;
  • alternativa alla vita autodistruttiva rappresentata da altri cuochi.

Nella vita reale queste influenze arrivarono da persone diverse e in momenti differenti.

È un meccanismo molto comune nei film ispirati a vicende autentiche. Lo abbiamo incontrato anche analizzando Jimmy Malone e i personaggi reali e inventati de Gli Intoccabili.

Sal è realmente esistito?

Non nella forma precisa mostrata nel film.

Sal, interpretato da Leo Woodall, è uno dei personaggi più importanti perché rappresenta praticamente l’altra strada possibile per Tony.

Se Chef è disciplina e futuro professionale, Sal è eccesso.

Droga, sesso, impulsività e ricerca continua del piacere lo rendono una personificazione della componente più autodistruttiva che Bourdain avrebbe successivamente raccontato anche parlando di se stesso e dell’ambiente delle cucine.

Gli autori hanno spiegato che Sal funziona come personaggio composito.

Non dobbiamo quindi cercare un singolo “vero Sal” dietro Leo Woodall.

Il personaggio incorpora persone, episodi e atteggiamenti incontrati da Bourdain durante quegli anni.

Persino alcune delle scene più estreme derivano però da racconti realmente presenti in Kitchen Confidential.

Il famoso episodio sessuale durante un matrimonio, per esempio, nasce da un aneddoto raccontato da Bourdain e indicato da lui come uno dei momenti in cui cominciò a mitizzare i cuochi come una sorta di banda di pirati.

La scena ha quindi una radice autobiografica.

Sal, invece, è la figura cinematografica utilizzata per darle un volto.

Tony diventò davvero cuoco grazie a una sola estate?

No.

Questa è probabilmente la più grande semplificazione narrativa del film.

Provincetown fu fondamentale, ma il Bourdain professionista nacque attraverso diversi passaggi.

Dopo quelle prime esperienze, frequentò il Culinary Institute of America e si diplomò nel 1978. Arrivarono poi anni di lavoro nelle cucine di New York, errori, dipendenze, ristoranti e incontri professionali.

Solo molto più tardi sarebbe arrivato Kitchen Confidential.

Il film prende questo percorso lungo anni e cerca il suo possibile “momento zero”.

È una scelta narrativa.

Non significa che quell’estate non contò.

Significa che non possiamo attribuire a una sola estate, un solo ristorante o un solo mentore tutto ciò che Anthony Bourdain sarebbe diventato.

Tony è tratto da Kitchen Confidential?

Sì, ma molto liberamente.

Il film utilizza soprattutto materiale riconducibile ai primi capitoli del libro, quelli nei quali Bourdain racconta la scoperta del cibo, Provincetown e i primi contatti con la cucina professionale.

Non è però un adattamento tradizionale di Kitchen Confidential.

Il libro attraversa un arco temporale molto più vasto e racconta soprattutto il mondo delle cucine professionali attraverso lo sguardo di un Bourdain ormai adulto.

Tony prende invece alcuni ricordi e costruisce intorno a essi un coming of age autonomo.

È per questo che può aggiungere conversazioni, comprimere persone, cambiare tempi e inventare situazioni pur mantenendo autentico il nucleo della storia.

Cosa è quindi davvero successo ad Anthony Bourdain?

Possiamo separare abbastanza nettamente i due livelli.

È sostanzialmente vero che:

  • Anthony Bourdain trascorse una fase importante della giovinezza a Provincetown;
  • lavorò realmente nelle cucine locali;
  • The Flagship era un ristorante reale;
  • cominciò anche dal lavoro di lavapiatti;
  • Nancy Putkoski era realmente la sua compagna;
  • Ciro Cozzi era una figura reale dell’ambiente gastronomico di Provincetown;
  • quelle esperienze contribuirono alla sua decisione di diventare cuoco;
  • Bourdain frequentò successivamente il Culinary Institute of America.

È invece modificato o fortemente condensato:

  • il modo in cui Tony arriva a Provincetown per Nancy;
  • il percorso sentimentale mostrato nel film;
  • lo Chef interpretato da Antonio Banderas;
  • Sal come individuo preciso;
  • l’idea che un solo mentore indirizzi Tony verso la cucina;
  • la cronologia con cui avvengono alcuni incontri;
  • diverse scene utilizzate per rappresentare la trasformazione del protagonista.

Questa combinazione non rende Tony una “falsa storia vera”.

Lo rende un film biografico che preferisce la coerenza emotiva alla precisione cronologica.

È un meccanismo che abbiamo approfondito anche nel caso di Nata per te e delle differenze tra il film e la vera storia di Luca e Alba: persone ed eventi autentici possono essere trasformati in personaggi compositi quando una storia reale deve funzionare sullo schermo.

Quindi quanto è fedele Tony alla vera storia di Anthony Bourdain?

È fedele soprattutto al punto di partenza e alla trasformazione generale, molto meno ai dettagli.

Anthony Bourdain fu davvero un ragazzo irrequieto che trovò nelle cucine di Provincetown qualcosa capace di affascinarlo. Nancy era realmente una figura fondamentale della sua giovinezza. The Flagship esisteva. Ciro Cozzi esisteva. Il mondo caotico delle cucine che il film mette in scena deriva direttamente dai racconti dello stesso Bourdain.

Ma Matt Johnson non sta tentando di ricostruire un’estate minuto per minuto.

Chef condensa più mentori.

Sal condensa più persone e una parte dello stesso Bourdain.

La relazione con Nancy viene riorganizzata.

Anni di crescita vengono compressi in poche settimane.

Per questo il modo migliore di leggere Tony – Diario di un giovane cuoco è considerarlo una origin story liberamente ispirata a eventi reali, più interessata a spiegare come un ragazzo come Tony potesse diventare Anthony Bourdain che a stabilire esattamente chi si trovasse in una determinata cucina in un determinato giorno.

Ed è probabilmente proprio questa distanza dalla biografia tradizionale a rendere il film coerente con l’uomo che racconta: anche Bourdain, quando trasformava la propria vita in scrittura, sapeva perfettamente che a volte il modo migliore per raccontare una verità non era limitarsi a elencare i fatti.

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