Nelle sale dal 7 giugno il film della regista milanese Paola Randi ambientato nella segretissima Area 51 del Nevada dove, si dice, ci siano gli alieni.

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Valerio Mastandrea è un professore napoletano che lavora all’Area 51 per un importante progetto militare ma, dopo la morte della moglie, rimane a giornate sul divano a mandare messaggi nel cosmo. Un giorno, suo fratello, con un video messaggio, gli rivela di essere in fin di vita e gli affida i due figli, Anita e Tito. I due bambini vanno in America, aspettandosi il classico mondo di luci e colori, ma si ritrovano in mezzo al deserto col loro stralunato zio.

L’attore descrive così il film: “Questo film è una favola pensata e girata da un alieno come è la nostra regista Paola Randi. Una favola che riguarda tutti noi. Diciamo che è un film che racconta anche il dolore vero, quello della perdita di una persona cara e lo ha fatto oggi con un registro inesplorato nel cinema italiano“.

Che sia una favola non c’è dubbio; difficile credere che nell’era Trump due ragazzini napoletani possano emigrare impunemente negli States; poi, a completare il clima fiabesco ci sono anche gli alieni.

Mastandrea recita in napoletano.

Curiosamente non è mai stato in grado di recitare nei dialetti del nord. Per esempio in Non pensarci, quando torna a casa in Emilia, è l’unico a parlare con accento romanesco e viene giustificato col fatto che viveva da tempo a Roma. Invece in La prima cosa bella di Paolo Virzì parla un livornese perfetto. Si dice che Virzì gli abbia fatto prendere lezioni di livornese alla Berlitz School di piazza Cavallotti. In Ruggine parla un buon siciliano da immigrato. Insomma, coi dialetti centro meridionali se la cava bene. Inoltre sembra particolarmente adatto a una parte del genere, col suo aspetto da letto disfatto da far invidia al tenente Colombo.

Alla fine questa favola è molto di più di un film sugli “incontri ravvicinati”,

è una riflessione sui rapporti familiari e gli alieni sono solo qualcosa per riempire le nostre paure e ciò che ci manca. Lo spiega bene la regista quando dice: “Extraterrestre è tutto ciò che abbiamo perso e che fisicamente non c’è più“.

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