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Thor: Love and Thunder, un film fastidioso

La recensione senza spoiler del film

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Thor: Love and Thunder

Paese di produzione: Stati Uniti D’America Anno: 2022 Durata: 119 min Genere: Azione, Avventura, Fantasy Regia: Taika Waititi Soggetto: personaggio creato da Stan Lee, Jack Kirby Sceneggiatura: Taika Waititi, Jennifer Kaytin Robinson Fotografia: Barry Idoine Musiche: Michael Giacchino Cast: Chris Hemsworth, Chris Pratt, Dave Bautista, Natalie Portman, Christian Bale, Russell Crowe, Tessa Thompson, Taika Waititi.

Sinossi di Thor: Love and Thunder

Thor chiede l’aiuto di Valchiria, Korg e dell’ex fidanzata Jane Foster per combattere Gorr, che vuole sterminare tutti gli dei e portarli all’estinzione. I tre partono così per un’avventura cosmica per sconfiggerlo.

Thor Love and Thunder
Christian Bale in un’inquadratura del film

Il percorso cinematografico di Thor all’interno dell’universo Marvel ha sicuramente subito numerose deviazioni, partendo dal primo film del 2011, fino alle ultime rappresentazioni del personaggio infatti, si può notare come nel tempo li sia man mano stata data una caratterizzazione che lo rende un allegro compagno di viaggio poco intelligente, piuttosto che il solenne e altezzoso dio del tuono che ci veniva mostrato nelle prime pellicole a lui dedicate.

Il merito, o la colpa, di tali cambiamenti, è del regista Taika Waititi, il quale da quando ha preso le redini del personaggio al cinema nel 2017, con Thor Ragnarok, ha portato un’aura decisamente più sopra le righe e leggera all’interno della dimensione cosmica in cui si ambientano le vicende del personaggio. Tale deriva a molti non è piaciuta, per altri invece è stato come tirare un sospiro di sollievo. Inutile dire che questi ultimi siano stati decisamente più numerosi, e ciò non poteva che portare ad una riproposizione all’eccesso tali nuovi “divertenti” fattori, anche in questo nuovo capitolo.

Thor love and thunder
Chris Hemsworth in un’inquadratura del film

Partendo dal lato narrativo, la pellicola di Taika Waititi mette in campo delle premesse interessanti, le motivazioni che portano avanti Gorr, il villain del film, sono sufficientemente drammatiche da giustificarne le azioni, il personaggio di Jane Foster inoltre, presenta una storia personale estremamente delicata e che avrebbe potuto essere esplorata con maggiore tatto. Nel complesso dunque le premesse iniziali erano buone, peccato che il tutto poi vada a scemare, a causa del continuo inserimento di momenti “divertenti” che dovrebbero stemperare una tensione pressochè inesistente.

Se dunque il plot di partenza poteva dare adito ad uno sviluppo dell’intreccio quantomeno interessante, poi ci si rende conto che l’intreccio in questo film non è presente, o se c’è è bruscamente interrotto in più punti da gag e situazioni altamente sopra le righe, che seppur possono divertire all’inizio, risultano poi man mano stancanti e rendono il tutto uno sgangherato carnevale di eccessi. che non portano da nessuna parte ai fini puramente narrativi.

Thor love and thunder
Natalie Portman in un’inquadratura del film

Passando poi al lato tecnico, qui si è di fronte assolutamente ad un buon lavoro a livello di regia, così come il montaggio che riesce a tenere alto il ritmo, purtroppo però talvolta discontinuo, a causa delle reiterate interruzioni per voler forzatamente far ridere lo spettatore con momenti altamente senza senso e fin troppo bambineschi.

A livello di messa in scena il lavoro è invece ottimo, in specie l’uso che viene fatto della fotografia è intrigante, il contrasto tra le sequenze a colori, visivamente sgargianti e ricche di dettagli, con i momenti in cui i colori vengono snaturati, portati al bianco e nero, riescono ad incuriosire e ad affascinare lo spettatore, il quale quantomeno a livello visivo riesce a rimanere stupito e sorpreso rispetto a ciò che si trova di fronte.

 

 

 

 

 

In conclusione dunque, se da un punto di vista tecnico la pellicola di Taika Waititi risulta essere stata confezionata con criterio, e ragionando secondo dei canoni estetici ben precisi, per quanto concerne tutto il resto, a partire dalla narrazione, sembra che il tutto sia stato votato semplicemente a voler divertire forzatamente il pubblico nella maniera più bassa possibile, risultando quindi a tratti persino fastidioso.

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