L’incendio trasforma la galleria in una camera a gas, mentre Stein entra nel tunnel per salvare Elise e gli ultimi superstiti.
The Tunnel – Trappola nel buio va in onda questa sera alle 21:15 su Cielo, riportando in televisione il disaster movie norvegese diretto da Pål Øie.
Il film, il cui titolo originale è Tunnelen, racconta un incidente avvenuto all’interno di una galleria lunga nove chilometri. Un camion cisterna si schianta nel tunnel, prende fuoco e sprigiona una nube di fumo tossico che raggiunge decine di automobilisti bloccati nell’oscurità.
Il protagonista è Stein Berge, interpretato da Thorbjørn Harr, un soccorritore che scopre che sua figlia Elise si trova proprio tra le persone intrappolate.
Quella che inizialmente sembra una complessa operazione d’emergenza diventa così una missione personale. Stein decide di entrare nel tunnel nonostante il pericolo, gli ordini ricevuti e l’impossibilità di attendere l’arrivo di squadre più attrezzate.
Il distributore internazionale TrustNordisk presenta il film come una storia basata sul principio dell’autosoccorso, applicato nelle gallerie norvegesi: durante un incendio, chi si trova all’interno deve cercare di raggiungere autonomamente un luogo sicuro prima che arrivino i vigili del fuoco.
Attenzione: da questo punto sono presenti anticipazioni complete sulla trama e sul finale di The Tunnel – Trappola nel buio.
Come comincia The Tunnel – Trappola nel buio

La storia è ambientata in Norvegia durante la vigilia di Natale.
Stein lavora nella manutenzione stradale ed è stato in passato un vigile del fuoco volontario. Da tre anni cerca di ricostruire la propria vita dopo la morte della moglie, ma il rapporto con la figlia adolescente Elise è diventato sempre più difficile.
Stein ha iniziato una relazione con Ingrid e vorrebbe trascorrere il Natale insieme a lei e alla figlia. Elise, però, non accetta che il padre abbia una nuova compagna e interpreta la presenza di Ingrid come un tentativo di sostituire sua madre.
Dopo l’ennesimo litigio, la ragazza decide di partire in autobus per raggiungere la nonna a Oslo.
Il viaggio la conduce attraverso lo Storfjell Tunnel, una lunghissima galleria scavata nella montagna. Proprio mentre il pullman di Elise si trova al suo interno, un camion cisterna perde il controllo e si schianta contro una parete.
Che cosa provoca l’incendio nel tunnel?
Il disastro non è provocato da un’esplosione immediata.
Il camion cisterna rimane inizialmente fermo al centro della carreggiata e blocca il traffico. Il conducente riesce a uscire dal mezzo, mentre le automobili e gli autobus si fermano su entrambi i lati dell’incidente.
La situazione sembra ancora gestibile, ma un cortocircuito innesca l’incendio del carburante trasportato dal camion.
La cisterna esplode e una massa di fumo nero comincia a invadere la galleria. La mancanza di visibilità impedisce agli automobilisti di capire in quale direzione muoversi, mentre il calore e i gas tossici rendono l’aria progressivamente irrespirabile.
Il vero pericolo non è quindi rappresentato soltanto dalle fiamme. Molte persone muoiono perché respirano il fumo, perdono l’orientamento oppure rimangono ferme all’interno dei propri veicoli aspettando soccorsi che non possono arrivare rapidamente.
Perché i soccorsi non entrano subito nel tunnel?

Le squadre di emergenza devono affrontare diversi problemi contemporaneamente.
All’esterno è in corso una violenta tempesta di neve, che rallenta l’arrivo dei vigili del fuoco e blocca alcune vie di accesso. Il tunnel è inoltre molto lungo e non dispone di uscite di sicurezza distribuite lungo il percorso.
I soccorritori non conoscono con precisione:
- la posizione dell’incendio;
- il numero delle persone intrappolate;
- la direzione nella quale si sta muovendo il fumo;
- le condizioni della cisterna;
- la quantità di carburante ancora presente;
- la stabilità degli impianti della galleria.
Entrare senza un piano potrebbe quindi provocare altre vittime tra gli stessi vigili del fuoco.
Stein inizialmente accetta di attendere la squadra meglio equipaggiata in arrivo dall’altro ingresso. La situazione cambia quando Ingrid gli comunica che Elise è salita sull’autobus diretto a Oslo ed è quasi certamente nel tunnel.
Perché Stein entra da solo nella galleria?
Stein non riesce ad aspettare l’arrivo degli altri soccorritori sapendo che sua figlia potrebbe morire soffocata.
L’uomo conosce la struttura del tunnel, possiede esperienza nelle operazioni d’emergenza e comprende che il tempo a disposizione sta terminando. Decide quindi di entrare accompagnato dal collega Ivar.
La sua scelta è motivata dal rapporto irrisolto con Elise.
Prima dell’incidente, padre e figlia si erano separati dopo un duro litigio. Stein teme che le ultime parole scambiate con lei possano diventare anche le ultime in assoluto.
L’ingresso nel tunnel non rappresenta quindi soltanto una missione di salvataggio. È il tentativo di un padre di raggiungere la figlia prima che sia troppo tardi e di riparare una frattura emotiva iniziata dopo la morte della moglie.
Che cosa fa Elise durante l’incendio?

Elise non rimane ad aspettare passivamente l’arrivo del padre.
Dopo l’esplosione, capisce che rimanere sull’autobus significa continuare a respirare il fumo che invade la galleria. La ragazza prova quindi a convincere gli altri passeggeri a spostarsi verso un’area dove l’aria sembra ancora respirabile.
Elise utilizza alcune conoscenze apprese dal padre e cerca di aiutare le persone più vulnerabili. Tra i sopravvissuti ci sono anche due bambine, rimaste senza il padre dopo che l’uomo viene investito da un’automobile in movimento nel caos del tunnel.
Non tutti seguono le indicazioni della ragazza.
Alcuni automobilisti preferiscono tornare verso i propri veicoli o tentano di attraversare la zona invasa dal fumo. Molti di loro non riescono a raggiungere l’uscita e muoiono per le conseguenze dell’incendio.
Elise dimostra così di avere assorbito molto più di quanto volesse ammettere dagli insegnamenti di Stein.
Chi sopravvive in The Tunnel?
Il film non fornisce un bilancio preciso di tutte le vittime, ma mostra chiaramente che soltanto poche persone riescono a uscire vive dalla galleria.
Tra i principali sopravvissuti ci sono:
- Stein;
- Elise;
- le due bambine salvate nel tunnel;
- alcuni automobilisti riusciti a raggiungere in tempo le zone non invase dal fumo;
- Ingrid e i membri delle squadre rimasti all’esterno.
La maggior parte delle persone bloccate vicino all’incendio non sopravvive. Alcune vengono raggiunte direttamente dalle fiamme, mentre altre muoiono soffocate dal fumo tossico.
Il film insiste sul fatto che, durante un incendio in galleria, aspettare all’interno dell’automobile può essere fatale. L’arrivo dei soccorsi richiede tempo e il fumo si muove molto più velocemente delle squadre d’emergenza.
Stein trova subito sua figlia?

No. Quando Stein e Ivar entrano nel tunnel, devono avanzare quasi completamente al buio.
La visibilità è ridotta dal fumo, le comunicazioni con l’esterno funzionano male e lungo la strada trovano numerosi veicoli abbandonati e corpi senza vita.
Stein controlla l’autobus sul quale viaggiava Elise, ma inizialmente non riesce a trovarla. Comincia quindi a pensare che la ragazza possa essere morta oppure che abbia cercato di raggiungere da sola un’altra parte della galleria.
La ricerca diventa ancora più disperata quando anche Stein comincia a risentire degli effetti del fumo.
Il protagonista continua comunque ad avanzare, seguendo gli indizi lasciati dai superstiti e cercando qualsiasi segnale della presenza della figlia.
Ivar muore in The Tunnel?

Sì, Ivar muore durante l’operazione di soccorso.
Per liberare il tunnel dal fumo viene attivato al massimo il sistema di ventilazione. Le enormi ventole dovrebbero spingere i gas tossici verso una delle uscite e permettere ai sopravvissuti di respirare.
Il sistema, però, rappresenta anche un grave pericolo per chi si trova vicino agli impianti.
Durante il tentativo di avanzare nella galleria, Ivar viene travolto e schiacciato da una delle ventole. Il collega di Stein sacrifica così la propria vita mentre cerca di raggiungere le persone rimaste intrappolate.
La sua morte mostra il costo dell’improvvisazione imposta dalla situazione. I soccorritori devono utilizzare strumenti progettati per gestire il fumo senza poter verificare dove si trovino esattamente tutte le persone presenti nel tunnel.
Stein riesce a trovare Elise?
Stein trova finalmente Elise quando le sue forze stanno quasi per esaurirsi.
La ragazza è ancora viva e si trova insieme alle due bambine che ha cercato di proteggere. L’incontro non risolve però immediatamente la situazione: il fumo ha ormai raggiunto anche quella parte della galleria e il gruppo deve trovare rapidamente una via d’uscita.
Stein è debilitato dall’inalazione dei gas e fatica a proseguire. Elise deve quindi aiutarlo, dimostrando che il salvataggio non procede in una sola direzione.
Il padre è entrato nel tunnel per recuperare la figlia, ma anche Elise diventa decisiva per permettere a Stein di tornare all’esterno.
The Tunnel – Trappola nel buio, il finale spiegato

Nel finale, Stein riesce a condurre Elise e le due bambine fuori dalla zona invasa dal fumo.
Il gruppo attraversa la galleria mentre l’incendio continua a bruciare e gli impianti di ventilazione cercano di allontanare i gas tossici. Stein è ormai quasi privo di sensi, ma continua a muoversi sostenuto dalla figlia.
I quattro raggiungono finalmente i soccorritori e vengono portati all’esterno.
Stein scopre che Ivar non è sopravvissuto, mentre il numero delle persone salvate è molto inferiore a quello degli automobilisti entrati nel tunnel prima dell’incidente.
La tragedia si conclude quindi con la salvezza dei protagonisti, ma non con una vittoria completa. Numerose persone sono morte e uno dei soccorritori ha sacrificato la propria vita.
Perché Stein ed Elise visitano la tomba nel finale?
Dopo il disastro, Stein, Elise e Ingrid si recano sulla tomba della madre della ragazza.
La scena chiude il conflitto familiare introdotto all’inizio del film.
Elise non era realmente arrabbiata con Ingrid. La sua ostilità nasceva dalla paura che accettare la nuova relazione del padre significasse dimenticare o sostituire sua madre.
La tragedia nel tunnel permette alla ragazza di comprendere che Stein non vuole cancellare il passato. Il padre sta semplicemente cercando di continuare a vivere dopo tre anni di dolore.
La presenza di Ingrid al cimitero mostra che le due dimensioni possono convivere: la nuova famiglia non elimina quella precedente e il ricordo della madre rimane parte della vita di entrambi.
Che cosa significa il finale di The Tunnel?
Il finale unisce i due nuclei centrali del film: il salvataggio fisico e la riconciliazione familiare.
Stein entra nella galleria pensando di dover salvare Elise. Durante il percorso scopre invece che la figlia è diventata capace di proteggere gli altri e di assumersi responsabilità molto più grandi della sua età.
Elise, a sua volta, comprende che il padre non ha smesso di amare sua madre e che il rapporto con Ingrid non rappresenta un tradimento.
Il tunnel assume così anche un significato simbolico. Padre e figlia entrano nella tragedia separati dal dolore e ne escono finalmente capaci di affrontarlo insieme.
The Tunnel è tratto da una storia vera?
The Tunnel – Trappola nel buio non racconta un singolo incidente realmente accaduto.
Il film è una storia di finzione, ma prende ispirazione dai numerosi incendi avvenuti nelle gallerie stradali norvegesi e dalle caratteristiche della rete viaria del Paese.
La Norvegia possiede più di mille tunnel e molte gallerie più vecchie non dispongono di uscite d’emergenza laterali. La scheda internazionale del film sottolinea inoltre il principio dell’autosoccorso: chi rimane coinvolto in un incendio deve cercare autonomamente una zona sicura, perché i vigili del fuoco potrebbero impiegare molto tempo per raggiungerlo.
Il film ricorda che, a partire dal 2011, in Norvegia si erano verificati diversi gravi incendi nei tunnel. La tragedia di Stein ed Elise non riproduce però direttamente nessuno di quegli episodi.
Perché il fumo è più pericoloso delle fiamme?
La maggior parte delle persone nel film non si trova direttamente vicino alla cisterna incendiata.
Il pericolo si estende comunque per chilometri a causa del fumo, che riempie rapidamente la galleria e riduce quasi completamente la visibilità.
Respirare i gas prodotti dall’incendio può provocare:
- disorientamento;
- perdita di coscienza;
- intossicazione;
- incapacità di trovare l’uscita;
- morte per asfissia.
Anche il panico peggiora la situazione. Alcuni automobilisti muovono le vetture senza vedere la strada, mettendo in pericolo le persone che stanno tentando di fuggire a piedi.
Il disastro mostra quindi perché, in una galleria, un incendio relativamente circoscritto possa trasformarsi in una tragedia collettiva.
Quanto è lungo il tunnel del film?
Lo Storfjell Tunnel mostrato nella storia è lungo circa nove chilometri.
La distanza rende estremamente difficile l’intervento dei soccorritori. Anche entrando da uno dei due accessi, è necessario percorrere diversi chilometri tra fumo, veicoli abbandonati e temperature elevate prima di raggiungere il luogo dell’incidente.
L’ambientazione è uno degli elementi principali del film. L’assenza di vie di fuga intermedie trasforma la galleria in una struttura chiusa, nella quale ogni decisione sbagliata può allontanare ulteriormente i personaggi dall’uscita.
The Tunnel ha una scena dopo i titoli di coda?
The Tunnel – Trappola nel buio non presenta una scena dopo i titoli di coda che prosegua la storia.
La vicenda termina con Stein, Elise e Ingrid riuniti davanti alla tomba della madre della ragazza.
La conclusione chiarisce il futuro della famiglia senza anticipare un seguito. L’emergenza è terminata, ma i protagonisti devono convivere con le vittime dell’incidente e con il sacrificio di Ivar.
Cast e durata di The Tunnel – Trappola nel buio
Il film è diretto da Pål Øie e ha una durata di circa 105 minuti.
Nel cast principale troviamo:
- Thorbjørn Harr nel ruolo di Stein;
- Ylva Fuglerud nel ruolo di Elise;
- Lisa Carlehed nel ruolo di Ingrid;
- Mikkel Bratt Silset nel ruolo di Ivar;
- Ingvild Holthe Bygdnes nel ruolo di Andrea;
- Per Egil Aske nel ruolo di Christian;
- Jan Gunnar Røise nel ruolo di Gunnar.
Il film è uscito in Norvegia nel 2019 ed è stato prodotto da Nordisk Film. La produzione è stata sostenuta anche dal Norwegian Film Institute e da altri fondi cinematografici norvegesi.
Per un’analisi più orientata alla qualità del disaster movie, agli effetti speciali e alla costruzione dei personaggi, puoi leggere anche la nostra recensione di The Tunnel – Trappola nel buio.
Chi muore davvero nel finale di The Tunnel?
La vittima principale mostrata tra i soccorritori è Ivar, schiacciato durante il funzionamento del sistema di ventilazione.
Nel tunnel muoiono inoltre numerosi automobilisti e passeggeri che non riescono a raggiungere una zona con aria respirabile. Tra le vittime c’è anche il padre delle due bambine salvate da Elise e Stein.
Stein, Elise e le due bambine sopravvivono, ma il film evita un finale completamente rassicurante.
Il salvataggio arriva troppo tardi per molte persone e dimostra che, in una tragedia di questo tipo, il coraggio dei singoli non può compensare completamente la mancanza di uscite d’emergenza, i ritardi dei soccorsi e gli errori compiuti durante l’evacuazione.