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- La recensione

La seconda stagione di The Sinner non delude le aspettative di chi aveva apprezzato già la prima stagione e ci catapulta nei segreti della misteriosa comunità di Mosswood

the sinner 2
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Il detective Harry Ambrose torna nella sua città natale per indagare su un oscuro duplice omicidio. Unico indiziato: Julian, un ragazzino di tredici anni, nato e cresciuto in una comune.

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The Sinner colpisce ancora, dopo la prima stagione, con Jessica Biel (anche produttrice esecutiva della serie antologica) nei panni di Nora, la protagonista, la serie TV sui disturbi psicologici torna con una stagione davvero ben realizzata.

Bill Pullman torna a vestire i panni dello schivo e riservato detective Harry Ambrose che, dopo quindici anni di assenza da Keller, la sua città natia, viene chiamato per fornire un aiuto agli inquirenti locali con un caso tanto particolare quanto delicato.

Bess e Adam, una giovane coppia sono rinvenuti privi di vita in una stanza di motel, unico testimone nonché indiziato del duplice omicidio: Julian (Elisha Henig), il figlio tredicenne che viaggiava con loro.

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Per Ambrose, al lavoro con la neo sceriffo Heather Novak (Natalie Paul), figlia di un suo ex collega ed amico di vecchia data, non sarà semplice fare i conti con i dolorosi ricordi della sua vita passata che non sembrano affatto intenzionati a lasciarlo in pace.

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Le indagini lo porteranno all’incontro-scontro con Vera Walker (Carrie Coon già vista in Leftovers e Fargo) una donna risoluta ed ostinata, capo della comunità di Mosswood, della quale facevano parte sia le vittime, sia Julian. Vera costringerà Harry Ambrose ad affrontare i suoi demoni interiori, sino ad ammettere a se stesso una verità con cui non ha mai osato confrontarsi prima.

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The Sinner 2, disponibile sulla piattaforma streaming Netflix, è tratta dal romanzo Julian di Petra Hammesfahr e si compone di otto episodi o meglio, come da titolo di ciascuno, di otto parti della durata di circa 50 minuti ciascuno. Non rivelerò di più sulla trama o sul contenuto della storia narrata in questa seconda stagione, ma posso assicurare che mi è piaciuta anche più della prima.

The Sinner

Sebbene mi sia piaciuta molto e l’abbia guardata in pochissimo tempo, non merita il massimo dei voti, perché c’è un aspetto della storia, seppure marginale rispetto all’oggetto del mistero, al quale tenevo molto che è stato trattato più genericamente. Ma, a parte ciò, The Sinner 2 è assolutamente riuscita, ben diretta ed interpretata e francamente non vedo l’ora di vedere la terza stagione che è già stata rilasciata negli Stati Uniti e in cui ci sarà ancora l’amato detective Ambrose.

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Il nostro voto

In conclusione su

Belli tutti ed otto gli episodi, imprevedibili e sorprendenti, intricati al punto giusto e sceneggiati a regola d’arte. Ogni personaggio è ben concepito a partire dal già noto Harry Ambrose, con le sue complessità ed i fantasmi del suo passato, fino al giovanissimo interprete di Julian che risulta estremamente espressivo e a tratti inquietante. La storia è interessante quanto quella della prima stagione, ma allo stesso tempo è completamente diversa ed un episodio tira l’altro! Affascinanti le ambientazioni ed i flashback narrativi che, mano a mano, svelano il mistero. Si resta col fiato sospeso fino all’ultimo istante e il finale non delude. Da gustare con un bell’infuso caldo tra le mani.

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Belli tutti ed otto gli episodi, imprevedibili e sorprendenti, intricati al punto giusto e sceneggiati a regola d’arte. Ogni personaggio è ben concepito a partire dal già noto Harry Ambrose, con le sue complessità ed i fantasmi del suo passato, fino al giovanissimo interprete di Julian che risulta estremamente espressivo e a tratti inquietante. La storia è interessante quanto quella della prima stagione, ma allo stesso tempo è completamente diversa ed un episodio tira l’altro! Affascinanti le ambientazioni ed i flashback narrativi che, mano a mano, svelano il mistero. Si resta col fiato sospeso fino all’ultimo istante e il finale non delude. Da gustare con un bell’infuso caldo tra le mani.

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