Difficile trattenersi dall’emozione di essere arrivati al capolinea di questa grande avventura. The road to Avengers Endgame giunge al termine con questo epilogo epico e pieno di sensazioni, sorprese e nostalgie, mettendo la parola fine alla fase tre del Marvel cinematic universe

Da buon sostenitore del genere cinecomics non voglio assolutamente nascondere la piena gratificazione provata durante la proiezione di questa opera, esaltandone pregi e difetti, riflessioni e metafore, che appartengono ad un mondo sempre più in espansione , vi racconterò la mia impressione sul film. Qui è il vostro capitano Alexander è questo è Avengers endgame.

Resoconto

Avevamo lasciato i nostri eroi alle prese con il grande fallimento nel salvare la terra dalle insidie del titano pazzo Thanos che, impadronendosi di tutte le gemme dell’infinito, con uno schiocco di dita ha messo fine alla metà della popolazione terrestre e dell’universo.

Gli eventi vanno a ripercorrere un lasso di tempo che va dai primi due giorni successivi al film precedente (Infinity War) a 5 anni dopo la decimazione globale, con i nostri Avengers distrutti nello spirito, divisi e tormentati dai loro rimpianti e dilaniati dai loro rimorsi.

Il film si estende su tre atti per una durata totale che sfiora le tre ore, così coinvolgenti e fluide da non risultare mai troppo macchinose o prolisse, tant’è che alla fine di tutto non se ne ha mai abbastanza.

Tre film in uno

Nella prima parte l’introduzione che, stravolgendo qualsiasi nostra previsione e teoria di continuità, da una piega del tutto inaspettata alla storia. Dopodiché vedremo, personaggio per personaggio, quali siano state le loro scelte, le strade intraprese e il loro pensiero.

Nel secondo atto, a mio avviso il più originale mai visto in un film di questo genere, si riesce a mettere in moto un procedimento che innesca una sorta di speranza e di unione nel cuore dei nostri protagonisti. Grazie ad un astuta mossa di sceneggiatura i fratelli Russo danno una parte rilevante a tutta la prima decade di produzione Marvel Studios, omaggiandoci con la presenza di (quasi) tutti i personaggi di questo universo, di ogni dove e di ogni era.

Qui si capisce che questo film non è solo la parte conclusiva di una saga cinematografica ma un vero e proprio viaggio nei ricordi di tutti i film prodotti fino ad ora, una solenne ed epica marcia commemorativa del mondo Marvel conosciuto fino ad oggi.

La terza fase è quella che ti fa letteralmente sbavare per la dose massiccia di effetti speciali, colpi di scena e azione ad altissimi ritmi.

Un susseguirsi di sequenze che gradualmente ci porterà ad esultare, piangere, ridere, esultare  come se fossimo allo stadio a tifare una squadra di calcio. È la partita conclusiva, la battaglia che tutti volevano, cercavano, ambivano e qui c’é tutto quello che abbiate desiderato in un film del genere. Citazioni, riferimenti e collegamenti al mondo letterario creato da Stan Lee (onorandoci con il suo ultimo cameo) preannunciano un finale biblico, struggente e memorabile.

Aspettative soddisfatte

Questo film rappresenta un traguardo incredibile e senza alcun tipo di precedenti simili nella storia del cinema, undici anni di film, ventidue per l’esattezza, dal primo Iron man del 2008 al questo fatidico 24 aprile del 2019. Che cosa ci ha regalato in questi meravigliosi anni la Marvel?

Per parecchie persone, il dono sono stati dei film che hanno saputo intrattenere un pubblico, vasto e variegato, delle storie incredibili che ci hanno avvicinato a personaggi iconici e carismatici, delle retrospettive profonde e complesse a pari passo con quelle dinamiche di continuity che solo nei fumetti era stato visto prima.

Per alcune persone, il regalo più grande, è guardare questo film come la fine di un viaggio, la conclusione di un’era e la prerogativa di un cambio generazionale che non impone nessuna esclusiva ma rende inesorabile, almeno in parte, un ricambio di pubblico. La Marvel ha saputo reinterpretare con adattamenti degni di nota dei supereroi intramontabili ma appartenenti ad un’era, oramai, così lontana dai standard d’interesse di oggi. Noi non ci stuferemo mai di vedere lampi e saette, scudi di vibranio o armature tecnologiche, questo non significa però imporre allo spettatore saghe interminabili con storie che rischiano di essere incomplete e non soddisfacenti (vedi versante DC). Per questo sono grato di aver visto cominciare e finire una storia, cosa apparentemente scontata, ma inverosimilmente singolare nel mondo dei kolossal hollywoodiani campioni d’incassi.

Certo è che La Marvel supportata da una major come Disney non avrà molti problemi a livello qualitativo e di budget per future produzioni, ma proprio perché le cose sono state fatte bene sin dall’inizio che con ordine e minuziosità hanno egregiamente portato a termine tutti i loro piani con i migliori risultati auspicati. Inutile quindi essere prolissi, rischiare di effettuare dei recasting per rimpiazzare personaggi noti e incappare in un flop clamoroso. Si cambia pagina e si va avanti, nuove leve, nuove storie.

Riflessioni

Quello che ci lascia Avengers Endgame è un retrogusto nostalgico e malinconico di un panorama narrativo mastodontico. Una consapevolezza di quanto abbiamo vissuto, degli anni passati insieme, delle aspettative createsi nel corso degli anni, sempre più alte, sempre più osannate.

Con questi eroi sono cresciuto e con Capitan America e i vendicatori ho sognato di vivere in un mondo incantato, dove gli ideali esistono ancora ed essere speciali non significa portare un costume o avere superpoteri. Il vero supereroe è colui che non si tira mai indietro, non si arrende mai, con costanza persiste nel suo obbiettivo, mantiene la peculiarità che lo distingue da altri esseri a lui accanto, dare il meglio di se per dare speranza e salvezza a chiunque ne abbia bisogno. In sala questo film ha saputo infondermi quella netta sensazione di appagamento e felicità straripante, perché se questo doveva essere un addio ad un ciclo narrativo così speciale, sentivo l’esigenza di dovermelo godere fino all’ultimo istante, così è stato.

Non credo sia esagerato aver dato importanza a questo film più di molti altri visti finora, ognuno di noi ha un parametro di preferenza diverso, ognuno dà una sua interpretazione, ma in queste tre ore io ho trovato la storia che avrei voluto leggere e vivere da sempre, non perfetta, perché non sono le cose perfette a piacerci sia chiaro, ma un modo per potermi sentire sognatore ad occhi aperti.

Vi lascio con un’ultima chicca che voglio raccontarvi dalla mia esperienza vissuta in sala durante Avengers Endgame. Verso il finale c’è stata una parte del film in cui tutte le persone presenti erano così concentrate nel vedere quanto stesse accadendo che si era creato un silenzio innaturale, c’era ansia e lo si percepiva come se te lo sentissi nella pelle e nel sangue. Cap si alza allo stremo delle sue forze mentre tutto sembra perduto, inaspettatamente la situazione si ribalta, per la prima volta tutti gli Avengers sono schierati in linea, in attesa di lanciarsi in battaglia con i loro nemici. A quel punto il Capitano riprende coraggio e forza, e dopo undici anni di attesa, film, speculazioni e teorie strampalate la fatidica frase viene citata: Avenger Uniti!

Tutte le persone in sala si lasciano andare in un’esultanza di sfogo incredibile, un boato di urla e applausi! Signori, questo è Avengers Endgame!

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