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la coppia quasi perfetta the one

The one – la recensione di una serie non proprio perfetta

The One parte da una premessa interessante che potrebbe distinguersi nel panorama sci-fi attuale, ma purtroppo si traduce in un'occasione mancata

Quanto sarebbero più felici le nostre vite se avessimo la garanzia di trovare la nostra anima gemella affidandoci alla scienza?

E’ su questa premessa che si basa The one – La coppia quasi perfetta , serie originale Netflix uscita in catalogo a marzo del 2021 e tratta dall’omonimo libro di John Marrs di cui trovi la recensione a questo link.

La trama

Rebecca Webb è una scienziata laureata in bioinformatica che ha trovato il modo di rivoluzionare la vita delle persone di tutto il mondo: analizzando uno studio sulle formiche svolto insieme al collega James Whiting, Rebecca ha ipotizzato di poterlo applicare anche agli umani perché permetterebbe loro di trovare la propria anima gemella con una semplice analisi del DNA.

Ma per poter verificare la validità dell’ipotesi i due studiosi necessitano di poter accedere ad un grande campionario di DNA, ed è per questo motivo che Rebecca decide di sottrarre di nascosto un database che ne contiene molti al suo amico e coinquilino Ben Naser, che lavora per una casa farmaceutica e che è non molto segretamente innamorato di lei.

Sottoponendosi lei stessa all’analisi, Rebecca scopre di avere un abbinamento (come vengono chiamati dai due studiosi) con una persona nel database. Ora non resta che trovare un finanziatore che sia interessato ad investire nella creazione di quella che potrebbe essere l’app d’incontri definitiva: Rebecca e James si rivolgono quindi a Damien Brown che, senza indagare troppo sul modo in cui i due sostengono di aver provato la propria teoria, decide di mettere il capitale necessario. Nel giro di 18 mesi l’app, chiamata The one, produce nel mondo più di tre milioni di abbinamenti.

La storia però si tinge di giallo quando il cadavere di Ben viene ritrovato nel Tamigi dopo svariati mesi dalla sua scomparsa.

Se la trama fin qui ti ha intrigato e vorresti vedere la serie ti consiglio di non leggere oltre, perché stanno per arrivare degli spoiler.

the one la coppia quasi perfetta Rebecca e James

Entra in gioco la detective Kate Saunders che, oltre a cercare di risolvere il caso di omicidio che evidentemente si nasconde dietro il ritrovamento di Ben, è anche una delle persone che si è affidata all’app per conoscere il suo abbinamento e l’ha trovato in Sophia, cuoca di Barcellona.

Nelle otto puntate di questa miniserie seguiamo il lavoro della detective che ha ormai molto chiaro il ruolo centrale di Rebecca nella morte di Ben ma che è sempre un passo indietro dal poterlo dimostrare.

I punti deboli: le sotto-trame e lo sviluppo dei personaggi

Se di per sé la premessa di partenza è accattivante, la serie in realtà ha svariati punti deboli che la rendono un’occasione persa. Il primo tra tutti è che la storia si dipana in un’infinità di sotto-trame che si intrecciano tra loro (e che in alcuni casi, a dire il vero, sono assolutamente superflue).

La sensazione è che siano state raccontate solo per poter riempire lo spazio di otto puntate: saltandole la trama avrebbe comunque retto dando vita a quello che avrebbe potuto essere un film interessante anziché una serie mediocre. 

Lo spettatore si trova, per fare un esempio, a scoprire tutta la travagliata storia familiare e sentimentale di Sophia, l’abbinamento della detective, quando invece per la trama principale sarebbe bastato solo sapere che ha un fratello.  Ma la storia parallela di cui veramente non si sente l’esigenza è quella di Mark, Hannah e Megan, raccontata probabilmente per mostrare gli effetti dell’app su una coppia normale.

A rendere poco credibile questa vicenda è proprio la motivazione di partenza: Hannah e Mark sono felicemente sposati ma lei si dichiara profondamente gelosa del marito, ragione per cui decide di inviare un campione dei suoi capelli a The One per scoprire se lui sia abbinato ad un’altra. Ottenuto il responso dall’app, Hannah scopre che in realtà suo marito sarebbe abbinato con una certa Megan (che per una bizzarra coincidenza vive proprio a due passi da dove abita la coppia) e quindi decide di fare amicizia con lei. Ovviamente Megan e Mark finiscono per incontrarsi e questo manda in crisi il matrimonio.

Per quale motivo, una volta scoperto che in realtà  the one la coppia quasi perfetta hannah e mark Mark sarebbe abbinato ad un’altra, Hannah (che sostiene di essere gelosissima) decide di iniziare a frequentare questa donna rendendo ancora più probabile che così suo marito la incontri? E perché mai, quando Megan decide di farsi da parte, Hannah decide di contattarla nuovamente?

 

La stessa inconsistenza decisionale si riscontra in James: più volte nel corso della storia Rebecca è apertamente disposta a venderlo per salvarsi la pelle, ma nonostante questo lui le dimostra sempre una profonda fedeltà che non può essere giustificata dalla sola amicizia o dalla paura di ritorsioni. Nonostante lei l’abbia fatto picchiare e l’abbia minacciato di morte lui è comunque disponibile a lavorare ancora con lei o a consolarla quando ne ha bisogno.

Risulta anche difficile da credere la dinamica secondo cui Rebecca, all’insaputa di James, sia riuscita a trovare il suo abbinamento con una donna rifugiata in fuga da un villaggio in guerra: non è chiaro come lei sia entrata in possesso del DNA della donna, né può reggere il fatto che lei abbia attivato un’intero programma fittizio di salvataggio dei rifugiati di questo villaggio pur di portare a Londra l’anima gemella di James.

Un altro dei grossi difetti è che manca un vero e proprio sviluppo del personaggio di Rebecca: nell’ultima puntata c’è un tentativo di fissare a dopo l’omicidio di Ben il cambiamento di rotta nella vita della donna (corredato dal cambio di look d’ordinanza a cui ogni personaggio femminile deve sottoporsi quando la sua vita prende una svolta), ma a voler stare a vedere in realtà lei è fredda ed egoista già da prima della fondazione di The one e del suo decollo.

Resta inoltre poco chiaro proprio il funzionamento di base della scoperta scientifica. Le persone che si sono incontrate grazie all’app non provano solo un’immediata attrazione, ma si sentono come se si fossero già conosciute in passato (e questo aspetto non viene mai spiegato approfonditamente). Soltanto nell’ultima puntata si scopre che in realtà l’abbinamento genetico non è univoco, ma che per alcune persone si può verificare un’attrazione anche per i fratelli o le sorelle del proprio abbinamento; una comoda porta lasciata aperta per la stesura di una seconda stagione.

Ultimo fattore che non migliora la valutazione finale della serie è legato alla recitazione in generale degli attori coinvolti: la freddezza di Rebecca è resa in maniera quasi caricaturale, James ha la stessa espressione di stordimento per quasi tutte le puntate e Hanna invece sembra quasi sempre spaventata. Molto buona invece l’interpretazione di Zoe Tapper, di cui puoi trovare qui un’intervista in lingua originale in cui parla della serie e del lockdown in Inghilterra.

Nel complesso “La coppia quasi perfetta” risulta un’occasione mancata per la produzione di una serie sci-fi interessante ambientata in un futuro non così lontano e distopico al contrario di molte altre serie in voga in questo periodo.
Alcuni dettagli importanti restano solo accennati, mentre altre vicende parallele sono fin troppo approfondite.
Resta il dubbio su come una seconda stagione possa risollevare le aspettative disattese dalla prima.

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