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Lettura: The Odyssey di Christopher Nolan: il finale cambia Omero e affida a Tom Holland un ruolo decisivo
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The Odyssey di Christopher Nolan: il finale cambia Omero e affida a Tom Holland un ruolo decisivo

Il kolossal con Matt Damon rilegge il ritorno di Odisseo come una storia sul trauma della guerra, mentre Telemaco diventa il vero ponte tra il poema antico e il pubblico contemporaneo.

Massimo 51 secondi fa Commenta! 13
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The Odyssey porta sul grande schermo il poema di Omero attraverso lo sguardo di Christopher Nolan, ma non si limita a trasformare le avventure di Odisseo in una successione di spettacolari scene d’azione. Il regista di Oppenheimer e Dunkirk utilizza il viaggio verso Itaca per parlare delle conseguenze della guerra, del rapporto tra padri e figli e della difficoltà di tornare alla vita precedente dopo aver attraversato la violenza.

Contenuti
Di cosa parla The Odyssey di Christopher NolanCome finisce The OdysseyIl finale del film è diverso da quello dell’Odissea?Le principali differenze tra Nolan e OmeroChi interpreta Tom Holland in The OdysseyPerché Telemaco è così importante nel filmQual è il significato del finale

Il film, distribuito nelle sale dal 17 luglio 2026, vede Matt Damon nel ruolo di Odisseo, Anne Hathaway in quello di Penelope e Tom Holland nei panni di Telemaco. Nel cast figurano anche Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Zendaya e Charlize Theron. Universal Pictures presenta l’opera come un’epica avventura mitologica, girata interamente con cineprese IMAX.

Nolan conserva i passaggi più riconoscibili dell’Odissea, dal Ciclope alle figure di Circe e Calipso, ma modifica il peso di alcuni personaggi, riduce la presenza diretta degli dèi e rilegge il finale in una chiave più inquieta rispetto al ritorno all’ordine raccontato da Omero.

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Da questo punto l’articolo contiene anticipazioni importanti sul film e sul poema originale.

Di cosa parla The Odyssey di Christopher Nolan

The Odyssey di Christopher Nolan: il finale cambia Omero e affida a Tom Holland un ruolo decisivo

La storia comincia a Itaca, dove Penelope e suo figlio Telemaco attendono ancora il ritorno di Odisseo dalla guerra di Troia. Sono trascorsi molti anni e il palazzo reale è stato occupato dai Proci, nobili che consumano le ricchezze del regno e pretendono che Penelope scelga uno di loro come nuovo marito.

Telemaco è cresciuto senza conoscere davvero suo padre. Vive sotto la pressione degli uomini che hanno invaso la sua casa, ma non possiede ancora l’autorità necessaria per opporsi apertamente. Spinto dal bisogno di capire se Odisseo sia vivo, parte alla ricerca di informazioni sul suo destino.

Parallelamente, il film segue il viaggio del re di Itaca. Dopo la caduta di Troia, Odisseo tenta di tornare dalla propria famiglia, ma il percorso viene continuamente interrotto da tempeste, creature mitologiche e incontri che mettono alla prova la sua identità.

Come nel poema, il protagonista affronta Polifemo, le insidie del mare e le seduzioni di figure come Circe e Calipso. Nolan tratta però questi episodi non soltanto come ostacoli fisici, ma come manifestazioni del trauma e del senso di colpa accumulati da Odisseo durante la guerra.

Il regista aveva spiegato di voler portare il pubblico dentro una civiltà nella quale il vento, il mare e i fenomeni naturali potevano essere interpretati come segni della presenza divina. La mitologia viene quindi mantenuta, ma spesso attraverso immagini e fenomeni che possono essere letti anche in modo psicologico o naturale.

Come finisce The Odyssey

The Odyssey di Christopher Nolan: il finale cambia Omero e affida a Tom Holland un ruolo decisivo

Nel finale Odisseo riesce finalmente a tornare a Itaca, ma il suo rientro non coincide immediatamente con la riconquista della vita perduta. Il sovrano arriva in patria trasformato fisicamente e interiormente dagli anni di guerra e di viaggio.

Per evitare di essere riconosciuto dai Proci, entra nel palazzo sotto falsa identità. Penelope continua intanto a rimandare la scelta di un nuovo marito e sottopone i pretendenti alla prova dell’arco appartenuto a Odisseo.

Nessuno dei Proci riesce a tenderlo. Lo straniero presente nella sala chiede allora di partecipare e dimostra la propria identità riuscendo nell’impresa. A quel punto comincia la resa dei conti.

Odisseo combatte contro gli uomini che hanno occupato il palazzo, affiancato da Telemaco. Il massacro non viene però presentato come una vittoria liberatoria. Nolan costruisce la sequenza come il riflesso della guerra di Troia: Odisseo è tornato a casa, ma reagisce alla minaccia trasformando nuovamente il palazzo in un campo di battaglia.

La riconquista di Itaca mostra quindi che il protagonista non è riuscito a lasciare completamente la guerra alle proprie spalle. Il guerriero che desiderava tornare dalla famiglia porta con sé gli stessi metodi e la stessa violenza dalla quale cercava di fuggire.

Dopo lo scontro, Odisseo e Penelope si ritrovano. Il loro incontro non cancella però i vent’anni di distanza né le esperienze vissute separatamente. Penelope deve capire se l’uomo tornato a Itaca sia ancora il marito che aveva atteso, mentre Odisseo deve affrontare il peso delle proprie azioni.

Telemaco osserva il padre da vicino e comprende che la figura eroica immaginata durante l’infanzia non corrisponde completamente all’uomo reale. Il ritorno diventa così anche la fine di un’illusione.

Il film non chiude la storia con una semplice restaurazione del regno. La famiglia è finalmente riunita, ma la possibilità di ricostruire il futuro rimane legata alla capacità dei protagonisti di convivere con ciò che è accaduto.

Il finale del film è diverso da quello dell’Odissea?

The Odyssey di Christopher Nolan: il finale cambia Omero e affida a Tom Holland un ruolo decisivo

La struttura generale resta vicina al poema: Odisseo torna a Itaca sotto mentite spoglie, supera la prova dell’arco, elimina i Proci e si ricongiunge con Penelope e Telemaco.

La principale differenza riguarda il significato attribuito alla strage finale. Nell’opera di Omero, la punizione dei Proci rappresenta il ristabilimento dell’ordine. Gli uomini hanno violato le regole dell’ospitalità, occupato il palazzo e tentato di appropriarsi del potere di Odisseo. La loro morte viene inserita all’interno di una giustizia sostenuta anche dagli dèi.

Nolan rende invece la vendetta più problematica. La violenza permette a Odisseo di riprendere il trono, ma dimostra anche quanto la guerra abbia modificato il protagonista. Il finale non nega la necessità di fermare i Proci, ma mette in dubbio la possibilità che Odisseo possa tornare semplicemente all’uomo che era prima di Troia.

Nel poema, inoltre, la dea Atena interviene per impedire che la vendetta dei familiari dei Proci provochi un nuovo conflitto. La pace conclusiva possiede quindi una dimensione apertamente divina.

Nella versione cinematografica, la presenza degli dèi è più ambigua e meno risolutiva. Atena conserva un ruolo importante, ma Nolan privilegia le scelte compiute dagli esseri umani e le loro conseguenze. Alcune letture critiche hanno evidenziato proprio la riduzione dell’intervento divino rispetto al testo omerico.

Le principali differenze tra Nolan e Omero

«Chi mai girerebbe un film così?» Matt Damon senza parole di fronte alla folle impresa di The Odyssey

La prima differenza riguarda la guerra di Troia. L’Odissea comincia quando il conflitto è già terminato e ne ricostruisce alcuni avvenimenti attraverso racconti e ricordi. Nolan concede invece maggiore spazio visivo alla guerra e al cavallo di Troia, collegando direttamente l’inganno ideato da Odisseo alle sue successive ferite psicologiche.

Il film trasforma così il viaggio in una conseguenza della guerra. Le creature e le prove affrontate dal protagonista possono essere interpretate come ostacoli reali, ma anche come forme assunte dalla paura, dal rimorso e dalla perdita.

La seconda differenza riguarda gli dèi. Nel poema influenzano direttamente il destino degli uomini: Poseidone ostacola Odisseo, mentre Atena protegge sia il sovrano sia Telemaco. Nolan conserva la dimensione mitologica, ma la rende meno esplicita. Il divino emerge attraverso il mare, le tempeste, le visioni e la percezione dei personaggi.

La terza trasformazione interessa la cronologia. Omero costruisce il poema attraverso racconti retrospettivi: quando Odisseo compare, molte delle sue avventure sono già avvenute e vengono narrate successivamente alla corte dei Feaci. Nolan utilizza una struttura parallela, alternando il viaggio del padre alla crescita del figlio.

Questa scelta permette al film di presentare Odisseo e Telemaco come due protagonisti impegnati in percorsi opposti. Il padre cerca di tornare a casa, mentre il figlio deve allontanarsi da Itaca per diventare adulto.

Chi interpreta Tom Holland in The Odyssey

Tom Holland interpreta Telemaco, figlio di Odisseo e Penelope. Non è quindi il giovane Odisseo, come alcune teorie avevano ipotizzato durante le prime fasi della produzione, ma uno dei personaggi centrali della storia.

Nel poema, i primi quattro libri sono tradizionalmente definiti “Telemachia” perché raccontano il viaggio del ragazzo alla ricerca di notizie sul padre. Telemaco visita Nestore a Pilo e Menelao a Sparta, cercando di ricostruire il destino di Odisseo e di comprendere quale tipo di uomo dovrebbe diventare.

Nolan mantiene questo percorso, ma gli attribuisce una maggiore continuità all’interno della narrazione. Tom Holland non compare soltanto nella parte iniziale: la sua ricerca procede parallelamente alle avventure di Matt Damon e prepara l’incontro tra padre e figlio.

Il personaggio rappresenta lo spettatore che conosce Odisseo attraverso la leggenda prima ancora che attraverso la realtà. Telemaco ha trascorso la vita ascoltando racconti sull’eroe di Troia, ma quando finalmente lo incontra trova un uomo stanco, violento e segnato dal passato.

Perché Telemaco è così importante nel film

Telemaco permette a Nolan di introdurre uno dei temi centrali della sua filmografia: il rapporto tra il tempo trascorso e i legami familiari.

Odisseo ha combattuto per poter tornare a casa, ma durante la sua assenza Telemaco è diventato adulto. Il padre desidera ritrovare il bambino che aveva lasciato, mentre davanti a lui c’è ormai un uomo costretto a crescere senza la sua guida.

Il loro rapporto non può quindi cominciare dal punto in cui era stato interrotto. Deve essere costruito quasi da zero.

Tom Holland porta nel personaggio una fragilità diversa rispetto a quella di Matt Damon. Telemaco non possiede l’esperienza militare del padre, ma deve decidere se seguirne l’esempio o interrompere il ciclo di violenza che ha segnato la sua famiglia.

Durante lo scontro con i Proci combatte accanto a Odisseo, ottenendo finalmente il riconoscimento paterno. Allo stesso tempo, osserva direttamente cosa significa diventare simile all’eroe che aveva sempre idealizzato.

Qual è il significato del finale

Il ritorno a casa non coincide necessariamente con il recupero della persona che si era prima di partire. Questo è il significato principale della versione di Nolan.

Odisseo raggiunge Itaca, ritrova Penelope e combatte accanto a Telemaco, ma non può cancellare la guerra né gli anni trascorsi lontano. La sua vera prova non è soltanto attraversare il mare, ma capire se esista ancora un posto per lui nella famiglia che aveva lasciato.

Anche il titolo assume così un senso più ampio. L’odissea non è semplicemente il percorso geografico da Troia a Itaca: è la trasformazione di un uomo che cerca di tornare alla propria identità e scopre che il tempo l’ha resa irrecuperabile.

Telemaco diventa la possibilità di un futuro differente. Il figlio eredita il nome e il regno di Odisseo, ma non è obbligato a ereditare anche la sua guerra.

Nolan non distrugge il mito omerico. Lo utilizza per porre una domanda contemporanea: dopo aver vinto e dopo essere sopravvissuti, è davvero possibile tornare a casa?

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