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Terminate le riprese de Il signor Diavolo di Pupi Avati, in sala dal 2019

Il signor diavolo
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Dopo aver scritto il libro Il signor Diavolo, Avati ne scrive la sceneggiatura e dirige un film dell’orrore. Un grande ritorno a 42 anni dalla Casa dalle finestre che ridono

Raramente i film dell’orrore fanno veramente paura; una volta finiti si torna alla realtà e tutto viene dimenticato. Personalmente, questo effetto me lo hanno fatto tutti gli horror, con un’unica eccezione: La casa dalle finestre che ridono. Quello è l’unico film che mi ha lasciato la paura addosso. Per questo ben venga il nuovo horror di Pupi Avati con Lino Capolicchio e Gianni Cavina, già nel cast della mitica Casa, Alessandro Haber e Massimo Bonetti.

Nessuno meglio del doppio autore, Pupi Avati, per parlare del film: “Un finale così ha spaventato anche noi, è davvero demoniaco. È come se in questo film ci fosse stato un quarto sceneggiatore diabolico. A metà riprese uno degli attori, Gabriele Lo Giudice, si è rotto il menisco e ci siamo trovati nei guai. Abbiamo girato delle scene con una controfigura o facendolo montare sul carrello della macchina da presa. Insomma un problema non da poco. Il demonio a volte ci ha aiutato: volevamo la pioggia e pioveva davvero. Alla mia età avevo voglia di tornare al cinema con cui ho cominciato a misurarmi da bambino, a quelle cose che mi spaventavano quando credevo ci fosse il male assoluto, in quell’atmosfera pre-conciliare dell’Italia anni Cinquanta dove i bambini erano immersi tra paura e sacralità. Per millenni il demonio è stato il contraltare del bene supremo e Satana esisteva in quanto esisteva Dio. Il prete veniva visto come una figura intermedia, uno che recitava formule magiche, uno che dava le spalle ai fedeli durante la Messa. Insomma un mondo legato al fantastico in un tempo in cui c’era poco”.

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Di cosa parlerà il film?

La storia inizia con un pubblico ministero, inviato a Venezia per intervenire in un processo singolare: un ragazzino, Carlo, ha ucciso un altro ragazzo, Emilio, perché secondo lui, aveva provocato la morte del suo amico Paolino, e fin qui nulla, o quasi, di particolarmente strano; perché scomodare un pubblico ministero romano per un caso simile? Perché nell’omicidio è implicato un convento di monache e si vocifera di visioni demoniache e, in periodo di campagna elettorale, nel cattolicissimo Veneto post bellico, la DC non vuole correre rischi, così cerca di tenere la situazione sotto controllo. Durante l’interrogatorio, Carlo sostiene che Paolino è morto per colpa di una maledizione provocata da Emilio. Mentre Paolino stava prendendo l’ostia consacrata, Emilio lo ha fatto inciampare, l’ostia è caduta e paolino l’ha, involontariamente, pestata, facendogli commettere un sacrilegio. Sul letto di morte Paolino avrebbe mormorato a Carlo “Io voglio tornare”. Per far tornare l’amico, Carlo si impelaga in riti oscuri e sacrileghi, scatenando le forze diaboliche.

Avati è un eclettico, ha fatto film molto diversi, sia per soggetto che per qualità; ma su questo film io scommetterei fin da ora: è o non è lo stesso regista della Casa delle finestre che ridono?

La data d’uscita ancora non è certa, ma dalle ultime notizie sembrerebbe che l’uscita sia prevista per tarda primavera 2019.

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2 commenti

  1. Avatar di marco
    Marco
    Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
    Si sa quando esce al cinema?
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    1. Avatar di irene pepe
      Irene Pepe
      In risposta a Marco
      Commento ridotto dalla communityHa ricevuto molte valutazioni negative.
      Ciao Marco! Ancora non sappiamo una data precisa, ma dalle ultime notizie disponibili sembra che uscirà a fine marzo o inizio aprile. Non appena sapremo qualcosa in più e avremo una data certa provvederemo ad aggiornarvi!
      Valuta questo commento

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