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Anticipazioni · Cinema

Takara, la notte che ho nuotato dal 23 al cinema

Takara, La notte che ho nuotato  dal prossimo 23 Maggio sarà disponibile nei cinema. Presentato in concorso nella sezione Orizzonti alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, e successivamente al Detour – Festival del Cinema del Viaggio Takara in queste occasioni ha ricevuto sempre con un buon gradimento da parte del pubblico. La pellicola parla di…

4 min di lettura
Takara

Takara, La notte che ho nuotato  dal prossimo 23 Maggio sarà disponibile nei cinema. Presentato in concorso nella sezione Orizzonti alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, e successivamente al Detour – Festival del Cinema del Viaggio

Takara in queste occasioni ha ricevuto sempre con un buon gradimento da parte del pubblico. La pellicola parla di affetti e avventura, è una favola senza tempo ambientata tra le suggestive montagne innevate del Giappone. Alla regia troviamo due autori: Damien Manivel e Kohei Igarashi.

https://www.youtube.com/watch?v=_ndvOy8zjWE

 

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Takara narra di quest’avventura,  che attraversa piccole e grandi difficolta’, di questo bambino che vuole ritrovare suo padre .

Sinossi

Tra le montagne innevate del Giappone, ogni notte, un pescatore si reca al mercato del pesce del suo paese.
una notte, il suo figlioletto di 6 anni, Takara, viene svegliato dai suoi rumori, e non riesce proprio a rimettersi a dormire…
mentre il resto della famiglia dorme, il piccolo fa un disegno per quel papa’ che vede cosi’ poco, e lo mette nel suo zainetto. la mattina, ancora troppo insonnolito, perde la strada per la scuola: un’occasione per una piccola avventura, e forse per consegnare quel disegno.

“Ci siamo incontrati alla prima dei nostri film e ci siamo subiti sentiti vicini grazie all’amore per il cinema. Qualche mese dopo, abbiamo deciso di girare un film insieme. Damien desiderava filmare la neve e Kohei lavorare con un bambino. Siamo andati nella regione più nevosa del Giappone, ad Aomori, e abbiamo incontrato un bambino di sei anni, Takara Kogawa. Siamo rimasti colpiti dal suo miscuglio di imprevedibilità e tristezza, dalla sua completa sincerità. Suo padre è veramente un pescatore e Takara si sveglia ogni notte sentendolo andare al mercato. Quando Takara torna a casa da scuola, il padre dorme ancora. Si vedono molto poco. Abbiamo cercato di raccontare questo complesso sentimento di amore e distanza seguendo le tracce di Takara”.

5 Domande ai registi

E’ la prima volta che lavorate insieme sullo stesso set. In cosa questa esperienza è diversa dai vostri lavori precedenti? Come avete trovato un linguaggio comune tra la cultura francese e quella giapponese? 

Damien Manivel: “Abbiamo scritto le scene e fatto tutte le scelte insieme, ma sul set abbiamo diviso il lavoro fra di noi. Il più delle volte, Kohei ha spiegato le azioni agli attori, mentre io ho lavorato a stretto contatto con la troupe e la camera. Ma i nostri ruoli al bisogno sarebbero stati interscambiabili: non c’era nessuna regola tra noi”. 
Kohei Igarashi: “Non era molto diverso dai miei altri lavori, mi è sembrato naturale lavorare con Damien. Abbiamo parlato in giapponese, con parole semplici, forse è per questo che abbiamo inventato una trama così semplice.”  

È davvero una storia semplice, senza dialoghi, ma così profonda e universale…

DM: “Abbiamo sinceramente cercato di trovare il modo migliore per esprimere i sentimenti che avevamo quando eravamo bambini. Anche se la nostra infanzia è passata da così tanto tempo…”
KI: “… e così abbiamo cercato di capire la realtà quotidiana di Takara, la sua immaginazione, abbiamo parlato e giocato con lui a lungo. Attraverso di lui abbiamo riscoperto la nostra stessa infanzia.” 

Hai menzionato Takara, il tuo meraviglioso attore di sei anni. Come lo hai incontrato e come ha interpretato la sua parte? 

KI: “Lo incontrammo per caso un pomeriggio, dopo un concerto jazz. Siamo subito andati a parlare con lui e lo abbiamo amato a prima vista, è una persona bellissima, sempre così piena di vita …”
DM: “All’inizio pensavamo di non poter girare un film con lui perché era difficile da controllare … Quindi abbiamo deciso di adattare la nostra storia e le idee alla sua vita reale.” 

 

In Takara – La notte ho nuotato, tutto è ispirato dalla vita quotidiana e sembra molto naturale. Allo stesso tempo, la poesia può essere scovata ovunque, e riuscite a rivelarla con una sensibilità infinita. Anche i suoni giocano un ruolo importante in questo film … 

KI: “Quando arrivai per la prima volta ad Aomori, sentii che c’era qualcosa di sacro in questo posto. Abbiamo cercato di trasmettere questo sentimento al nostro film. DM: Dal momento che non ci sono dialoghi, dovevamo comunicare il senso dello spazio, il suono della neve, l’atmosfera di Aomori e le sue silenziose notti immerse nel biancore.”
DM: “Dal momento che non ci sono dialoghi, dovevamo comunicare il senso dello spazio, il suono della neve, l’atmosfera di Aomori e le sue silenziose notti immerse nel biancore.” 

C’è anche un forte senso dell’umorismo e una profonda malinconia. C’era già all’inizio nel vostro copione? 

DM: “l film è una combinazione di entrambi e Takara. Quindi, il senso dell’umorismo e la sensazione di malinconia provengono dal nostro trio.”
KI: “Abbiamo cercato di pensare sempre a Takara come a un piccolo Buster Keaton giapponese…” 

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