Un uomo con degli ideali, con dei valori così ben saldi nel suo essere da divenirne un emblema. Forse non esiste un essere umano con queste capacità, magari lo abbiamo visto nel nostro immaginario, letto in un libro o in un fumetto, visto in televisione o al cinema, ma di persona raramente ci capita di incontrare una persona simile.

Prendiamo Sly, Sylvester Gardenzio Stallone, per esempio, un attore cinematografico di fama mondiale, un pioniere del genere action, forse uno dei primi inventori di una categoria di film oramai divenuta cult, i suoi personaggi, quello che rappresentano, le loro battute, ciò per cui si battono, hanno tutti un nesso, un collegamento fra di loro a livello caratteriale e motivazionale.

Stallone, soprannominato Sly, é nato a New York il 6 luglio 1946. Oltre ad essere un attore, è sceneggiatore, regista e produttore cinematografico statunitense, principalmente conosciuto per l’interpretazione dei tre celebri personaggi Rocky Balboa, John Rambo e Barney Ross, protagonisti di tre saghe cinematografiche iniziate con le pellicole Rocky (1976), Rambo (1982) e I mercenari – The Expendables (2010).

Sono sempre stato un fan di Stallone, forse perché da bambino ero soggetto a molteplici scherzi da parte dei più grandi, i classici bulli delle scuole, contro di me, piccolo, impacciato e goffo. Sognavo di essere un energumeno grande e grosso per potermi vendicare, per questo vedevo tutti i film d’azione, mi immedesimavo nel protagonista e si sa, da bimbi è più facile sognare.

Mi sembra doveroso quindi iniziare questo mio approccio alla rubrica parlando di questo grandissimo attore.

Sylvester Stallone, Londra, 12 gennaio 1979. (Photo by Evening Standard/Hulton Archive/Getty Images)

LE ORIGINI

Stallone nasce presso un istituto di carità di Hell’s Kitchen, un quartiere di Manhattan (New York), il 6 luglio del 1946 da Frank Stallone (1919-2011), un barbiere statunitense, figlio di immigrati italiani, Silvestro Stallone (1883-1963) e Pulcheria Nicastri (1890-1973), originari di Gioia del Colle (in provincia di Bari) ed emigrati negli USA nel 1930, e da Jacqueline Labofish (1921), un’astrologa statunitense figlia di un ebreo ucraino originario di Odessa, John Paul Labofish (1891-1956) e di una francese originaria di Brest e di religione cattolica, Jeanne Victoria Anne “Adrienne” Clerec (1896-1974). Il 30 luglio del 1950 nasce il secondogenito Frank Jr. Futuro cantante e musicista con qualche incursione nel mondo del cinema.

Durante il parto la rescissione del nervo facciale dovuta all’uso del forcipe, gli causò una lieve paresi del lato sinistro del volto; durante l’adolescenza Stallone soffrì anche di rachitismo, cosa che gli causò molti problemi fisici. Nel 1951 la famiglia Stallone si trasferisce nel Maryland e in seguito i genitori si separano: la madre, con problemi di alcolismo, se ne va di casa e i bambini rimangono a vivere col padre, un uomo molto severo negli insegnamenti. All’età di 15 anni si trasferisce a Filadelfia con la madre, il secondo marito di lei, la sorellastra Toni Ann e il fratello Frank, con cui frequenta la Abraham Lincoln High School, ma a differenza del fratello non vi si diploma. Oltre a praticare il football e la scherma, inizia ad allenarsi nella palestra Barbella’s gestita dalla madre. Frequenta poi la Devereaux Manor High School e dopo il diploma, ottiene una borsa di studio per meriti sportivi all’American College in Svizzera.

Lo sport lo aiuta a superare i problemi fisici avuti nell’infanzia e la borsa di studio gli dà la possibilità di iscriversi alla University of Miami in Florida dove sceglie la facoltà di arte drammatica e recita anche in alcuni spettacoli studenteschi. Per frequentare l’università si mantiene con numerosi piccoli lavori, tra cui il parrucchiere, l’inserviente al Central Park Zoo di New York e il bigliettaio di un cinema. Nel 1969 decide di abbandonare il suo corso di studi e di tornare nella sua città natale, New York.

L’ESORDIO

Tornato da questa esperienza Stallone decide di tentare la fortuna partecipando a piccole produzioni a Broadway, da quel momento comincia a scrivere piccole sceneggiature. Ottiene la sua prima apparizione cinematografica in un porno soft Porno Proibito, che con il passare degli anni verrà poi rimesso in commercio con il titolo di Lo stallone italiano nonostante Sly, in questo film, appare solo in una scena e percepirà il suo primo compenso di 200 dollari.

Nel 1971 fa dei provini per Martin Scorsese e George Lucas rispettivamente per i film Il padrino e Star wars ma nulla da fare, ottiene pero il ruolo di protagonista nel film a basso costo Fuga senza scampo. Dopo brevi apparizioni nei film Una squillo per l’ispettore Klute e il dittatore dello stato libero delle Bananas di Woody Allen torna di nuovo a far teatro per Broadway.

Nel 1974 sposa l’attrice Sasha Czack, sua collega ai tempi del Baronet, dove Stallone vendeva i biglietti del teatro e Sasha svolgeva altri ruoli: da questo matrimonio la coppia ha due figli, Sage, che sarebbe diventato attore e regista, e il secondogenito Seargeoh “Seth”, nato con una forma di autismo, che compare in Rocky II nella parte del figlio appena nato di Rocky.

Nel 1975 partecipa come comparsa per i film Prigioniero della seconda strada, il poliziotto privato di Dick Richards, Quella sporca ultima notte. Richard Fleischer lo inserisce nel cast di Mandingo, ma poi la scena dove appare Stallone viene eliminata; interpreta anche il ruolo del detective Rick Daly in un episodio della serie Kojak, partecipa infine come co-protagonista alla pellicola Anno 2000 – La corsa della morte al fianco di David Carradine, prima della grande svolta che avverrà l’anno successivo.

LA SVOLTA

Nel 1976 arriva Rocky, scritto e interpretato da Stallone, film inizialmente destinato ai cinema indipendenti e ai drive-in che diventa sorprendentemente la pellicola dell’anno, aggiudicandosi una statuetta come miglior film agli Oscar e una nomination come miglior attore.

Per Sly non si tratta solo di una svolta lavorativa ma di una vera rivalsa nei confronti delle major cinematografiche, difatti i produttori del film non volevano lui per la parte principale (si mormora che al suo posto era previsto un Robert Redford) ma egli si intestardì a tal punto da non concedere i diritti della sua sceneggiatura se non fosse stato lui a interpretarne il protagonista. Il regista e il resto della produzione si piegarono alle sue richieste riservandosi comunque di escluderlo del cast qualora avesse dimostrato di non esserne all’altezza, secondo voi com’è andata a finire?

Nel 1978 rifiuta per la prima volta la parte del protagonista nel film Tornando a casa, interpretato poi da Jon Voight e premiato con l’Oscar. Accetta di interpretare il ruolo di un giovane attivista del sindacato dei camionisti, F.I.S.T., in coppia con Rod Steiger, con il quale si ritroverà ne Lo specialista. Nello stesso anno l’attore decide di proporsi anche come regista: debutta dietro la macchina da presa con Taverna Paradiso, recitando anche una parte: la pellicola tratta la storia di tre fratelli che vivono tra la povertà di una New York degli anni quaranta. La trama è un adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto dallo stesso Stallone, ma il film non decolla come dovrebbe e risulta essere un flop.

Nel 1978 Stallone viene già considerato una meteora, in molti infatti lo davano già come dimenticato, ma lui non si arrende e passa dietro la macchina da presa per il seguito di Rocky. Girato sempre a Filadelfia con un basso budget e dalle aspettative non idilliache da parte del pubblico, Stallone ripropone il cast del primo film: ottiene buone critiche tanto da eguagliare quasi la pellicola originale. Uscito nelle sale americane nel 1979, ottenne un incasso globale di poco più di 200 milioni di dollari e ricevette un premio come miglior film agli American Movie Awards; nel 1980 ottiene il premio per il miglior film ai People’s Choice Awards, per Stallone una seconda vittoria meritata.

I FAVOLOSI ANNI 80

1980, inizia la decade che consacrerà definitivamente Silvester Stallone come attore di successo, a cominciare dal poliziesco metropolitano I falchi della notte, diretto da Bruce Malmuth. Successivamente arriva il film Fuga per la vittoria (liberamente ispirato alla partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto del 1942) nel film Stallone è il portiere della squadra di calcio dei prigionieri alleati. Sylvester Stallone viene allenato dal portiere Gordon Banks per la preparazione di questo ruolo. Durante le riprese del film, l’attore si ruppe un dito per parare un potente tiro di Pelé e si slogò una spalla per girare le scene delle parate senza controfigura.

Nel 1982 torna sul ring con Rocky III (sempre firmandone regia e sceneggiatura). Poi arriva il turno di Rambo (First Blood), che dà all’attore la possibilità di staccarsi momentaneamente dalla figura del pugile italoamericano creando così una nuova icona dell’eroe americano. John Rambo è un veterano del Vietnam, che tornato al suo paese negli USA, si ritrova aggredito dalla comunità locale di un piccolo paesino, Hope (in inglese speranza), meta che aveva deciso di raggiungere per andar a far visita ad un suo vecchio commilitone. Là Rambo scopre dalla madre del povero ragazzo che egli è morto a causa di un tumore ai polmoni per via dei gas che aveva respirato durante la guerra.

A quel punto, quando ormai per John non esiste altra tappa da raggiungere, decide di soffermarsi qualche giorno nella tranquilla cittadina, ma viene trattenuto dalla polizia del posto con accuse di vagabondaggio e detenzione illegale di armi (un coltello enorme). Lo arrestano… Da quel momento sarà un susseguirsi di colpi di scena fino all’ultimo respiro.

Nel 1983, reduce dal successo dei due film precedenti, dirige Staying Alive, sequel de La febbre del sabato sera, con John Travolta nei panni di Tony Manero. Stallone è regista, sceneggiatore e produttore. Nel 1984 debutta nella commedia Nick lo scatenato, accanto alla cantante e attrice Dolly Parton. Il 1985 è l’anno di Rocky IV: ambientato durante gli anni della guerra fredda, ha come soggetto la rivalità tra Rocky e Ivan Drago (Dolph Lundgren), il pugile russo che rappresenta l’Unione Sovietica. Il film detiene il record per quanto riguarda il maggior incasso nella storia del cinema per un film sportivo: questo quarto capitolo della saga pugilistica ha incassato più di 300 milioni di dollari in tutto il mondo. Nella stessa stagione uscì il primo sequel di Rambo. Girato in pieno periodo reaganiano, definendo il personaggio di Stallone utile per rilanciare la sinergia tra l’apparato di sicurezza nazionale e Hollywood, riconciliati nell’offensiva contro la minaccia comune dell’impero del male sovietico.

Stallone divorzia dalla Czack il 14 febbraio 1985. Nel giugno dello stesso anno conosce la modella e attrice danese Brigitte Nielsen, in quel periodo a New York per promuovere il film Yado con Arnold Schwarzenegger. Dopo un breve fidanzamento, il 15 dicembre del 1985 Stallone e la Nielsen si sposano nell’abitazione del produttore Irwin Winkler: ma dopo molti scandali arriva il divorzio, il 13 luglio 1987

Nel 1986, dopo aver rifiutato di lavorare in due produzioni come Beverly Hills Cop e Die Hard recita in Cobra. Nel 1987 è il camionista Lincoln Hawks in Over the Top, mentre nell’anno successivo esce Rambo III: a differenza del secondo Rambo, il terzo viene accolto con minor entusiasmo e il film stesso fu duramente criticato. Nel 1989 Stallone ci riprova con il genere poliziesco, recitando nella pellicola Tango & Cash in coppia con Kurt Russell. Ormai standardizzato in ruoli d’azione, Stallone è di nuovo un italoamericano, Frank Leone, nel film carcerario Sorvegliato speciale.

IL RE DEL GENERE ACTION

Il 1990 è l’anno di Rocky V, alla regia di John G. Avildsen regista del primo capitolo della saga. Per la prima volta dall’inizio della serie, il protagonista non sale sul ring, ma decide di allenare un giovane di belle speranze, il film prevedeva la morte di Balboa sin dalla prima stesura della sceneggiatura, ma tempestivamente fu tutto modificato dalla casa di produzione per non escludersi eventuali altri seguiti. E’ il momento di cambiare, cosi Stallone decide di darsi alla commedia. Nel 1991 John Landis lo dirige in Oscar – Un fidanzato per due figlie, assieme a Ornella Muti. Poi è la volta, l’anno seguente, della pellicola Fermati, o mamma spara, di Roger Spottiswoode, a mio avviso il film più deludente della sua carriera.

Nel 1993 esce il film avventuroso Cliffhanger – L’ultima sfida, dove è un operatore di soccorso, costretto suo malgrado a fare da guida ad alcuni criminali di fama internazionale. Il film, co-sceneggiato da Stallone, riceve tre nomination agli Oscar come miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali, con un buon successo commerciale, incassando 255 milioni di dollari, considerando i 65 spesi per produrlo. Nello stesso anno è il turno di Demolition Man e Lo specialista, per la prima volta nella sua carriera (escludendo il film Porno proibito – Italian Stallion) Stallone partecipa a scene “hot” (con l’attrice Sharon Stone). In una scena di questo film, mostra le sue conoscenze di Tai Chi, una tra le più famose arti marziali cinesi.

Nel 1995 viene diretto da Richard Donner nel thriller Assassins, con Antonio Banderas e Julianne Moore: nel film il suo personaggio è un killer professionista. In seguito interpreta il Giudice Dredd nel fumettistico Dredd – La legge sono io. L’anno successivo arriva Daylight – Trappola nel tunnel, diretto da Rob Cohen (girato negli studi di Cinecittà a Roma) che vede fra gli attori nel cast il figlio Sage.

Stallone si risposa il 17 maggio 1997 con Jennifer Flavin, conosciuta anni prima sul set di Rocky V. Da questa relazione nascono tre figlie: Sophie Rose (1996), Sistine Rose (1998) e Scarlet Rose (2002).

Sempre nel 1997 è protagonista nel poliziesco Cop Land, pellicola diretta dal regista James Mangold. Stallone, per esigenze di copione, ingrassa di circa 18 kg grazie alla dieta di ciambelle giganti fatte nella creperie locale. Stallone interpreta la parte di Freddy Heflin, sceriffo di un distretto di New York. Il suo è un personaggio debole e bistrattato da tutti. L’interpretazione trattenuta e volutamente sotto le righe di Stallone è apprezzata dalla critica e rimane come una tra le più intense della sua ormai lunga carriera.

UN NUOVO MILLENNIO ALL’INSEGNA DELLA NOSTALGIA

Nel 2000 recita al fianco di Michael Caine e Mickey Rourke in La vendetta di Carter, remake del film Carter realizzato nel 1971, dove l’attore inglese, Caine, interpreta la parte del protagonista, Jack Carter: pellicola dedicata alla vendetta, con uno Stallone cupo, deciso, e molto più tatuato.

L’anno seguente, nel 2001 è il turno di Driven: pellicola co-prodotta e sceneggiata da lui stesso, ambientata nel mondo della Formula Cart (attuale Champ Car), senza però ottenere lo stesso successo commerciale del precedente Cliffhanger, il film segna in Italia la fine di un grande doppiatore, Ferruccio Amendola, che fino a quel momento aveva dato voce all’attore americano impersonandone a meraviglia le caratteristiche più complesse. Nello stesso anno recita in un thriller, nel film D-Tox, di Jim Gillespie.

Nel 2002 è tra i protagonisti della commedia Avenging Angelo, film diretto da Martyn Burke, dove recitò accanto a Madeleine Stowe, Anthony Quinn (ultima apparizione cinematografica) e l’italiano Raoul Bova. Nel 2003 recita un ruolo minore nella pellicola Shade – Carta vincente.

Dopo qualche piccola partecipazione come un cameo in Taxxi 3 e la commedia d’azione Missione 3D – Game Over, Stallone decide di investire nella televisione acquistando i diritti del reality The Contender, in onda nel 2005 su NBC, per poi condurlo assieme all’ex pugile Sugar Ray Leonard.

Non senza difficoltà legate dal fatto che le case di produzione non credono più nelle sue capacità, e neanche che quei personaggi possano ancora interessare al pubblico ormai di un’altra generazione, decide di rimettersi in gioco, riutilizzando proprio quelle icone che tanto l’hanno reso famoso: Rocky e Rambo.

Nel 2006 scrive, dirige e naturalmente interpreta Rocky Balboa, la sesta e definitiva pellicola della celebre saga dedicata allo “Stallone italiano”. Nel cast, per la prima volta dopo le precedenti cinque pellicole, non compare Talia Shire, l’attrice che ha interpretato Adriana, la storica compagna del protagonista. Il film, pur non riscuotendo il successo dei suoi predecessori, dà un degno finale alla saga del pugile italoamericano commuovendo ed emozionando, tutti i suoi fan gradiscono e ringraziano.

Il 22 febbraio 2008 è uscito nelle sale italiane il quarto capitolo della saga dell’ex Berretto verde, John Rambo, da lui co-scritto, diretto e interpretato. Nel quarto capitolo della fortunata serie, ambientato in Birmania, sono evidenziati i soprusi svolti dal regime militare Birmano nei confronti di un gruppo etnico locale, i Karen. A costo di dover essere lui stesso ad impegnarsi per la co-sceneggiatura e la regia vuole il film con tutto se stesso. Il progetto, pensato a partire dal 2002, prese vita nel 2007: le riprese della pellicola iniziarono ufficialmente il 23 febbraio e terminarono il 10 giugno dello stesso anno; sono state effettuate in Messico, Thailandia e Stati Uniti.

Alla fine degli anni 2000, Stallone ha ricoperto di tatuaggi le spalle e una parte di petto e braccia, per nascondere le cicatrici accumulate girando film d’azione.

DA UN DRAMMA PERSONALE LA FORZA DI CONTINUARE

Per Sylvester Stallone è come vivere una seconda giovinezza, reduce dai due film che hanno rilanciato due dei suoi personaggi più celebri si lancia in un’ altra serie cinematografica destinata a far parlar di se per molto tempo, fine 2009 arriva The expandebles – I mercenari dove interpreta il capo di un gruppo di ex soldati (Barney Ross) divenuti mercenari per missioni estreme, il cast vede il rilancio di tutte le star di film action anni 80/90 a partire da Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke e Eric Roberts.

Nel febbraio 2011 Stallone firma per un nuovo progetto; fa parte del film d’azione Jimmy Bobo – Bullet to the Head, durante la promozione del film a Roma arriva una terribile notizia, è il 13 luglio 2012 quando suo figlio Sage Stallone viene trovato morto per un arresto cardiaco in casa sua, aveva 36 anni.

Sylvester Stallone and son Sage in Rocky V 1990
FILMSTILL ROCKY 5

«Sono addolorato, voglio che speculazioni e affermazioni discutibili terminino. Quando un genitore perde un figlio, non c’è dolore più grande. Perciò sto implorando le persone di rispettare la memoria del mio talentuoso figlio e provare compassione per la sua amorevole madre. Questa perdita straziante si farà sentire per il resto della nostra vita, Sage è stato il nostro primo figlio e il centro del nostro universo e sto chiedendo umilmente a tutti di lasciare in piena pace la memoria di mio figlio.»

Il sequel de I mercenari – The Expendables, I mercenari 2, viene ufficializzato nell’estate 2011 ed esce il 17 agosto 2012. Si aggregano al cast grossi calibri come Chuck Norris, Jean-Claude Van Damme, Scott Adkins, Liam Hemsworth e il tennista Novak Djokovic, che vanno ad unirsi ai già presenti Stallone, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Jason Statham, Dolph Lundgren, Jet Li, Terry Crews, e Randy Couture.

Il 26 agosto 2012 muore la sorellastra Toni-Ann Filiti; aveva 48 anni e da tempo era affetta da un tumore ai polmoni.

Nel 2012 esce al cinema Escape Plan – Fuga dall’inferno, thriller carcerario in cui farà coppia con Arnold Schwarzenegger, poco dopo è il turno di far coppia con Robert De Niro nella pellicola Il grande match, commedia sulla boxe in cui i due sessantenni, rivali storici, saliranno sul ring per un ultimo incontro. Nel novembre 2012 arriva la notizia che l’attore ha completato le riprese per il film indipendente Reach Me – La strada per il successo, recitando nel film senza voler ricevere alcun tipo di compenso.

Prosegue la saga degli Expendables, con I mercenari 3 nel 2014 riconfermando il cast precedente e aggiungendo Harrison Ford, Antonio Banderas e Mel Gibson. Il 25 novembre del 2015 fa il grande ritorno uno dei suoi personaggi storici nel film Creed – Nato per combattere, che narra la storia di un ragazzo che segue le orme del suo defunto padre, Apollo Creed, e trova in Rocky Balboa un mentore. Il film gli vale il premio come miglior attore non protagonista ai Golden Globe e una nomination agli oscar per la stessa categoria.

Nel marzo 2016 viene annunciato che Sylvester Stallone parteciperà al sequel del film Guardiani della Galassia nella parte di Starhawk. Tra il 2017 e il 2018 vi sono molti film in programma a partire dal recentissimo Escape Plane 2, che prevedrà un terzo capitolo, un nuovo episodio della saga I mercenari e un quinto Rambo in programmazione per il 2019.

UN UOMO DIVENUTO LEGGENDA

Se ne potranno dire di cotte e di crude su Stallone, e si potrebbe approfondire su molteplici particolari e dettagli legati alla carriera travagliata ma spettacolare di questo personaggio. Indubbiamente non si tratta di un attore complesso per film impegnativi o d’autore, sebbene io creda che le sue potenzialità nel corso degli anni siano state parecchio sottovalutate da molti, ma Sly ha dimostrato a se stesso e al mondo intero che nella vita la perseveranza ti porta a raggiungere qualsiasi obbiettivo.

Un attore che ha donato parte della sua essenza trasmigrando quella forza di volontà nei personaggi che ha interpretato, questo lo si percepisce dai dialoghi e dalle azioni che compiono nelle loro rispettive storie. Un pugile che non ha nulla da perdere e chiede una possibilità di rivalsa dalla sua misera vita per un futuro migliore, un soldato che ha perso tutto e non avendo nulla per cui vivere trova una giusta causa per cui morire. Se ne potrebbero fare tanti altri di esempi, quello che emerge è sempre e comunque un uomo che ha lottato per crearsi una vita nonostante i mille ostacoli a livello sociale, economico e fisico, che non si è fatto prendere in giro dalle produzioni e non si è mai dato per vinto.

E’ vero, non esiste un uomo che rappresenti a tutti gli effetti dei valori, non esiste la perfezione, ma c’è un qualcosa nelle storie dei grandi artisti, nelle storie che seguiamo al cinema, grandi imprese, compiute da persone che hanno saputo dare il massimo in condizioni estreme. Come dice Stallone, non conta nella vita sferrare i colpi, ma resistere a quelli che ci sferrano contro gli altri senza cadere al tappeto. In ogni caso non sarà la tua forza fisica a prevalere ma la tua forza di volontà.

Grazie a questo insegnamento così profondo il bambino che ero ha imparato a diventare uomo . Grazie Sly.

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Lara
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Lara

Bravissimo Alex davvero si vede che sei un fan di Sly

Alex
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Alex

Grazie Lara troppo gentile 🙂

Irene pepe
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Irene pepe

Bellissimo, un grande articolo per il grande stallone! 😄