L’impegno senza fine di Nadia Murad per far conoscere la sua storia e lo sterminio del popolo Yazidi per mano dell’Isis

3 agosto 2014, l’Isis attacca la città di Sinjar, raduna la comunità Yazida e uccide 600 persone tra cui 6 fratelli di Nadia Murad e la rendono schiava insieme ad altre donne yazide.

Da qui inizia la lunga storia di Nadia. Resa schiava, fu picchiata e stuprata dai soldati dell’Isis. Nel novembre dello stesso anno riesce miracolosamente a scappare, rifugiandosi presso una famiglia della zona che l’aiutò a raggiungere il campo profughi di Duhok per poi arrivare a Stoccarda.

Il film ci mostra il percorso che porta Nadia a parlare presso il Consiglio di Sicurezza Onu, affrontando per la prima volta nella storia dell’organizzazione il tema della tratta di esseri umani e conflitti. Ancora, il film ci mostra quanto Nadia giorno dopo giorno trova la forza per ricordare ciò che le è successo e parlarne affinché la sua storia e quella del suo popolo raggiunga e sensibilizzi il maggior numero di persone e porre fine a queste persecuzioni.

La regia di questo film è affidata ad Alexandria Bombach, che parlando di Nadia e del film ha affermato: “Il palco della vittima, del sopravvissuto, non è da prendere alla leggera. Nadia stessa sa che le sue parole hanno spinto alcune persone all’azione. La mia speranza è che questo accesso intimo e privilegiato alla vita di Nadia aldilà del palcoscenico riveli le reali fatiche che una comunità senza voce è obbligata ad affrontare per spingere il mondo ad aiutarla”.

Il film sarà distribuito nelle sale dal 6 al 12 dicembre da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection in occasione della consegna del Premio Nobel per la Pace a Nadia il 10 dicembre. Trattandosi di una I Wonder Stories, alla distribuzione collabora anche Sky Arte, che trasmetterà 10 minuti in esclusiva del film nel giorno della consegna del premio Nobel.

 

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