Spike Lee, una vita da outsider

Il mercuriale regista festeggia la nomination, ben sapendo che le sue probabilità di vittoria non sono molte.

Shelton Jackson Lee, in arte Spike è sempre stato uno che non le manda a dire. Il suo caratteraccio ne ha spesso offuscato il talento facendone, per l’appunto, un outsider. Uscito dalla scuola di cinema nei primi anni ’80, ha prodotto i primi film con l’aiuto economico della nonna, girando nei luoghi della sua giovinezza, a New York. Nel 1989, all’ età di 33 anni realizza forse il suo film migliore: Fa’ la cosa giusta racconta una calda giornata estiva d’intolleranza razziale a Brooklyn:a causa dell’ uccisione di un ragazzo di colore scontri feroci tra neri ed italoamericani si concludono con l’assalto ad una pizzeria. A Cannes il suo film viene battuto da Sesso Bugie & Videotape di Steven Soderbergh, in cui un trangolo domestico viene messo in crisi da un ospite dotato di cinepresa. Spike Lee non la prende bene, soprattutto quando il presidente della giuria del festival francese, che quell’ anno è il cineasta teutonico Wim Wenders, si oppone a qualunque riconoscimento per l’opera del regista americano, dichiarando che:”il protagonista del film non è eroico”. Lee a quel punto sbotta:”Che cosa avrebbe di eroico un fottuto pervertito che intervista le donne sulla loro vita sessuale?”, minacciando di usare in modo irriferibile una mazza da baseball contro il regista tedesco. All’uscita in patria il conservatore Joe Klein accusa il regista afroamericano di gettare benzina sul fuoco dell’ odio razziale. Gli rispondono per le rime le riviste del settore, i giornali progressisti e l’eminente critico David Ansen, dalle pagine di Newsweek accoglie il film ritenendolo al contrario “il più energico e informato rapporto sul razzismo che il cinema americano sia in grado di fornirci oggi”. Agli Oscar del 1990 Fa’ la cosa giusta riceve due frettolose candidature, per il bianco Danny Aiello e per la sceneggiatura e non vince niente.

Negli anni le sue pubbliche relazioni sono migliorate e, in tempi di revisionismo spinto l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences è giunta al punto di conferirgli nel 2015 un Oscar onorario per il contributo che ha dato al mondo dello spettacolo nella sua carriera. Personalmente sono felice di rivederlo alla notte degli Oscar e le candidature  a BlacKkKlansman sono meritatissimeper uno dei suoi lavori migliori e più maturi. Qui sotto trovate un divertente filmato che ne fima la composta rezazione nel momento in cui viene annunciata la sua nomination per la regia.

https://youtu.be/X3Hi8Cajl_U

Agli appassionati più giovani consiglio di vedere, oltre al già citato Fa’ la cosa giusta (1989), Malcolm X (1992), film agiografico sul famoso leader afroamericano interpretato da un monumentale Denzel Washington, He Got Game (1998), ancora con Washington e Ray Allen, La 25ª ora (2002) con Edward Norton senza dimenticare Inside Man(2006) con Clive Owen, Denzel Washington e Jodie Fosteruno dei thriller più riusciti degli ultimi anni. E BlacKkKlansman, naturalmente.

Jodie Foster e Denzel Washington a confronto in una scena di Inside Man (2006).

Virale quest’anno è stato l’errore di alcuni giornali e siti web che hanno annunciato la morte di Spike Lee invece che di Stan Lee. Almeno il primo è più vivo che mai. Bentornato!

 

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