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Come finisce Salt? Finale spiegato e verità su Evelyn

Evelyn smaschera Winter, fugge dalla custodia e parte alla caccia delle altre spie dormienti russe

Massimo 4 minuti fa Commenta! 10
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Contenuti
Come finisce Salt? La risposta direttaIl piano di Orlov e la morte di MikePerché Salt entra nel bunker della Casa BiancaL’ultima scena: perché Peabody lascia fuggire EvelynChi è davvero Evelyn Salt nel finaleLe versioni alternative cambiano il finale di Salt

Salt finale spiegato: Evelyn è davvero cresciuta come agente dormiente russa, ma non completa il piano di Orlov. Dopo l’assassinio del marito Mike, sceglie di sabotare il Giorno X, elimina il traditore Ted Winter e fugge dalla custodia americana.

Attenzione: seguono spoiler completi sul film e sulle sue versioni alternative.

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Come finisce Salt? La risposta diretta

Salt - immagine della scena

Salt finisce con Evelyn che uccide Winter, la vera talpa russa infiltrata ai vertici della CIA, e impedisce il lancio di missili nucleari. Arrestata, convince Peabody che vuole eliminare gli altri agenti dormienti. Lui le consente di fuggire dall’elicottero, lasciandola libera di continuare una guerra personale contro il programma che l’ha creata.

La rivelazione decisiva è doppia. Evelyn non era stata accusata ingiustamente in ogni dettaglio: da bambina era stata addestrata nell’Unione Sovietica e inserita negli Stati Uniti con l’identità di una ragazza americana morta. Tuttavia, non è più fedele a Orlov. Il matrimonio con Mike Krause le ha dato un legame autentico, e la sua uccisione trasforma la missione assegnata in una vendetta contro gli stessi uomini che l’avevano programmata.

Il piano di Orlov e la morte di Mike

Salt - immagine della scena

Il disertore Orlov accusa Evelyn di essere KA-12, una delle spie dormienti educate fin dall’infanzia per infiltrarsi nella società americana. Salt fugge dalla CIA, apparentemente confermando i sospetti, poi attacca il presidente russo Matveyev durante il funerale del vicepresidente degli Stati Uniti. In realtà usa un veleno di ragno capace di simulare la morte: Matveyev sopravvive, dettaglio che dimostrerà che Evelyn stava già sabotando il piano.

Orlov la sottopone quindi alla prova più crudele. Fa portare Mike sulla nave utilizzata come base dagli agenti russi e lo fa uccidere davanti a lei. Evelyn non reagisce, così da non tradire la propria ribellione, ma subito dopo elimina Orlov e gli altri uomini presenti. La morte di Mike è il punto di non ritorno: Salt smette definitivamente di essere uno strumento del progetto sovietico e decide di distruggerlo dall’interno.

Perché Salt entra nel bunker della Casa Bianca

Salt raggiunge la Casa Bianca insieme a un altro agente dormiente, travestita da ufficiale. L’attentato suicida del complice costringe il presidente Howard Lewis a rifugiarsi nel bunker sotterraneo. L’obiettivo del Giorno X è usare l’accesso ai sistemi nucleari statunitensi per provocare una catastrofe internazionale e innescare un conflitto globale.

Nel bunker emerge il vero traditore: Ted Winter, collega e amico di Evelyn, confessa di essere Nikolai Tarkovsky, un’altra spia cresciuta dal programma russo. Winter mette fuori combattimento il presidente e prepara il lancio di missili contro città del Medio Oriente, così da spingere il mondo islamico contro gli Stati Uniti. Evelyn tenta di fermarlo, ma lui interpreta il suo attaccamento a Mike come una debolezza e le rivela di aver favorito il rapimento del marito.

Quella confessione elimina ogni esitazione. Salt entra nella sala di controllo, interrompe il lancio e affronta Winter. Quando gli agenti americani la trascinano via, riesce comunque a strangolarlo usando le manette e la catena che la trattiene. La sua azione salva milioni di persone, ma agli occhi delle autorità resta una sospettata responsabile di un attentato e di numerosi omicidi.

L’ultima scena: perché Peabody lascia fuggire Evelyn

Durante il trasferimento in elicottero, Evelyn spiega a Darryl Peabody che Winter era la vera talpa e promette di trovare gli altri agenti addestrati da Orlov. Gli elementi a suo favore stanno emergendo: Matveyev è vivo, Evelyn aveva risparmiato Peabody durante la fuga e le sue impronte vengono trovate sulla nave dove Orlov e i suoi uomini sono stati uccisi.

Peabody non pronuncia un’assoluzione formale. Comprende però che Salt ha impedito l’attacco nucleare e che il sistema ufficiale non riuscirebbe a identificare rapidamente tutte le cellule dormienti. Le slaccia discretamente le manette e, dopo averle intimato di arrendersi, le permette di lanciarsi dall’elicottero nel fiume. La fuga è quindi una liberazione controllata: Peabody sceglie di affidare a Evelyn una missione che le istituzioni non sono ancora in grado di compiere.

L’ultima immagine della versione cinematografica mostra Salt raggiungere la riva e correre nel bosco. Non sta fuggendo soltanto dalla CIA: sta andando verso i responsabili del programma che le ha rubato l’infanzia e ucciso il marito. Il finale aperto era pensato per proseguire la storia, come confermò il regista Phillip Noyce parlando di una conclusione costruita per lasciare spazio a un seguito.

Chi è davvero Evelyn Salt nel finale

Evelyn non può essere ridotta né a patriota americana né a spia russa. La sua identità è stata fabbricata: il nome apparteneva a una bambina statunitense morta con i genitori, mentre la protagonista è cresciuta in un centro di addestramento sovietico. Il film usa questa origine per porre una domanda precisa: l’identità dipende da chi ci ha educati o dalle scelte compiute quando diventiamo liberi?

La risposta arriva dalle azioni di Evelyn. Tradisce Orlov, salva il presidente russo, impedisce l’attacco nucleare americano e vendica Mike. Non agisce per una bandiera, ma secondo una lealtà personale maturata nel tempo. Salt sceglie chi essere nel momento in cui rifiuta entrambi i ruoli imposti: non torna al programma russo e non si consegna passivamente a un apparato statunitense che la considera colpevole.

Anche il titolo gioca su questa ambiguità. Salt è un nome rubato, ma è diventato il nome con cui Evelyn ha costruito relazioni autentiche. Il film diretto da Phillip Noyce e scritto da Kurt Wimmer dura 100 minuti ed è arrivato nei cinema italiani il 29 ottobre 2010, non il 21 luglio riportato nell’archivio. La scheda ufficiale Sony Pictures presenta Angelina Jolie come agente CIA accusata di essere una spia dormiente e conferma il nucleo del conflitto.

Le versioni alternative cambiano il finale di Salt

Salt esiste in tre montaggi principali, e questo spiega perché alcuni spettatori ricordano finali diversi. Nella versione cinematografica il presidente americano sopravvive, Orlov viene ucciso sulla nave ed Evelyn fugge dall’elicottero. La director’s cut mantiene la fuga, ma Winter uccide il presidente; un notiziario suggerisce inoltre che il nuovo capo degli Stati Uniti potrebbe essere a sua volta un agente russo.

L’extended cut cambia maggiormente la chiusura. Evelyn non elimina Orlov sulla nave, evade successivamente e raggiunge il centro russo nel quale era stata addestrata. Travestita da suora, uccide Orlov e distrugge la struttura. Questa versione offre una vendetta più netta e riduce l’apertura verso un seguito. Noyce ha descritto la propria director’s cut come una lettura personale del materiale, mentre l’edizione home video ha reso visibili scene escluse dal montaggio cinematografico.

Per capire quale finale si sta guardando basta osservare gli ultimi minuti: elicottero e fuga nel bosco identificano la versione cinematografica; la notizia sul nuovo presidente appartiene alla director’s cut; l’attacco alla scuola russa chiude l’extended cut. La scheda IMDb di Salt conferma Phillip Noyce alla regia e il cast principale formato da Angelina Jolie, Liev Schreiber e Chiwetel Ejiofor. Tra gli altri interpreti figurano Daniel Olbrychski, August Diehl e Andre Braugher.

Evelyn resta viva e libera, impegnata a eliminare le cellule dormienti. Peabody diventa il suo alleato non ufficiale dopo averne compreso le reali intenzioni. Winter muore nel bunker, Orlov viene eliminato da Salt nella versione cinematografica e Mike non sopravvive alla prova organizzata dai russi. Il presidente russo Matveyev si risveglia, mentre il presidente americano resta vivo nel montaggio distribuito al cinema.

La corsa finale costruisce chiaramente una possibile seconda missione, ma il sequel cinematografico non è stato realizzato. Il valore della chiusura sta comunque nell’aver completato l’arco principale: Evelyn perde la vita privata che aveva scelto, ma conquista il controllo sulla propria identità. Non può cancellare l’addestramento ricevuto, quindi decide di usare quelle capacità contro chi continua a manipolare altri agenti.

Chi apprezza finali costruiti su identità ambigue e minacce che sopravvivono ai titoli di coda può leggere anche Cold Meat, finale spiegato. Per un’altra analisi centrata sul destino di un personaggio e sull’eredità lasciata dall’ultima scena, è disponibile Il primo cavaliere, finale spiegato. Salt chiude invece con Evelyn in movimento: non assolta, non sconfitta e ormai libera di trasformare la propria vendetta in una nuova missione.

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