Robin Hood muore alla fine di Robin Hood – Il prezzo del sangue. Il titolo originale, The Death of Robin Hood, lo anticipa apertamente, ma il modo in cui Michael Sarnoski porta il personaggio alla morte è molto diverso dal classico sacrificio eroico che ci si potrebbe aspettare.
Robin non cade durante una grande battaglia e non muore combattendo contro un esercito. Dopo aver finalmente ammesso la verità sul proprio passato, sceglie di lasciarsi morire tra le mani di Sister Brigid, trasformando il finale in una riflessione sulla colpa, sulla vendetta e sulla possibilità di interrompere un ciclo di violenza.
Attenzione: da questo punto l’articolo contiene spoiler completi sul finale di Robin Hood – Il prezzo del sangue.
Se invece vuoi conoscere il film senza anticipazioni sul finale, su iCrewPlay Cinema trovi il nostro approfondimento dedicato a Robin Hood – Il prezzo del sangue, con trailer, cast e trama.
Come finisce Robin Hood – Il prezzo del sangue?

Nell’ultima parte del film Robin Hood, interpretato da Hugh Jackman, si trova nella comunità religiosa guidata da Sister Brigid.
Robin è arrivato lì gravemente ferito dopo aver aiutato Little John. Durante la convalescenza sembra trovare per la prima volta una forma di tranquillità, ma il passato continua a raggiungerlo.
Uno dei momenti decisivi arriva quando il misterioso lebbroso interpretato da Murray Bartlett rivela la propria identità.
L’uomo è in realtà Guy of Gisbourne, una vecchia vittima di Robin.
Robin lo aveva lasciato vivo, ma profondamente segnato dalla violenza subita.
Guy gli rivela inoltre qualcosa di ancora più importante: anche Sister Brigid è legata direttamente alle atrocità commesse da Robin.
Anni prima Robin e i suoi uomini avevano infatti provocato la morte della famiglia della donna.
A quel punto Robin deve scegliere se continuare a nascondersi dietro la propria leggenda oppure raccontare finalmente la verità.
E decide di confessare.
Perché Robin Hood dice la verità a Sister Brigid?

Guy vorrebbe che Robin mantenesse il segreto e prendesse il suo posto come protettore della comunità.
Robin sceglie invece l’opposto.
Rivela a Brigid di essere Robin Hood e ammette il proprio coinvolgimento nella morte della sua famiglia.
È uno dei passaggi più importanti del film perché Robin smette finalmente di permettere alla leggenda di parlare al posto suo.
Per tutta la storia il protagonista vive infatti una contraddizione: il mondo ha trasformato Robin Hood in un eroe, mentre lui ricorda soprattutto gli uomini e le donne che ha ucciso.
La confessione significa quindi accettare ciò che è stato, senza cercare di trasformarlo in una versione più rassicurante.
Perché Sister Brigid uccide Robin Hood?
Quando Brigid scopre chi ha davanti, la sua prima reazione è la vendetta.
Fa sdraiare Robin e inizia un salasso. In quel momento potrebbe lasciarlo morire per punirlo.
Ma Brigid si ferma.
È Robin stesso a chiederle di continuare.
Prima di morire comprende infatti che non desidera più quella grande morte violenta che aveva immaginato per sé.
Non vuole morire combattendo.
Vuole semplicemente che la sua vita finisca.
| Prima | Nel finale |
|---|---|
| Robin considera la violenza inevitabile | Comprende di poter interrompere il ciclo |
| Immagina una morte eroica in battaglia | Accetta una morte silenziosa |
| Fugge dal proprio passato | Confessa la verità a Brigid |
| Vive attraverso la propria leggenda | Accetta finalmente l’uomo che è stato |
Brigid quindi non lo assassina semplicemente per vendetta.
Il film trasforma gradualmente quella vendetta in una sorta di morte concessa consapevolmente a Robin.
Il regista Michael Sarnoski ha spiegato che voleva raccontare un uomo alla ricerca della propria “morte giusta”, destinato però a capire che quella morte non doveva necessariamente essere una battaglia gloriosa.
Robin Hood muore?

Sì.
Non c’è un’ambiguità particolare sulla sua sorte.
Dopo che Brigid riprende il salasso, Robin trascorre gli ultimi momenti insieme a Margaret, la figlia di Little John.
Le racconta una storia sul padre.
Margaret scaglia poi una freccia fuori dalla finestra e Robin muore nel letto.
Il film non suggerisce una resurrezione, una fuga o un inganno.
La morte è il punto di arrivo dell’intera storia.
Chi è il lebbroso?
Il personaggio indicato inizialmente semplicemente come il Lebbroso non è uno sconosciuto.
Nel finale scopriamo che si tratta di Guy of Gisbourne.
È una delle persone sopravvissute alla violenza di Robin.
Robin lo aveva sconfitto e mutilato, ma Guy ha successivamente scelto una strada opposta.
Anziché continuare a inseguire la vendetta, è diventato una sorta di custode della comunità.
La presenza di Guy serve quindi a mostrare a Robin una possibilità alternativa:
subire la violenza non significa necessariamente doverla perpetuare.
Perché Robin non uccide Godwyn?
Anche questo momento prepara direttamente il finale.
Robin sospetta inizialmente che il giovane Godwyn, interpretato da Noah Jupe, sia arrivato alla comunità per continuare una vendetta legata agli eventi precedenti.
Il vecchio Robin probabilmente avrebbe reagito uccidendolo.
Quello che vediamo alla fine del film fa invece qualcosa di diverso.
Gli chiede di interrompere la catena della vendetta.
È forse il segnale più netto della trasformazione del protagonista.
Per la prima volta Robin non cerca di risolvere un problema utilizzando la violenza.
Cosa significa il finale?

Il finale parla soprattutto di come nascono e sopravvivono le storie sugli eroi.
Robin Hood è diventato una leggenda.
Ma il Robin interpretato da Hugh Jackman conosce una versione molto meno romantica di quella storia.
Sa di aver:
- ucciso;
- distrutto famiglie;
- accumulato nemici;
- utilizzato la violenza anche quando non era necessaria;
- permesso che altri trasformassero quella violenza in leggenda.
Il film mette quindi a confronto il mito di Robin Hood con Robin come uomo.
Sarnoski parte da una figura conosciuta universalmente come l’eroe che ruba ai ricchi per dare ai poveri e domanda cosa accadrebbe se l’uomo dietro quella storia fosse molto più oscuro.
La morte finale completa questa operazione.
Robin non ottiene un’ultima impresa spettacolare da tramandare.
Muore semplicemente come un uomo.
Perché Robin vuole morire?
All’inizio del film Robin sembra cercare quella che considera una buona morte.
Per un uomo che ha trascorso gran parte della propria esistenza nella violenza, significa quasi inevitabilmente immaginare un’ultima battaglia.
Una morte degna della leggenda.
Durante la permanenza nella comunità cambia però prospettiva.
Sarnoski ha spiegato che il personaggio deve rivedere gradualmente la propria idea di quale sia la morte corretta per lui: il passaggio dalla brutalità iniziale alla quiete del finale rappresenta proprio questa trasformazione.
Robin comprende che una morte spettacolare non cancellerebbe quello che ha fatto.
Potrebbe anzi diventare soltanto un’altra storia eroica costruita sopra la violenza.
Il finale viene dalla leggenda originale di Robin Hood?
Qui il film diventa particolarmente interessante.
Sì, almeno in parte.
La morte per salasso non è stata inventata completamente da Michael Sarnoski.
Esiste un’antica ballata conosciuta come Robin Hood’s Death, nella quale Robin si reca da una priora per essere sottoposto a un salasso.
La donna preleva però troppo sangue e Robin finisce per morire.
Sarnoski ha raccontato di essere rimasto colpito proprio dalla semplicità di questa morte: un personaggio mitologico e avventuroso che termina la propria vita silenziosamente in un letto, anziché nel mezzo di una grande battaglia.
Il regista ha conservato questo elemento, modificando però profondamente le motivazioni della priora.
Quali differenze ci sono rispetto alla leggenda?
Nel racconto tradizionale la priora viene generalmente rappresentata in modo molto più negativo.
Nel film, invece, Brigid non è semplicemente una donna malvagia che tradisce Robin.
Sarnoski le costruisce una storia personale direttamente collegata alla violenza dell’uomo.
| Leggenda | Film |
|---|---|
| Robin viene sottoposto a un salasso | Robin viene sottoposto a un salasso |
| La priora provoca la sua morte | Brigid contribuisce alla sua morte |
| Le motivazioni della priora sono poco sviluppate | Brigid ha perso la famiglia a causa di Robin |
| Robin è principalmente l’eroe della storia | Robin viene presentato come un uomo violento |
| La morte è un tradimento | La morte diventa anche una scelta di Robin |
È una differenza fondamentale.
Nel film vittima e carnefice non sono più così facili da distinguere.
Perché la morte di Robin è così tranquilla?
È proprio il contrasto cercato da Sarnoski.
Il film parte con una violenza dura e sgradevole.
Progressivamente però rallenta.
La morte finale diventa:
- intima;
- silenziosa;
- priva di gloria;
- quasi contemplativa.
Il regista ha spiegato a Entertainment Weekly che voleva accompagnare Robin da un mondo dominato dalla brutalità verso una conclusione serena, nella quale il personaggio capisse di aver cercato per tutta la vita il tipo sbagliato di morte.
È l’unico link esterno che inserirei nell’articolo, perché contiene dichiarazioni dirette di Michael Sarnoski e Hugh Jackman sul significato del finale.
Cosa significa la freccia nell’ultima scena?
La presenza della freccia è importante proprio perché non viene utilizzata da Robin per compiere un’ultima impresa.
È Margaret a scagliarla.
Robin le ha trasmesso qualcosa, ma il film evita di trasformare quel gesto nell’inizio di una nuova guerra.
La freccia può quindi essere letta come il passaggio della storia da una generazione all’altra, ma senza la necessità di ripetere automaticamente la violenza precedente.
È anche un richiamo alle numerose versioni della morte di Robin Hood, nelle quali l’arco e l’ultima freccia hanno spesso un ruolo nella conclusione della leggenda.
Robin Hood è quindi un cattivo nel film?
La risposta più corretta è: Robin Hood – Il prezzo del sangue vuole evitare una divisione così semplice.
Il protagonista ha fatto cose terribili.
Il film non cerca di nasconderle.
Ma allo stesso tempo racconta un uomo ormai consapevole delle conseguenze delle proprie azioni e impegnato a capire se sia ancora possibile compiere almeno un’ultima scelta diversa.
La sua redenzione non consiste nel cancellare il passato.
Consiste nell’assumersene finalmente la responsabilità.
Il finale prepara Robin Hood 2?
No.
La morte di Robin è costruita come una conclusione definitiva della sua storia e non come un cliffhanger destinato a un sequel.
Il titolo originale stesso, The Death of Robin Hood, indica fin dall’inizio quale sia la destinazione narrativa.
Margaret potrebbe teoricamente rappresentare la continuità della leggenda, ma il film non termina impostando esplicitamente una nuova avventura.
Il senso dell’ultima scena è soprattutto tematico:
Robin muore, ma le storie continuano.
La questione diventa quindi quali storie scegliamo di tramandare e quanto rimane dell’uomo reale quando una persona viene trasformata in leggenda.
In breve: cosa succede nel finale?
Il finale può essere riassunto così:
- Guy of Gisbourne rivela a Robin la verità su Sister Brigid.
- Robin decide di confessare la propria identità.
- Brigid scopre che Robin è responsabile della morte della sua famiglia.
- Inizia un salasso spinta dalla rabbia.
- Si ferma prima di ucciderlo.
- Robin le chiede volontariamente di continuare.
- Brigid riprende il salasso.
- Robin trascorre gli ultimi momenti con Margaret.
- Margaret scaglia una freccia.
- Robin Hood muore nel letto.
Ed è proprio questo a rendere il finale diverso da quello che ci si aspetterebbe da un film su Robin Hood.
Dopo una vita passata dentro una leggenda fatta di archi, battaglie e sangue, la sua ultima scelta è smettere di combattere.