Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli mattatori in una commedia che ha il sapore della speranza.

Che ci fosse una certa similitudine con Poveri ma Ricchi era evidente sin dal titolo, ma l’ultimo lavoro di Francesco Miccichè (noto ai più per aver diretto alcuni episodi della soap Un Posto al Sole nonché Loro chi? con Edoardo Leo) si lascia apprezzare soprattutto per l’originalità che usa nel trattare il tema comune alle due pellicole: i soldi fanno davvero la felicità?

Mentre nel film di Brizzi, infatti, la ricchezza era quasi una meta agognata, un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, in Ricchi di Fantasia essa viene messa allo stesso livello della povertà. Il protagonista infatti, un Sergio Castellitto in forma smagliante, dopo aver subito uno scherzo dai suoi colleghi di lavoro e credendo di aver vinto 3 milioni di euro al superenalotto, prende madre, figli, compagna e si dirige al Sud per iniziare una nuova vita, per poi scoprire ben presto l’amara verità. Che fare? Tenere nascosto tutto naturalmente e far credere alla famiglia che, per evitare che il fisco li raggiunga, debbano comportarsi da poveri. Attraverso un susseguirsi di disavventure più o meno rocambolesche, i nostri eroi scopriranno che la felicità ha un caro prezzo, ma che niente e nessuno potrà mai quantificarla.

Una morale per certi versi scontata, ma di certo non superflua, in quanto specchio della difficile realtà socioeconomica in cui viviamo, la quale, mettendo a dura prova le nostre forze, ci rammenta alla fine che siamo umani.

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