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wolf call sottomarino

Recensione di Wolf Call – Minaccia in alto mare

Wolf Call – Minaccia in alto mare: il film di Antonin Baudry ci fa immerge con i sottomarini

Ieri sera ho visto l’opera prima del francese Antonin Baudry Wolf Call – Minaccia in alto mare e devo dire che non è niente male. Premetto che non sono proprio un’amante dei film d’azione e di guerra, ma forse è proprio questa la ragione per cui l’ho apprezzato così tanto. La storia è semplice, un conflitto nucleare che va fermato, due sottomarini isolati nell’Oceano che locandina verticale di wolf callnon possono comunicare e, nonostante siano entrambi francesi quindi dalla stessa parte, per la stupidità e l’insensatezza della guerra devono distruggersi a vicenda, ognuno per obbedire alle proprie responsabilità e ordini superiori. Inutile fare paragoni con Caccia a Ottobre Rosso col magnifico Sean Connery, Alec Baldwin e Sam Neill, oppure  con K-19 con Harrison Ford e Liam Neason, o ancora col più recente Hunter Killer con Gerald Butler e Gary Oldman, no Wolf Call – Minaccia in alto mare non rientra nei canoni americani: non ci sono supereroi, superuomini e patriottismo alle stelle. Ma entriamo un po’ nello specifico di questo film.

Antonin Baudry, come ho già detto, con Wolf call – Minaccia in alto mare è alla sua prima esperienza registica e devo dire che dirige bene la compagnia, attento, con inquadrature volutamente strette, ad aumentare la sensazione claustrofobica dell’ambiente soffocante del sottomarino. Il cast è buono, con volti conosciuti e non. L’indimenticabile protagonista di Quasi Amici Omar Sy ci regala una bella interpretazione di uomo serio, coraggioso e leale, con un gran senso dell’amicizia. Reda Kateb visto ultimamente in Fratelli Nemici oppure in un ruolo leggero nella commedia sulla sanità francese Ippocrate, con il quale ha vinto anche il Premio Cesar come miglior attore non protagonista. Mathieu Kassovitz (Happy End, Il cecchino) che interpreta l’ammiraglio dellascen awolf call minaccia in alto mare marina francese, uomo pronto a tutto pur di non scatenare uno scontro nucleare e rimediare a un errore umano che avrebbe conseguenze catastrofiche. Infine, il protagonista del film François Civil, che interpreta un analista acustico dall’orecchio praticamente perfetto con l’incarico di scandagliare con le sue cuffie i rumori del mare e interpretare qualsiasi suono che potrebbe essere una minaccia per il sottomarino. Qualcosa nella missione va storto e la sua sicurezza vacilla e mette in pericolo tutto l’equipaggio. Ma è un suo errore aver riconosciuto un sottomarino russo che non dovrebbe più esistere perché rottamato o forse i capi di stato del mondo giocano alla guerra? O forse esiste una minaccia jihadista? Non voglio svelarti niente di più, ti dico solo che a fine film ho sentito solo il disprezzo per le armi, la stupidità, il sacrificio inutile di uomini retti e leali che sacrificano tutto per un ordine e per essere fedeli nel loro dovere di soldati.

Wolf Call – Minaccia in alto mare è quindi un film di guerra, di azione, con momenti di tensione da thriller, ma anche uno spaccato di caratteri, di sentimenti e di amicizia che lega i protagonisti, che riesce a far immergere lo spettatore con tutto l’equipaggio del sottomarino negli Oceani veri e in quelli dall’animo umano. Buona visione!

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