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La mitologia norrena secondo Netflix: Ragnarok, la serie

E se le divinità fossero tra di noi, ma ancora non se ne rendono conto?

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Ragnarok è un teen drama che unisce la causa ambientalista alla mitologia norrena, regalandoci una storia scorrevole con personaggi ancora da approfondire ma comunque accattivanti.

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Secondo la mitologia norrena il Ragnarok è la fine dei tempi, l’evento in cui gli Dèi e i giganti Jotunheim si affronteranno nell’ultima battaglia in cui entrambi periranno, concludendo definitivamente la guerra tra bene e male, ma facendo si che l’universo purificato possa iniziare un altro ciclo cosmico a cui seguirà una nuova creazione, in in continuo ciclo di morte e rinascita. Se Amazon aveva portato le divinità norrene negli USA con American Gods, Netflix riporta il conflitto sulle terre nordiche con la serie in 6 puntate Ragnarok, una produzione danese-norvegese disponibile dal 31 gennaio.

Creata da Adam Price, nel cast David Stakston/ Magne Seier, Jonas Strand Gravli/ Laurits Seier, Herman Tømmeraas/ Fjor Jutul, Emma Bones/ Gry, Henriette Steenstrup/ Turid Seier, Gísli Örn Garðarsson/ Vidar Jutul, Synnøve Macody Lund/ Ran Jutul, Theresa Frostad Eggesbø/ Saxa Jutul, Ylva Bjørkaas Thedin/ Isolde, Bjørn Sundquist/ Wotan, Eli Anne Linnestad/ Wenche e Odd-Magnus Williamson/ Eric.

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Ragnarok, l’Apocalisse norrena

Turid e i suoi due figli adolescenti Magne e Laurits tornano a Edda, città che avevano abbandonato dopo la tragica morte del padre, ma fin dal loro arrivo il figlio maggiore inizia a provare delle strane sensazioni, accentuate dalle misteriose parole della proprietaria del supermercato Wenche, la quale sembra sapere più di quello che esprime per enigmi. Ben presto Magne si rende conto che la città è in mano alla famiglia Jutul, coloro che gestiscono l’azienda prima causa di inquinamento ma principale fonte di lavoro a Edda, i quali però hanno grande influenza anche grazie alla loro ricchezza che usano per portare avanti i propri interessi.

I problemi di integrazione iniziano quasi subito per Magne, dal carattere introverso e schivo, mentre per il fratello minore Laurits, dall’atteggiamento più sbruffone e sicuro, le cose sembrano andare subito per il meglio, infatti viene subito accettato dal gruppo più in vista della scuola di cui fanno parte gli affascinanti fratelli Jutul Fjor e Saxa. Magne troverà compagnia in Isolde, stravagante adolescente discriminata da tutti, la quale ha un grosso sentimento ambientalista e cerca di combattere l’inquinamento causato dalla Jutul con ogni mezzo, anche pubblicando sui social indagini da lei personalmente compiute nei dintorni di Edda.

Magne inizia a notare di avere dei poteri, una grande forza e di essere invulnerabile, nel frattempo Isolde scopre una pericolosa verità nascosta sotto un ghiacciaio ma non fa in tempo a diffondere la notizia poichè ha uno strano incidente con il parapendio e precipita, morendo proprio di fronte a Magne.

Il giovane è intenzionato a scoprire tutta la verità, non crede che Isolde sia morta per un caso e decide di portare avanti le indagini della giovane, atto che lo porterà inevitabilmente a scontrarsi con il capostipite della famiglia Jutul, ma anche con la moglie, preside della scuola frequentata da Magne, la quale sfrutterà la sua influenza per screditare il ragazzo agli occhi della comunità.

Mentre Magnus dovrà imparare a convivere e a gestire le sue poderose capacità e a fare i conti con i primi batticuori, intorno a lui si muoveranno poteri antichi, pronti a portare il Ragnarok sulla terra per il conflitto finale.

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“…si annuncia con tre anni di aspri dissidi, di guerre cruente e di straordinaria dissolutezza: l’età della scure, della spada, l’età del vento, del lupo”

Ragnarok è una storia di formazione in cui un giovane si ritrova in un nuovo contesto sociale e, nonostante le sue difficoltà nel relazionarsi agli altri, compie una crescita interiore rappresentata dall’accettazione dei suoi poteri e della sua reale identità, ma anche una storia che è una denuncia contro le cause dell’inquinamento e dei conseguenti cambiamenti climatici.

Seppur la storia sia in gran parte dedicata al teen drama, con le discriminazioni e un leggero bullismo nelle aule di scuola, la difficoltà di integrarsi in una nuova comunità alla fine rinchiusa tra alte montagne e il mare, i primi amori e le relative delusioni, la trama è molto scorrevole, intervallata dai vari momenti in cui entriamo a conoscenza del lato mitologico della vicenda e come essa si intreccia con la realtà.

In American Gods venivamo piano piano introdotti nella vera identità dei vari personaggi, qui è chiaro fin da subito chi sono le varie divinità rappresentate. Già al primo episodio è evidente che Magne nasconda dentro di sè il potere del mitologico Thor, così come suo fratello Laurits rappresenti in pieno il dio Loki con le sue bugie e i suoi inganni o l’anziana Wenche, la quale richiama alla memoria Frigg, la più saggia tra le dèe e moglie di Odino. Anche l’immaginaria città di Edda porta il nome dell’ultima zona norrena che si convertì al cristianesimo abbandonando così il culto per gli dèi.

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Ma nel percorso di crescita e di presa di coscienza da parte di Magne dell’entità dei suoi poteri, non potevano mancare dei degni antagonisti pronti a rendergli la vita molto dura, e qui entra in gioco la ricca famiglia Jutul. Fjor e Saxa rappresentano in pieno i classici teenager ricchi e viziati, abituati ad avere tutto quello che vogliono ma soprattutto a mantenere un potere sugli altri, Ran è una donna tanto bella e sensuale quanto fredda e manipolatrice, Vidar invece è un villain a mio parere perfetto. Affascinante e carismatico, l’uomo compare in pubblico come un uomo d’affari di successo freddo e pragmatico, mentre nel privato è un “padre” dispotico e autoritario il quale ogni tanto necessita di sfogare un lato animalesco anche per soddisfare un atavico rituale, un’ entità che da secoli si sforza di mantenere quel potere sociale che ha costruito e che tiene ben celata la sua vera natura, ma allo steso tempo cerca di non perdere il predominio all’interno della sua “famiglia”.

Paesaggi mozzafiato, effetti speciali e trucco molto semplici, essenziali ma funzionali all’andamento della storia, Ragnarok è una serie della quale si nota subito che ci sia dietro un progetto a lungo termine, anche perchè lascia molti quesiti insoddisfatti e che dovranno essere chiariti con una seconda stagione. Se non l’hai ancora vista te la consiglio, un buon modo per far scorrere il tempo in questo momento di cui ne sentiamo un pò tutti il bisogno, se invece l’hai già guardata, perchè non mi lasci la tua impressione nei commenti?.

#andràtuttobene

 

 

 

 

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