Il Driver di Nightsleeper è Paul “Pev” Peveril, interpretato da David Threlfall. Pev è l’ex mentore di Abby Aysgarth al National Cyber Security Centre e organizza il cyberdirottamento del treno Heart of Britain per dimostrare quanto la rete ferroviaria britannica sia vulnerabile a un attacco informatico. Il suo piano, però, prevedeva che il convoglio venisse evacuato: quando i passeggeri restano a bordo, l’operazione diventa una minaccia reale.
Attenzione: da questo punto ci sono spoiler completi sul finale di Nightsleeper – Fuori controllo, la serie thriller in arrivo in Italia dal 4 settembre 2026 su Sky Atlantic e NOW.
Chi è il Driver di Nightsleeper?
Il Driver è Paul “Pev” Peveril. La rivelazione arriva nel finale della serie e ribalta il rapporto di fiducia costruito da Abby durante l’emergenza: Pev non è un hacker sconosciuto né un agente straniero, ma una persona che conosce molto bene lei e il funzionamento del NCSC.
Pev è stato infatti il mentore di Abby e ha lavorato in passato per il National Cyber Security Centre. Proprio durante quel periodo aveva studiato le vulnerabilità della rete ferroviaria britannica e aveva preparato un rapporto sui rischi di un attacco informatico. I suoi avvertimenti non avevano però ricevuto l’attenzione che riteneva necessaria.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Chi è il Driver? | Paul “Pev” Peveril |
| Chi lo interpreta? | David Threlfall |
| Conosce Abby? | Sì, è stato il suo mentore |
| Perché dirotta il treno? | Vuole dimostrare la vulnerabilità della rete ferroviaria |
| Voleva uccidere i passeggeri? | No: il piano prevedeva l’evacuazione del treno |
| Chi ferma il convoglio? | Abby Aysgarth |
Perché Pev dirotta il treno?
Il movente di Pev è legato alla sicurezza nazionale. Quando lavorava al NCSC aveva individuato falle che, secondo lui, avrebbero potuto permettere a un soggetto ostile di prendere il controllo della rete ferroviaria britannica. La sua analisi venne ignorata e Pev arrivò anche a perdere il proprio ruolo.
Anni più tardi decide di trasformare il rischio teorico in una dimostrazione concreta. Il cyberdirottamento dell’Heart of Britain deve diventare la prova pubblica che quelle vulnerabilità esistono davvero e che possono produrre conseguenze enormi.
La serie rende quindi il Driver più ambiguo di un semplice terrorista. Pev compie un’azione criminale e mette in pericolo moltissime persone, ma sostiene di voler prevenire una catastrofe futura mostrando quanto sia facile provocarla.
Pev voleva davvero far morire i passeggeri?
No. Il piano originale prevedeva che il treno fosse vuoto prima della fase finale. Pev aveva organizzato l’operazione in modo che i passeggeri venissero fatti scendere a Motherwell.
Il problema è che l’evacuazione non riesce completamente. Yaz, una delle persone reclutate da Pev, avrebbe dovuto contribuire a svuotare il convoglio dopo avere installato l’attrezzatura necessaria all’attacco. Quando una parte dei passeggeri rimane a bordo, l’esperimento dimostrativo diventa una corsa contro il tempo con vite reali in pericolo.
Questa distinzione è fondamentale per capire il personaggio: Pev non pianifica inizialmente una strage, ma accetta comunque di continuare un’operazione ormai fuori controllo.
Chi ha hackerato materialmente il treno?
Pev è la mente dell’operazione, ma costruisce il piano utilizzando più collaboratori, spesso reclutati senza spiegare loro l’intero obiettivo. Yaz installa sul treno parte dell’attrezzatura usata per il controllo remoto e viene coinvolta attraverso la promessa di un pagamento.
Altri partecipanti servono a creare diversivi e a mettere in moto le diverse fasi del piano. Il Driver coordina quindi un sistema nel quale quasi nessuno dei singoli esecutori possiede una visione completa di ciò che sta realmente accadendo.
Iran e Sudafrica sono davvero coinvolti?
No. Le piste internazionali fanno parte del depistaggio costruito da Pev. Il Driver utilizza proxy, false rivendicazioni e tracce informatiche per far sembrare che l’attacco possa essere collegato a soggetti stranieri.
La pista iraniana e quella sudafricana servono quindi a confondere l’NCSC e a ritardare l’identificazione della vera origine del cyberdirottamento. La minaccia è interna e nasce dalla conoscenza diretta delle vulnerabilità del sistema britannico.
Perché Pev usa il codice di Abby?
Una parte dell’attacco sfrutta il codice sviluppato da Abby per il cosiddetto Project Mashhad, un precedente progetto legato alla possibilità di intervenire su sistemi ferroviari vulnerabili.
Il dettaglio rende il caso ancora più personale per Abby. Non deve soltanto fermare un hacker: deve affrontare un attacco costruito anche attraverso strumenti che derivano dal suo stesso lavoro e orchestrato da una persona che ha contribuito alla sua formazione professionale.
Qual era il vero obiettivo del treno?
Pev programma l’Heart of Britain perché arrivi fuori controllo verso Victoria Station a Londra, dove si trova anche la sede del National Cyber Security Centre. La collisione deve essere il messaggio definitivo sulla fragilità dell’infrastruttura ferroviaria.
Nella logica originaria del Driver, il treno avrebbe dovuto raggiungere quella fase senza passeggeri. Quando questo non accade, Abby deve trovare un modo per fermarlo prima dell’impatto.
Come fa Abby a fermare il treno?
Abby riesce prima a riavviare il sistema e correggere la vulnerabilità utilizzata da Pev, bloccando così l’accesso remoto del Driver. La soluzione crea però un nuovo problema: nessuno riesce più a controllare normalmente il convoglio.
A quel punto Abby sfrutta una funzione di sicurezza ferroviaria. Capisce che il treno reagirà automaticamente a un segnale rosso attivando la frenata. Non riuscendo a coordinare l’operazione a distanza, interviene fisicamente sul sistema di segnalazione a Victoria Station e porta il semaforo al rosso.
Il sistema automatico riconosce il segnale e il treno riesce a fermarsi poco prima dell’impatto. È il momento che chiude la corsa principale della serie.
Joe Roag è coinvolto nel dirottamento?
No, Joe non è il Driver e non è la mente del cyberdirottamento. La serie costruisce diversi sospetti attorno ai passeggeri e allo stesso Joe, ma il personaggio diventa soprattutto l’alleato a bordo con cui Abby deve collaborare mentre lei opera dall’NCSC.
Il continuo dubbio su chi sia affidabile è uno dei motori del thriller: proprio per questo la rivelazione finale funziona meglio quando il responsabile risulta essere una persona esterna al treno ma vicinissima professionalmente ad Abby.
Quante puntate ha Nightsleeper – Fuori controllo?
Nightsleeper è composta da sei episodi. La serie britannica è stata trasmessa originariamente dalla BBC nel 2024 e arriva in Italia su Sky Atlantic e NOW dal 4 settembre 2026.
La pagina ufficiale di Nightsleeper su Sky presenta il cyberdirottamento e identifica proprio il misterioso “Driver” come l’avversario sempre un passo avanti rispetto ai tentativi di Abby e Joe di fermarlo.
Nightsleeper finale spiegato: la risposta in breve
Il Driver è Paul “Pev” Peveril, ex dipendente dell’NCSC e mentore di Abby. Organizza il cyberdirottamento per dimostrare che la rete ferroviaria britannica è vulnerabile agli attacchi informatici. Il suo piano prevedeva l’evacuazione dei passeggeri, ma l’operazione degenera con persone ancora a bordo. Abby riesce infine a bloccare l’accesso di Pev e usa il sistema automatico di sicurezza del treno, attivando un segnale rosso a Victoria Station per fermarlo prima dell’impatto.