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Lettura: MOURINHO arriva su Netflix l’11 agosto: cosa racconta la docuserie sullo Special One
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MOURINHO arriva su Netflix l’11 agosto: cosa racconta la docuserie sullo Special One

Massimo 1 ora fa Commenta! 10
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La nuova serie documentario segue José Mourinho per due anni e ripercorre vittorie, rivalità e cadute attraverso le testimonianze di Ferguson, Ibrahimović, Drogba, Casillas e molti altri. L’obiettivo, però, è capire l’uomo dietro il personaggio che ha cambiato il ruolo dell’allenatore moderno.

Contenuti
Quando esce MOURINHO su NetflixCosa racconta la docuserie MOURINHONon solo trofei: Netflix vuole raccontare l’uomo dietro lo Special OneDa Drogba a Ibrahimović: chi parla nella serie NetflixL’Inter del Triplete avrà inevitabilmente un peso particolareDietro MOURINHO c’è uno dei produttori di BeckhamIl ritorno al Real Madrid rende la docuserie ancora più attuale

«Special One» non è mai stato soltanto un soprannome. Nel caso di José Mourinho è diventato quasi un personaggio, costruito tra conferenze stampa diventate memorabili, provocazioni, trofei, rivalità e rapporti con i giocatori spesso estremi.

Ora Netflix prova a capire cosa ci sia dietro quella figura.

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MOURINHO arriva su Netflix l’11 agosto 2026 in tutto il mondo, Italia compresa. Sarà una docuserie limitata composta da tre episodi, realizzata con accesso diretto all’allenatore portoghese e girata nell’arco di due anni.

E il momento scelto per pubblicarla non potrebbe essere molto più particolare: Mourinho è tornato sulla panchina del Real Madrid, club che aveva già allenato dal 2010 al 2013 e che oggi lo vede nuovamente alla guida della prima squadra.

Quando esce MOURINHO su Netflix

MOURINHO - fotogramma del film

La data da segnare è martedì 11 agosto 2026.

Netflix ha inserito ufficialmente MOURINHO tra le uscite italiane del mese e conferma un lancio globale nella stessa giornata. La docuserie sarà composta da tre puntate.

Non sarà quindi una semplice biografia televisiva che mette in fila coppe e squadre allenate.

Il progetto è stato costruito seguendo Mourinho direttamente per due anni e alternando il suo punto di vista alle testimonianze di alcune delle persone che hanno lavorato con lui, contro di lui o che hanno vissuto da vicino alcune delle fasi più importanti della sua carriera.

L’idea dichiarata da Netflix è andare oltre «i titoli dei giornali e il teatro a bordo campo» per osservare più da vicino l’uomo dietro lo Special One.

Cosa racconta la docuserie MOURINHO

MOURINHO - fotogramma del film

Il punto di partenza ideale è il Porto del 2004.

Mourinho aveva già vinto la Coppa UEFA l’anno precedente, ma è con la conquista della Champions League che la sua carriera cambia dimensione. Quel successo lo trasforma rapidamente da allenatore emergente portoghese a uno dei tecnici più desiderati d’Europa.

Da lì arriva il Chelsea.

Poi Inter, Real Madrid e gli altri grandi capitoli di una carriera nella quale Mourinho ha conquistato campionati nazionali in quattro Paesi differenti e due Champions League. Netflix utilizza proprio questa ascesa per raccontare come il portoghese abbia contribuito a trasformare la percezione stessa dell’allenatore: non più soltanto il tecnico che prepara la squadra, ma una personalità capace di occupare il centro della scena quasi quanto i giocatori.

MOURINHO dovrebbe però concentrarsi anche sulle contraddizioni.

Perché per ogni squadra che sembra disposta a seguirlo ovunque arriva prima o poi uno scontro. Per ogni trionfo c’è una rivalità. E dietro alla straordinaria capacità di creare un gruppo disposto a combattere per lui esiste anche una carriera costellata da rotture, esoneri e rapporti complicati.

È proprio questa doppia natura a interessare maggiormente il documentario.

Non solo trofei: Netflix vuole raccontare l’uomo dietro lo Special One

MOURINHO - fotogramma del film

Il trailer insiste su un Mourinho perfettamente consapevole della propria immagine.

In una delle sequenze mostrate, il tecnico ripercorre i propri successi circondato da cimeli della sua carriera. Il concetto è inequivocabilmente mourinhiano: se qualcuno vuole raccontare la sua storia è perché per circa vent’anni ha continuato a vincere.

Ma sarebbe limitante costruire tre episodi soltanto intorno al palmarès.

Netflix presenta infatti MOURINHO come il ritratto di una contraddizione: una figura che il calcio sembra incapace di ignorare anche quando il rapporto con Mourinho diventa difficile.

Ed è probabilmente qui che la docuserie può diventare interessante anche per chi conosce già perfettamente i risultati dello Special One.

La domanda non è soltanto come abbia vinto tanto, ma perché molti dei giocatori che hanno lavorato con lui continuino a descrivere quel rapporto come qualcosa di diverso rispetto alla normale relazione tra calciatore e allenatore.

Da Drogba a Ibrahimović: chi parla nella serie Netflix

MOURINHO - fotogramma del film

Per rispondere Netflix ha raccolto un numero notevole di testimonianze.

Nella docuserie intervengono Sir Alex Ferguson, John Terry, Iker Casillas, Zlatan Ibrahimović, Didier Drogba, Marcelo, Samuel Eto’o, Javier Zanetti, Frank Lampard e Petr Čech.

L’elenco completo comprende anche André Villas-Boas, Claude Makélélé, Eden Hazard, Luís Figo, Marco Materazzi, Massimo Moratti, Peter Kenyon, Ricardo Carvalho, Rui Faria e Sami Khedira.

Sono nomi scelti tutt’altro che casualmente.

Terry, Lampard, Drogba e Čech possono raccontare il Mourinho del primo Chelsea, quello che arriva in Premier League dichiarandosi Special One e costruisce una squadra dominante.

Zanetti, Materazzi, Eto’o e Moratti rappresentano invece l’Inter del Triplete del 2010, probabilmente una delle squadre nelle quali il rapporto emotivo tra Mourinho e i suoi giocatori raggiunge il livello più evidente.

Casillas, Marcelo, Khedira e Figo permettono invece di entrare nell’universo Real Madrid.

E poi c’è Sir Alex Ferguson, uno dei pochi allenatori capaci di confrontarsi con Mourinho sullo stesso piano tanto sul campo quanto sul terreno della comunicazione.

Mettere insieme versioni differenti dello stesso personaggio può essere molto più interessante che lasciargli semplicemente raccontare la propria leggenda.

L’Inter del Triplete avrà inevitabilmente un peso particolare

Per il pubblico italiano c’è ovviamente un capitolo che attirerà più degli altri: l’Inter 2009-2010.

Mourinho porta i nerazzurri alla conquista di Serie A, Coppa Italia e Champions League, completando un Triplete mai ottenuto prima da una squadra italiana.

Quel periodo contiene praticamente tutti gli elementi che definiscono il personaggio.

La capacità tattica, il rapporto quasi viscerale con alcuni giocatori, gli scontri con il sistema calcistico italiano e infine la vittoria al Santiago Bernabéu contro il Bayern Monaco.

La presenza nella serie di Zanetti, Eto’o, Materazzi e Massimo Moratti rende difficile immaginare che Netflix tratti quel biennio soltanto velocemente.

E per chi ricorda la sua partenza subito dopo la finale di Madrid, sarà probabilmente una delle sezioni emotivamente più forti del documentario.

Dietro MOURINHO c’è uno dei produttori di Beckham

Anche la squadra produttiva dice parecchio sul tipo di documentario che Netflix vuole costruire.

La regia è affidata a Joe Pearlman, già nominato ai BAFTA e agli Emmy e autore di produzioni come Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now e Robbie Williams.

Tra i produttori troviamo invece John Battsek, due volte premio Oscar e già produttore della docuserie Netflix Beckham, insieme a Miles Coleman. La società di produzione è VENTURELAND.

Il riferimento a Beckham è importante.

Anche in quel caso Netflix non si era limitata alla carriera sportiva, utilizzandola come struttura per raccontare fama, famiglia, stampa, successi e momenti di crisi.

Con Mourinho il materiale potenzialmente è ancora più esplosivo.

Il ritorno al Real Madrid rende la docuserie ancora più attuale

C’è infine un elemento che probabilmente Netflix non avrebbe potuto programmare meglio.

Mourinho è nuovamente allenatore del Real Madrid nel 2026, tredici anni dopo la conclusione della sua prima esperienza al Bernabéu. Il sito ufficiale del club lo indica alla guida della squadra dalla stagione 2026 e documenta già il lavoro svolto durante la preparazione estiva.

Significa che lo spettatore arriverà alla conclusione della docuserie non davanti a una carriera terminata, ma a un nuovo capitolo che sta iniziando proprio mentre MOURINHO viene pubblicato.

Ed è forse la chiusura più adatta possibile per raccontare José Mourinho.

Dopo Porto, Chelsea, Inter, Manchester United, Tottenham, Roma, Fenerbahçe e tutte le vittorie e le polemiche accumulate nel mezzo, lo Special One torna esattamente in uno dei luoghi nei quali la sua figura è stata più divisiva.

A sessantatré anni Mourinho continua quindi a fare quello che ha fatto praticamente per tutta la sua carriera: vincere, dividere e soprattutto impedire al calcio di ignorarlo.

La risposta su quanto del personaggio pubblico coincida con l’uomo sarà invece uno dei motivi per guardare MOURINHO dall’11 agosto su Netflix.

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