Alla Festa del Cinema romano, Luana Gualano presenta il suo film horror Go Home – A casa loro, film indipendente presentato dalla sezione Alice nella città a Panorama Italia.

Enrico è un neofascista che manifesta con altri squadristi davanti al centro di accoglienza per migranti della periferia romana. Contemporaneamente la zona viene invasa dagli zombies, creati da uno strano virus. Per salvarsi l’unico rifugio sicuro è proprio l’odiato centro di accoglienza. Alla fine i migranti decidono di lasciare entrare il ragazzo, che si deve confrontare con coloro che ha deciso a priori di odiare senza alcun motivo plausibile.

A parte la scelta intelligente e la metafora riuscitissima dei migranti come zombie, il film ha mille motivi per essere distribuito e visto, cosa che sarà possibile nel 2019.

Prima di tutto il manifesto di Zerocalcare, che una certa affinità con gli zombie l’ha già dimostrata con Dodici. Poi il progetto, a bassissimo budget, di Luana Gualano, che in due settimane ha messo assieme veri migranti, coi quali aveva già lavorato, e altri attori non professionisti in un laboratorio, per fare un film che è andato al di là di ogni aspettativa e ha riempito le sale della Festa. C’è Giuliano Leone, speaker di Radio Rock, la radio che ha sostenuto il film coi suoi ascoltatori che hanno fatto da comparse, i dj che hanno pubblicizzato la raccolta fondi, infine ha contribuito alla sceneggiatura e al soggetto un altro speaker della radio Emiliano Rubbi, che spiega così il film: “La metafora degli zombie per noi era perfetta; in loro non c’è un odio motivato o una cattiveria, uccidono perché spinti dalla fame. Per questo si prestano bene a rappresentare l’odio cieco, immotivato, che preme fuori dal centro d’accoglienza ed è come un virus“.

Rincalza la regista:

Gli zombie funzionano come ulteriore metafora rispetto all’orda che trascina le persone a sé, come il mare può inghiottire i migranti. Oltretutto il loro viaggio non finisce all’arrivo. Una volta sbarcati li aspettano lunghissime attese nei centri d’accoglienza, non sanno cosa sarà di loro. È proprio di ieri la notizia del giovane migrante che si è ucciso quando ha saputo che gli era stato negato l’asilo politico. L’horror dà grande libertà espressiva anche lavorando a budget ridotto. La mia speranza è che un ragazzino che veda il film, aspettandosi una storia di zombie, alla fine parteggi per il protagonista liberiano“.

Poi c’è la colonna sonora di Tommaso Zanello, ossia er Piotta, Daniele Coccia Paifelman, Il muro del canto e i Train to roots.

Insomma, anche se può sembrare un ossimoro, un gran bell’horror.

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