Per la rubrica di oggi, torniamo in Wakanda con Michael B. Jordan: come il compianto Chadwick Boseman, la sua carriera dà voce alle storie di resistenza afroamericana. Il suo secondo nome, Bakari, in lingua swahili significa “nobile promessa”, richiamando le radici profonde delle tribù di Black Panther. Scopriamo il percorso di questa star: dai piccoli ruoli in TV ai primi successi, fino al leggendario trionfo agli Oscar con Sinners.

Dall’infanzia ai primi ruoli
Michael B. Jordan è nato a Santa Ana, California, il 9 febbraio 1987, secondogenito di Donna Davis e Michael A.G. Jordan; sua sorella maggiore si chiama Jamila e suo fratello minore è Khalid. A due anni si trasferisce con la famiglia a Newark, New Jersey, dove si iscrive alla Newark Arts High School. Dopo aver partecipato a vari spot pubblicitari e aver lavorato come modello per bambini per diversi marchi, a dodici anni debutta come attore comparendo in alcune serie televisive, come Cosby e I Soprano, e al cinema in Black & White.
Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza sua madre: appassionata di arte sin da piccola, Donna ha lavorato nel campo dell’istruzione artistica e ha spinto suo figlio nel mondo dello spettacolo. Lo accompagnava ai provini, spesso intraprendendo viaggi lunghi e costosi e Michael B. Jordan l’ha ringraziata in pubblico durante la sua premiazione agli Actor Awards: “Mamma, grazie per avermi accompagnato avanti e indietro a New York quando non avevamo i soldi per attraversare l’Holland Tunnel. Cercavamo i soldi per la benzina e per i parcheggi”.
Per il suo secondo film condivide il set con Keanu Reeves in Hardball nel 2001. Michael B. Jordan si fa conoscere di più l’anno successivo con il ruolo di Wallace nella prima stagione di The Wire di HBO. Nel marzo 2003 entra nel cast di La valle dei pini interpretando Reggie Montgomery fino a giugno 2006, un adolescente problematico, in sostituzione proprio di Chadwick Boseman. Nel 2008 è apparso come guest in CSI: Scena del crimine, Senza traccia e Cold Case – Delitti irrisolti.
Poi ha ottenuto un ruolo da protagonista nel film Blackout e inThe Assistants su The-N e lo troviamo nel video musicale Did You Wrong di Pleasure P. Nel 2009 Michael B. Jordan interpreta un giocatore di football americano del liceo che si scontra con un gangster locale nell’episodio “Hot Spot” di Burn Notice – Duro a morire. In attesa di diventare Adonis, l’anno dopo veste i panni di un pugile coinvolto in un crimine nell’episodio “Inhumane società” in Law & Order: Criminal Intent.
In questo periodo collabora due volte con lo showrunner Jason Katims: dal 2009 al 2011 nel dramma della NBC Friday Night Lights nel ruolo del quarterback Vince Howard per tutte e due le stagioni; nel 2010 ottiene il ruolo ricorrente di Alex nello show della NBC Parenthood. Michael B. Jordan doppia Jace in Gears of War 3, videogioco per Xbox 360; nel 2012 appare nel film Red Tails, prodotto da George Lucas e come guest-star nell’episodio 14 della 8ª stagione di Dr. House – Medical Division, interpretando un paziente cieco.
Prima di parlare dei suoi successi più famosi, vogliamo menzionare la sua partecipazione al film televisivo di HBO nel 2018 Fahrenheit 451 con Michael Shannon e Sofia Boutella. Tre anni più tardi Michael B. Jordan veste i panni di John Kelly, ex Navy SEAL e direttore dell’unità di controterrorismo d’élite Rainbow Six, in Senza rimorso, diretto da Stefano Sollima e basato sul libro di Tom Clancy. Nel 2021 compare anche in un simpatico cameo in Space Jam: New Legends, quando il gatto Silvestro lo scambia per l’ex giocatore di basket Michael Jordan solo per la somiglianza del nome:
Michael B. Jordan, tra storie vere e produzione
Uscito nelle sale statunitensi il 25 dicembre 2019, Il diritto di opporsi si ispira ad eventi reali legati al processo a Walter McMillian: l’uomo è ingiustamente condannato alla pena di morte per l’omicidio della giovane Ronda Morrison e sarà difeso strenuamente dall’avvocato Bryan Stevenson, protagonista del film interpretato da Michael B. Jordan. La pellicola vuole segnala il razzismo sistemico e gli errori del sistema giudiziario statunitense, cercando di contrastare la pena di morte.
Nel 2021 è protagonista di un altro film biografico molto forte: Le parole che voglio dirti è diretto da Denzel Washington e porta in scena la storia vera del primo sergente Charles Monroe King, adattando le memorie del 2008 A Journal for Jordan: A Story of Love and Honor, scritte da Dana Canedy, giornalista del New York Times e compagna di vita di King.
Michael B. Jordan interpreta il sergente King, che morì “servendo il suo paese” in Iraq mentre il figlio era ancora neonato: scrivendo il suo diario per Jordan gli dona molti consigli e il suo amore, rendendolo l’unico legame diretto tra padre e figlio. Nel 2016 l’attore ha fondato la società di produzione Outlier Society e ha adottato l’Inclusion Rider, una clausola con cui garantisce diversità e inclusione nei cast e nelle troupe; oltre a Le parole che voglio dirti e a Il diritto di opporsi, ha prodotto Fahrenheit 451, Kin, Creed II e Senza rimorso.
Il successo legato a Ryan Coogler
Anche il primo film con il suo regista preferito è una storia vera: in Prossima fermata Fruitvale Station, diretto da Ryan Coogler, nel 2013 Michael B. Jordan ha vestito i panni di Oscar Grant, giovane afroamericano disarmato ucciso dalla polizia della Bay Area Rapid Transit Distric di Oakland (California) il 1º gennaio 2009. Per privacy i nomi dei due poliziotti coinvolti nell’omicidio sono stati cambiati nel film, dove sono interpretati dagli attori Kevin Durand e Chad Michael Murray.
Per questo ruolo la critica lo acclama, ricevendo premi come Miglior attore rivelazione in diverse manifestazioni, tra cui National Board of Review of Motion Pictures e Gotham Awards; a Todd McCarthy, critico cinematografico di The Hollywood Reporter, ha ricordato“un giovane Denzel Washington “ e da People e Variety Michael B. Jordan è stato segnalato come“attore da osservare“.
Per Time si tratta di una delle trenta persone sotto i 30 anni che stanno cambiando il mondo e nel 2015 dona nuova vita alla saga cinematografica di Rocky. Nello spin-off con Sylvester Stallone, Creed – Nato per combattere, la star è diretta per la seconda volta da Coogler e ottiene grande successo per il ruolo di Adonis Creed, figlio del pugile Apollo Creed e pronto ad essere allenato dal leggendario avversario di suo padre.
Per questo film Michael B. Jordan si è preparato con un anno di rigoroso allenamento fisico e una dieta a basso contenuto di grassi. Per il ruolo riceve un National Society of Film Critics e un Boston Film Critics Online Awards come Miglior attore protagonista, due NAACP Image Award (miglior attore e miglior intrattenitore dell’anno), un African-American Film Critics Association come Performance rivelazione e un Black Film Critics Circle come Miglior attore, oltre a diverse candidature ad altri premi.
Nel 2018 il sequel è diretto da Steven Caple Jr. con Coogler che resta tra i produttori esecutivi nell’ottavo capitolo della serie di film Rocky. Michael B. Jordan riprende il ruolo del pugile in Creed II, film che ha ricevuto recensioni positive e ha guadagnato $35,3 milioni nel suo weekend di apertura, registrando il più grande debutto di sempre per un film live-action distribuito durante il Giorno del Ringraziamento. Oltre ad interpretare il protagonista di Creed 3, l’attore ha debuttato come regista per il film del 2023, primo capitolo della saga senza il personaggio di Rocky, e ha dichiarato:
“La regia è sempre stata un’aspirazione, ma il tempismo doveva essere giusto. Creed III è quel momento, un momento della mia vita in cui sono diventato più sicuro di chi sono, mantenendo la mia presenza nella mia storia, maturando personalmente, crescendo professionalmente e imparando dai grandi come Ryan Coogler, più recentemente Denzel Washington, e altri registi di alto livello che rispetto.
Tutto ciò prepara il tavolo per questo momento. Questo franchise e in particolare i temi di Creed III sono profondamente personali per me. Non vedo l’ora di condividere il prossimo capitolo della storia di Adonis Creed con la straordinaria responsabilità di esserne il regista e omonimo”.
Michael B. Jordan e i superpoteri
Prima di diventare un personaggio di un cinecomic, ha interpretato il protagonista Steve Montgomery in Chronicle nel 2012, uno dei tre ragazzi adolescenti che sviluppano abilità sovrumane. Il film è diretto da Josh Trank, stesso regista del flop del 2015 (9% su Rotten Tomatoes), Fantastic 4 – I Fantastici Quattro, in cui Michael B. Jordan interpreta la Torcia Umana. Purtroppo anche la sua presenza risulta uno dei tanti elementi di disapprovazione del film: nei fumetti Marvel la Torcia Umana/Johnny Storm è storicamente rappresentata come un personaggio caucasico.
Prima di arrivare al suo riscatto per il mondo Marvel, nell’ottobre 2017 compare come Mark Reese in Raising Dion, serie di supereroi su Netflix. La terza collaborazione tra Michael B. Jordan e Ryan Coogler avviene sotto il segno dei Marvel Studios con Black Panther, uscito al cinema nel febbraio 2018; la sua performance del villain Erik Killmonger è strepitosa e ruba la scena, conquistando critica e fan. Figlio del principe wakandiano N’Jobu e di una donna americana, il personaggio presenta alcune differenze dai fumetti.
In particolare nella versione cinematografica Erik Stevens non nasce in Wakanda, ma ad Oakland, California, per ricordare la città dove storicamente nacque il “Black Panther Party” nel 1966. Vincitore di MTV Movie & TV Awards e Teen Choice Awards come miglior cattivo, Michael B. Jordan durante il set si è isolato e si è tenuto a distanza dagli altri per calarsi nella parte, portando dinamiche di conflitto anche nei momenti di pausa. Recentemente ha svelato di aver ricorso alla terapia per liberarsi del peso emotivo di Killmonger:
“Dopo il film, quel ruolo è rimasto con me per un po’. Sono andato in terapia, ne ho parlato, ho trovato un modo per decomprimere. A quel punto stavo ancora imparando che avevo bisogno di liberarmi dal peso di un personaggio. Erik non conosceva molto l’amore. Non l’aveva mai sperimentato. Ha vissuto tanti tradimenti, sistemi falliti intorno a lui che hanno plasmato la sua rabbia e frustrazione”.
Questa esperienza gli ha insegnato l’importanza di dedicare tempo alla propria salute mentale dopo un ruolo così oscuro e dopo aver empatizzato col villain e con le sue sofferenze. Michael B. Jordan Jordan è tornato nel ruolo in Black Panther: Wakanda Forever (2022) e in due episodi della prima stagione di What If…? (2021). Parlando di supereroi ha doppiato anche Victor Stone / Cyborg nel film animato Justice League: The Flashpoint Paradox (2013).
Dall’esperienza di Black Panther non dimenticherà mai all’amico e collega Chadwick Boseman, scomparso nel 2020: Michael B. Jordan ha rivelato di conservare in casa un peluche a forma di pantera nera come tributo personale, affinché la forza e la gentilezza dell’amico restino sempre nella sua quotidianità. Durante i NAACP Image Awards 2026, ha dedicato il premio come Outstanding Actor per il film Sinners a Boseman, ricordandolo come il suo “fratello” e riflettendo sulla brevità della vita. Quando girava il suo ultimo film, Coogler lo spronava usando l’esempio di Boseman per mantenere la concentrazione.
La vittoria dell’Oscar e i progetti futuri
Quest’anno ha realizzato la sua “nobile promessa” , impregnata nel suo secondo nome, con il massimo riconoscimento possibile per un attore: dopo le candidature al Golden Globe e al Critics Choice Award, per il suo doppio ruolo in Sinners Michael B. Jordan ha vinto due Actor Awards, ma soprattutto il Premio Oscar come miglior attore protagonista, sesto uomo di colore a trionfare in questa categoria.
Anche in questo successo è diretto da Coogler, interpretando i fratelli gemelli Smoke e Stack nel film horror d’epoca del 2025: I peccatori è il film con più candidature di sempre ai premi Oscar (16 categorie) ed è stato inserito dal National Board of Review nella lista dei migliori dieci film dell’anno. Al momento dell’annuncio ha pianto ed è stato abbracciato da Leonardo DiCaprio, principale contendente per il premio insieme a Chalamet.
Menzionando Sidney Poitier, Denzel Washington, Jamie Foxx, Forest Whitaker, Will Smith e Halle Berry (prima e unica donna di colore a vincere l’Oscar come miglior attrice protagonista), Michael B. Jordan ha così parlato al suo discorso di premiazione:
“Sono qui grazie a coloro che mi hanno preceduto. Essere tra questi giganti, questi grandi, tra i miei antenati, tra le mie guide… Grazie a tutti voi in questa sala e a tutti voi a casa per avermi sostenuto durante la mia carriera. So che volete che io abbia successo, e io voglio farlo perché avete creduto in me. Quindi grazie per continuare a credere in me.”
Un ringraziamento speciale è riservato al regista Ryan Coogler: “Sei una persona davvero straordinaria. Sono onorato di poterti chiamare collaboratore e amico. Mi hai dato l’opportunità e lo spazio per farmi conoscere. Ti voglio bene, fratello”. Subito dopo Michael B. Jordan ha condiviso anche il titolo del suo film preferito in assoluto: Principessa Mononoke.
La scena che ha colpito il web si è svolta al di fuori del Dolby Theatre, tra lo stupore degli operatori della catena di fast food IN-N-OUT che hanno visto entrare la star ancora in smoking Louis Vuitton con la statuetta in mano per placare la sua fame: dopo ore di cerimonie ordinando un cheeseburger “3×3” (con tre polpette e tre fette di formaggio), patatine e una bibita; questi hamburger sono famosi anche per l’after-party di Vanity Fair, ma ci colpisce la genuinità di Michael B. Jordan nel firmare autografi in questa situazione.
Nel prossimo progetto l’attore collaborerà nuovamente con Coogler in Risposta sbagliata, film basato su un articolo del New Yorker riguardante uno scandalo di test scolastici ad Atlanta. Michael B. Jordan dovrebbe anche apparire in un secondo remake di The Thomas Crown Affair e sarà il leader di un gruppo di sopravvissuti nel sequel di Io sono leggenda, come annunciato da Will Smith che tornerà protagonista, seguendo il finale alternativo del primo film. Insieme ad Austin Butler sarà protagonista del film Miami Vice diretto da Joseph Kosinski per la Universal Pictures.
Altre curiosità sulla sua vita privata
La star Premio Oscar ha sempre dichiarato di voler concentrarsi sul lavoro, evitando di mostrare troppo della sua sfera privata. Michael B. Jordan vive a Los Angeles dal 2006, in particolare negli ultimi anni abita con i suoi genitori in una casa a Sherman Oaks; si definisce “spirituale” perché cresciuto in una famiglia religiosa. L’ultima relazione nota è quella con Lori Harvey, conclusasi a giugno 2022. Appassionato di sport, dal dicembre 2022 possiede una quota di minoranza del club inglese di calcio del Bournemouth.
Fan degli anime, adora Naruto e Dragon Ball, ma non disprezza assolutamente My Hero Academia, come si evince dal nuovo format di Variety, “Guys Hanging Out Watching YouTube”: in esso Michael B. Jordan ha guardato un momento traumatico di quell’anime con Austin Butler e Paul Mescal discutendo di amicizia, sacrificio e crescita, temi essenziali dell’animazione giapponese per la star afroamericana. Butler cita Paprika e Perfect Blue per dimostrare che non è un estraneo al medium; Mescal ammette di essere rimasto al solo Dragon Ball Z, definito da lui stesso un “pilastro” dell’animazione.
I suoi idoli cinematografici sono Tom Cruise e Will Smith, capaci di costruire carriere globali. Michael B. Jordan è su Instagram ed è stato inserito fra le 100 persone più influenti al mondo dalla rivista Time nel 2020 e nel 2023. La rivista People lo ha incoronato “uomo più sexy del mondo” nel 2020, mentre The New York Times lo ha classificato al 15° posto nella sua lista dei 25 più grandi attori del XXI secolo; dal 1 marzo 2023 anche il suo nome è tra le celebrità della nota Hollywood Walk of Fame di Los Angeles.