In casa Marvel non si parla solo di film: il nuovo Editor-in-Chief della divisione fumetti è Stephen Wacker, che sostituisce C.B. Cebulski, rimasto in carica dal 2017. La nomina del veterano dell’editoria segna un cambiamento epocale per l’azienda, poiché coincide con il trasferimento storico del ramo fumetti da New York a Burbank, in California, centralizzando le operazioni cartacee a ridosso dei Marvel Studios e della casa madre Disney.

Per i lettori di fumetti di lunga data, il nome di Stephen Wacker non è nuovo: una delle figure editoriali più stimate e influenti degli ultimi vent’anni nel panorama americano, che ha iniziato la sua carriera nei primi anni duemila in DC Comics, dove ha coordinato progetti complessi come la celebre serie settimanale 52. Con il suo passaggio in Marvel è diventato il supervisore di alcune delle run più acclamate dell’era moderna.
Sotto la sua ala sono nate gestioni storiche come il rilancio Brand New Day e Superior Spider-Man su Amazing Spider-Man, oltre ai cicli rivoluzionari di Daredevil scritti da Mark Waid e Hawkeye di Matt Fraction. È stato anche uno dei padri creativi di Kamala Khan/Ms. Marvel. Successivamente, Wacker si era allontanato dalla divisione cartacea per guidare i contenuti di Marvel Digital Media e lavorare come produttore nel settore dell’animazione televisiva; a questo punto rientra a casa in maniera trionfale, dopo aver viaggiato tra più media con tanta esperienza.

Marvel si riorganizza tra i suoi rami aziendali
L’avvicendamento ai vertici non è una semplice sostituzione di poltrone, ma il tassello di una mastodontica ristrutturazione aziendale voluta dall’alto. C.B. Cebulski non è stato licenziato definitivamente, anzi assumerà un nuovo ruolo strategico in Giappone come Editor, Asia Originals, focalizzandosi sullo sviluppo del mercato asiatico e dei manga ufficiali Marvel.
La vera motivazione dietro la scelta di Wacker è da ricercare nell’allontanamento di Marvel Comics da New York dopo oltre 80 anni di storia. Tutta la divisione editoriale si sta trasferendo a Los Angeles, più precisamente a Burbank, per unirsi ai quartieri generali della Walt Disney Company. La Casa delle Idee necessitava di un nuovo forte leader in un momento di forte transizione strutturale e dopo un periodo in cui le vendite dei fumetti e le critiche su alcune testate di punta, come Spider-Man, avevano fatto storcere il naso a molti fan.

Serviva un leader che conosca alla perfezione la macchina dei fumetti, ma che sappia muoversi agilmente anche nei corridoi della California, dove si decidono i destini dei franchise globali. A questo punto è inevitabile che questa svolta influenzi anche i film e le serie TV del Marvel Cinematic Universe. Una prima ragione è la sinergia geografica e aziendale: la casa editrice si trova ora a Burbank, a pochi passi dagli uffici dei Marvel Studios, la comunicazione tra chi scrive i fumetti e chi produce i film sarà immediata.
Inoltre, la nomina di Wacker è stata fortemente sostenuta da Brad Winderbaum, recentemente promosso a capo del macro-settore che unisce Televisione, Animazione, Fumetti e Franchise: i fumetti non sono più visti come un reparto isolato, ma come il motore creativo primario da cui attingere direttamente per il cinema. L’ultima motivazione risiede nel background transmediale di Wacker: avendo lavorato sia sui fumetti cartacei che sulle serie animate e sui prodotti digitali, il nuovo Editor-in-Chief sa esattamente quali storie hanno il potenziale per funzionare sullo schermo.

Il suo obiettivo sarà probabilmente quello di rimettere i fumetti al centro dell’universo Marvel, creando archi narrativi editoriali forti che possano fare da “banco di prova” per le future fasi del MCU. L’universo cinematografico ritorna tra pochi giorni sul grande schermo con Spider-Man: Brand New Day, dopo un anno dall’uscita di Fantastic Four: First Steps.
Prima del grande evento di dicembre con il Dottor Destino di Robert Downey Jr., il 25 settembre, rivedremo il capitolo dei fratelli Russo rinominato per l’occasione Avengers: Endgame – Encore. La dicitura “Encore” nel gergo teatrale e musicale indica il “bis” concesso agli spettatori al termine di una grande esibizione, una ripetizione richiesta a gran voce che non si limita a replicare lo spartito, ma aggiunge un elemento speciale d’improvvisazione prima della chiusura del sipario.