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Mamma mia! torna dopo dieci anni di attesa. Un sequel altrettanto liberatorio e divertente, con nuovi “giovani” perfetti nei loro ruoli e con i già conosciuti “vecchi” sempre esilaranti nei loro personaggi ritrovati e un po’ appesantiti

Prima di andare a vedere Mamma mia! Ci risiamo ho letto un po’ di recensioni, giusto per farmi un’idea su cosa aspettarmi da questo sequel attesissimo. Niente di che, sembrava. Dopo le quasi due ore di film, mi sono chiesta se fare recensioni non sia diventato un modo come un altro per poter parlare male a tutti i costi di qualcosa.

Se partiamo con l’idea di andare a vedere un musical strabiliante, innovativo e unico nel suo genere, beh, ovviamente stiamo sbagliando completamente approccio. Già con il primo film, Mamma mia non ha mai avuto la presunzione di aspirare a essere il più grande musical mai fatto; era divertente, fresco, liberatorio. E questo bastava. Se poi abbiamo già il mirino pronto per sparare a zero contro Lily James, “colpevole” di interpretare Donna da giovane, ossia un ruolo rivestito precedentemente da Meryl Streep, siamo solo arroganti. Senza niente togliere alla grandissima attrice che è Meryl Streep, continuare con testardaggine con questo mito dell’unica grande attrice vivente è diventato vecchio, banale ed è venuto, francamente, a noia.

Che poi, se vogliamo dirla tutta, Meryl Streep trova comunque il modo di risplendere, nonostante la sua quasi totale assenza. Sulle note di My love, my life porta in vita un commovente duetto con Amanda Seyfried, picco di tragicità del film e doveroso addio alla Donna che avevamo conosciuto nel primo Mamma Mia.

A stupirci in questo nuovo sequel è la nuova Donna, giovane, piena di energia, stravagante, libera e innamorata della vita. Lily James, in questo ruolo, è perfetta, come ben dimostra nella canzone di apertura When I kissed the teacher. Così come lo sono gli altri “giovani” del film: le due amiche del cuore, Jessica Keenan Wynn e Alexa Davies, il vero amore Sam (Jeremy Irvine), il divertente e affascinante Bill (Josh Dylan) e l’imbranato e dolce Harry (Hugh Skinner). Tutti e tre si riconoscono all’istante e sembrano usciti da quelle pagine di diario che Sophie aveva trovato anni prima. C’è chi anche in questo ha dovuto trovare un difetto, parlando di personaggi deboli e caricaturali. Ma, immagino, il senso fosse proprio quello, poter riconoscere a colpo d’occhio, senza bisogno di grandi presentazioni, i nostri nuovi personaggi.

I tre portano in scena delle ottime performance. Il primo è Harry, che Donna conosce a Parigi. Innamoratosi subito di lei, prima e unica donna, mette in scena forse una delle canzoni più riuscite e divertenti, Waterloo. Con Bill, Donna canta e balla sulla sua barca, sulle note Why did it have to be me?. Infine, con Sam, la canzone più triste che accompagna l’addio tra i due, costretti a separarsi: Knowing me, Knowing you.

Grandi performance da parte di tutti, con voci e capacità canore sicuramente migliori rispetto alle loro versioni più attempate, ma, bisogna dirlo, ciò che rende Mamma Mia! Ci Risiamo veramente divertente e al livello del primo sono Colin Firth, Pierce Brosnan e Stellan Skarsgård. Ormai non più troppo giovani e baldanzosi, si stancano con facilità di tutto quel cantare e ballare; non è raro vedere i loro personaggi ansimare e fermarsi un momento per prendere fiato. Brosnan poi siamo abituati ad associarlo all’aitante 007 del ’95 e vederlo ballare a ritmo di ABBA continua a essere divertente. Per Skarsgård vale lo stesso discorso, è un personaggio buffo di per sé, che non si prende troppo sul serio. Ma è Colin Firth a risultare irresistibilmente comico. Un po’ perché in ogni film che fa, dal più serio al meno, è sempre compassato, composto  e serio, un po’ perché è l’ultima persona che ci aspettiamo di veder muovere a ritmo disco. E invece, in questo ritorno di Mamma Mia, non solo balla il valzer e ricrea la famosa scena di Titanic con Skarsgård, ma arriva anche a indossare una tutina con un pesante scollo a v e le becche ai lati, piena di strass, con Super Trouper. Scena finale dei titoli di coda, altra piccola perla di questo film, dove possiamo vedere il nuovo e il vecchio cast ballare insieme.

Insomma, Mamma mia! Ci Risiamo è un film senza pretese e un musical liberatorio. “E non c’è niente di più liberatorio come perdere la propria dignità” ci dice Colin. Quello di Mamma Mia è un mondo idealizzato, una Grecia da cartolina senza dubbio, per salutare l’estate con spensieratezza e divertimento. Nessuno si prende troppo sul serio. Non lo fa la grande Celia Imrie, che in When I kissed the teacher si sbizzarrisce; non lo fa Andy Garcìa, che porta in scena Fernando. Non lo fa, infine, la star del film, Cher, che in tutto il suo splendore di nonna 72enne dal capello bianco cotonato, regala una magnifica performance di Fernando.

Il nostro voto

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