Disponibile da oggi in esclusiva su RaiPlay L’età dell’ira, la miniserie in quattro episodi scritta da Juanma Ruiz Cordoba e Lucia Carballal e diretta da Jesùs Rodrigo, tratta dal romanzo omonimo di Nando Lopez del 2011 Le edad de la ira. Questo coinvolgente teen drama coniuga sapientemente elementi thriller con quelli del racconto di formazione, mischiando la ricostruzione di un delitto con il difficile percorso di presa di coscienza e di accettazione della propria omosessualità da parte del protagonista Marcos, interpretato dalla star internazionale della serie Elite Manu Rios.

Ognuno dei quattro episodi de L’età dell’ira narra il fatto, e gli eventi precedenti ad esso, dal punto di vista di quattro protagonisti: prima Sandra (Amaia Aberasturi), compagna di classe che ha una cotta per Marcos, poi Ignacio (Carlos Alcaide), fratello maggiore di Marcos e figlio prediletto del padre. Segue Raùl (Daniel Ibanez), il “nerd” del gruppo per cui Marcos scopre di avere un’attrazione, e infine riviviamo la storia con gli occhi di Marcos stesso scoprendo, con un colpo di scena, la verità sull’omicidio del padre.
La serie ritrae l’adolescenza usando il thriller per affrontare le complessità sociali che riguardano i giovani delle nuove generazioni. Le tematiche affrontate infatti, sono molto attuali e connesse alla sensibilità della Gen Z: la scoperta della propria identità e delle preferenze sessuali, l’omofobia, il bullismo, il contrasto generazionale sono alcuni degli argomenti più discussi dell’ultimo decennio, così come l’attenzione che i ragazzi chiedono alla scuola e alla famiglia mentre attraversano la loro “età dell’ira”.
L’età dell’ira, la trama

La miniserie narra la storia di Marcos, un adolescente dalla vita apparentemente normale che frequenta un liceo nella Madrid dei nostri giorni. Quando Marcos viene accusato dell’omicidio del padre, la notizia cade come una doccia fredda sulla vita dei compagni di classe che cominciano a interrogarsi su cosa ci sia dietro il delitto. Inizialmente presentato come il ragazzo perfetto, bello, intelligente e popolare, con il procedere degli eventi scopriamo che Marcos vive un’esistenza soffocante e piena di frustrazioni a causa delle vessazioni subite in casa, per mano di un padre violento e prevaricatore.
Violenze che giungono al culmine quando l’uomo si rende conto che il figlio è omosessuale. Asfissiato dalla figura paterna, che cerca in ogni modo di adeguare il figlio ad un modello di rettitudine e perfezione, provato dall’improvvisa e dolorosa scomparsa della madre, Marcos, come sottolinea il titolo della serie, attraversa un percorso di rabbia e frustrazione che lo conduce, di impeto, a cercare di risolvere i suoi problemi in maniera furiosa, inizialmente portandolo ad offese verbali e fisiche nei confronti delle persone omosessuali, poi cercando situazioni sempre più promiscue.
Il ragazzo, come molti adolescenti, vive un tumultuoso e complesso viaggio alla scoperta di sé stesso. Solo Alvaro (Eloy Azorin), il suo insegnante di letteratura, lo aiuterà ad accettarsi e a intraprendere la strada della consapevolezza.